Durante una recente convention tenutasi in Svezia, l’Editor-in-Chief della Marvel C.B. Cebulski ha affrontato un tema scottante legato al mondo della narrazione e, in particolare, a quello del Fumetto: la morte dei personaggi più amati. Com’è noto, gli eroi e i villain dei comics muoiono e risorgono di continuo, rendendo il decesso una condizione più momentanea che stabile nel tempo, con conseguente minore impatto emotivo sugli appassionati.

Nel rispondere a una domanda diretta sull’argomento da parte del pubblico, Cebulski ha spiegato in poche parole come funziona il processo editoriale dietro la morte o la resurrezione di uno o più personaggi, specificando che in futuro potrebbero avvenire morti più “permanenti”.

 

Death of Wolverine #4, copertina di Steve McNiven

La morte fa parte degli universi narrativi dei fumetti, in particolar modo di quello Marvel. Ogni personaggio è morto e risorto, prima o poi. Abbiamo sempre affermato che ci sono due personaggi che non faranno mai ritorno: Gwen Stacy e Zio Ben. In passato abbiamo detto che nemmeno Bucky avrebbe mai fatto ritorno, mentre oggi abbiamo il Soldato d’Inverno.

Il percorso che porta all’uccisione di un personaggio non è dei più semplici e molte persone pensano che la morte sia qualcosa che non prendiamo sul serio alla Marvel, ma in realtà lo è. Se uno sceneggiatore propone la morte di un personaggio, seguiranno molte discussioni ed essa dovrà essere ben giustificata dalla storia. Non può avvenire unicamente per il fattore scioccante, e normalmente si tratta di una discussione che avviene prima tra lo sceneggiatore e il suo editor, poi tra il primo e l’intero team editoriale. Il processo di uccisione di un personaggio è in tutto e per tutto una decisione collettiva, presa per continuare a proporre la miglior storia possibile.

Certo, molti personaggi hanno fatto ritorno dal mondo dei morti anche nel recente passato, mi vengono in mente Wolverine e Ciclope, ma questo non significa che all’epoca non ci fosse l’intenzione di rendere quelle morti permanenti. Molte persone pensano: “Ah, ok, la Marvel ha ucciso qualcuno”, partendo dal presupposto che quel personaggio farà ritorno prima o poi, ma questo non è necessariamente vero. A volte, quando uccidiamo dei personaggi, pensiamo davvero che potrebbero restare morti per sempre.

Non voglio che la morte possa essere utilizzata per dare una spinta alla vendite o come fattore scioccante per far dire alle persone “Oddio, Johnny Storm è morto!” oppure “Wolverine è morto!” sapendo che torneranno. Se decidiamo di far morire qualcuno, dobbiamo aggiungere più peso e permanenza alla scelta.

 

Death of X #1, copertina di Aaron Kuder

 

 

Fonte: CBR | Comicbook | Comicbook

 

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