Poco più di un mese fa usciva il secondo risultato della joint venture recentemente nata tra Sergio Bonelli Editore e DC Comics, uno dei più grandi eventi editoriali degli ultimi anni. Dopo un assaggio nel 2019 con il team-up tra Batman e Dylan Dog, Relazioni pericolose, lo scorso 10 dicembre è stata la volta di quello tra Flash e Zagor, intitolato La scure e il fulmine.

In entrambi i casi si tratta di due numeri 0, ovvero di preludi al progetto vero e proprio che leggeremo prossimamente e che conterrà altri impronosticabili incontri, come quello tra la Justice League e Nathan Never; tutte elaborazioni rigorosamente Made in Italy affidate a scrittori e a disegnatori della casa editrice milanese o comunque nostrani.

Bonelli ha definito questi team-upincredibili”. In effetti, al loro annuncio, queste partnership tra icone del Fumetto così apparentemente lontane tra loro non solo sono parse incredibili alla maggior parte dei lettori, ma perfino improbabili (anche a chi vi scrive, nonostante sia innamorato da sempre delle intramontabili effigi della Fabbrica dei Sogni e della Distinta Concorrenza).

In prima istanza occorreva introdurre i super eroi americani a quella parte di pubblico bonelliano più abitudinaria e conservatrice, poco avvezza se non addirittura digiuna di comics. Gli sceneggiatori dei due fumetti sopracitati – Roberto Recchioni per Relazioni pericolose e Mauro Uzzeo e Giovanni Masi per La scure e il fulmine – si sono rimboccati le maniche e hanno fatto sfoggio della propria profonda conoscenza dell’argomento descrivendo nelle pagine redazionali dei due brossurati le peculiarità (se non addirittura le vite editoriali) di Batman e Flash e contrapponendole a quelle di Dylan e Zagor. Ne sono scaturiti due pezzi estremamente sintetici ma originali ed esaurienti.

Dylan Dog/Batman, copertina di Emiliano Mammucari

In seconda battuta, bisognava gestire le differenze fra i personaggi dei due team-up e, soprattutto, affrontare la difficile sfida di raccogliere e sottolineare gli elementi comuni. Recchioni, Uzzeo e Masi hanno parlato in maniera onesta e spontanea ai lettori, confidando loro problematiche affrontate e soluzioni narrative adottate, nonché la grande emozione provata nell’avere il privilegio di lavorare a un simile progetto.

Se il Cavaliere Oscuro e l’Indagatore dell’Incubo sono coevi, lo stesso non si può dire dell’Uomo più veloce del mondo e dello Spirito con la scure: il primo agisce nel presente, mentre il secondo è calato in un immaginario nord est degli Stati Uniti, in un periodo indicativamente antecedente alle guerre con il Messico (avvenute tra il 1846 e il 1848).

Il compito più semplice (almeno sulla carta) è stato quello di Roberto Recchioni: l’attuale editor e prima penna dell’Old Boy ha scelto di acuire invece di smussare i contrasti tra i due protagonisti (come lui stesso spiega nell’albo) e ha inserito nella continuity di entrambi una lieve retcon servendosi delle rispettive nemesi, Joker e Xabaras. Il frutto di questo suggestivo espediente ha permesso allo sceneggiatore romano di centrare l’obiettivo: fondere in modo complementare i mondi di Batman e Dylan Dog, dando la concreata sensazione al lettore che i due abbiano da sempre abitato il medesimo universo creativo.

Flash/Zagor: La scure e il fulmine (cover Zagor), copertina di Carmine Di Giandomenico

A differenza del loro collega, Mauro Uzzeo e Giovanni Masi, a cui toccava a prima vista il confronto più arduo, sono riusciti invece a recuperare e valorizzare un numero considerevole di dati e fatti condivisi da Barry Allen e Patrick Wilding; più che sulle simili vicissitudini – entrambi hanno perso i genitori in tenera età e subito lo spettro di un padre macchiato dalla colpa –, hanno scommesso sulla solarità e sulla positività che li accomunano, senza rinunciare all’utilizzo delle rispettive gallerie di villain. A quel punto, la strada non poteva che essere in discesa per l’affermata coppia di scrittori, avendo a loro disposizione un luogo magico come la Foresta di Darkwood (dove l’evento più prodigioso è all’ordine del giorno per Zagor) e la Forza della velocità (che Flash sfrutta in innumerevoli occasioni per attraversare tempo e dimensioni).

In un fumetto con la “f” maiuscola, un buon soggetto e una briosa sceneggiatura non bastano, serve una controparte grafica all’altezza. Per tale ragione il team artistico incaricato è di assoluto valore ed esperienza. Batman/Dylan Dog: Relazioni pericolose è disegnato da Gigi Cavenago e Werther Dell’Edera (per i colori del primo), mentre Flash/Zagor: La scure e il fulmine vede alle matite Davide Gianfelice (già cimentatosi sulla serie Rinascita del Velocista Scarlatto), per i colori di Luca Saponti ed Emanuele Mammucari.

La qualità del prodotto finale è degnamente rappresentata da alcune strepitose copertine: la doppia di Relazioni pericolose, realizzata da Gigi Cavenago; quella dello stesso racconto, riproposto nell’antologico di novantaquattro pagine Dylan Dog/Batman, firmata da Mammucari; e la doppia di La scure e il fulmine, concepita da Carmine Di Giandomenico (che ha disegnato a lungo Flash su testi di Joshua Williamson).

Il materiale pubblicato finora è esiguo quanto promettente, e non possiamo che aspettarci sviluppi emozionanti e divertenti nel futuro prossimo, ma una cosa è certa: a livello di percezione, questo crossover si è già lasciato alle spalle l’aggettivo “improbabile” imponendosi come “incredibile”, grazie alla qualità espressa dai nomi coinvolti.