Wondercity 3

Il fuoco del drago inizia con un incidente ferroviario: un treno (che cita in modo per nulla velato il Galaxy Express di Matsumoto) si schianta sulla stazione di Wondercity.

Il responsabile della missione sembra essere un drago, di cui la dottoressa Fu-Quing racconta la leggenda: la creatura potrebbe voler rimettere le zampe sul fuoco che gli è stato sottratto in passato dal fondatore della città, Leon Wonder. La Seconda classe viene messa al lavoro in biblioteca per cercare informazioni in grado di assolvere il filantropo da ogni accusa, mentre il Talent Team viene mandato in missione nei tunnel sotterranei della città.

Il terzo episodio di Wondercity ha il grande pregio di riuscire a sviluppare ulteriormente le dinamiche tra i ragazzi; questo avviene fin dall’incipit, un gioco di ruolo in cui riecheggia Agatha Christie, dove tutti i ragazzi interagiscono per scoprire il colpevole della morte del preside Malmoose.

Nel corso della storia, però, vediamo molto altro: si delinea un involontario triangolo Roary/Erik/OliviaCharlotte scopre telepaticamente i sentimenti di ThomasWolfmayer informa Malmoose (o così crede) che gli uomini di Murdock lo stanno seguendo. Il quadro generale inizia a delinearsi ed è ammirevole la quantità di indizi che Giovanni Gualdoni dissemina tra le pagine.

Le tavole di Ettore Gula sono suggestive e leggibili anche nei passaggi più complessi e dinamici; la vicenda si apre con uno schianto rappresentato in modo minimale tramite una sequenza di micro-vignette, ma il disegnatore dà poi il meglio con evocativi scenari infuocati e l’affollato agguato all’officina abbandonata. Il finale, purtroppo, risulta leggermente sbrigativo e la risoluzione un po’ sacrificata, soprattutto considerando il gesto finale di Aki e l’importanza che le sue azioni avranno nel prosieguo della serie.

La storia breve La città riperduta, di Stefano Enna e Stefano Turconi, è una divertente avventura del professor Luxor Lounes ambientata nel passato, nella quale viene mostrato il primo incontro con Moleman. L’espediente di narrare un episodio in cui gli studenti del collegio delle meraviglie sono assenti – o quasi – rende il fumetto più vario e ci permette di sbirciare rapidamente nella mitologia della serie. Il tutto viene messo in scena con il ritmo avvincente e la comicità di un cortometraggio animato, grazie a un’eccellente resa delle gag e delle espressioni dei personaggi.

 

CHRONO WONDERCITY