Nella mente di Leo Ortolani, il supereroe con le orecchie da topo era stato creato come uno dei suoi tanti personaggi; la vittoria della prima storia al concorso de L’Eternauta però ne aveva fatto il primo ad essere pubblicato, occasione che gli ha consentito di essere letto e apprezzato da un pubblico di lettori diverso dalla cerchia di amici dell’autore.
Nel 1991, due anni dopo il primo episodio, la fanzine Made in Usa chiede ad Ortolani di realizzare una seconda avventura con protagonista il bizzarro supereroe, per la quale il fumettista parmense si ispira a uno degli argomenti più chiacchierati del panorama fumettistico in quel periodo: la DC Comics aveva organizzato un sondaggio per chiedere ai lettori se Jason Todd (il secondo Robin, che non aveva mai del tutto incontrato i favori del pubblico) avrebbe dovuto essere ucciso o meno. I fan votarono a favore e il personaggio fu ammazzato dal Joker nella storia Una Morte in Famiglia, evento che attirò l’attenzione dei media sui fumetti più di quanto fosse mai accaduto prima. Ortolani, come fatto due anni prima col Batman di Burton, decide di sfruttare l’improvvisa popolarità dell’assistente dell’Uomo Pipistrello per raccontare la storia di Tòpin, The Wonder Mouse, aiutante adolescente di Rat-Man introdotto da una gag nell’ultima vignetta della prima storia di Rat-Man.

RatGrandeL’attenzione di Ortolani all’Universo DC di quegli anni nell’ideazione di questo secondo episodio di Rat-Man è evidente fin dalla splash page d’apertura, citazione del primo numero della miniserie dedicata a Tim Drake, il successore di Jason Todd che ha segnato il ritorno di Robin sulle scene.
Rat-Man ha deciso di adottare il ragazzo orfano che era stato rapito da Buffone e per due anni lo addestra come suo aiutante; Topin però non dimostra molto entusiasmo per l’attività di supereroe, creando più di una difficoltà al mentore che ha riposto in lui la sua fiducia. In realtà questo racconto non ha una vera e propria vicenda, ma si limita a riportare in scena Rat-Man per infilarlo in una serie di situazioni comiche, che hanno come filo conduttore lo scarso supporto fornito da Tòpin. Il cast di supporto vede il ritorno di Arcibaldo e la prima apparizione di Cinzia Otherside, transessuale platinato che avevamo conosciuto nella sua precedente identità da postino, ma che qui si mostra per la prima volta nella sua nuova natura, uno sviluppo di quella che era solamente una battuta.
La storia, così come l’esordio del personaggio, è comparsa in una versione preliminare di 7 pagine, che sarà poi ridisegnata anni dopo per adeguarsi al tratto più evoluto di Ortolani; in quel caso però le due versioni non avevano sostanziali differenza al di fuori del disegno, mentre per Tòpin, The Wonder Mouse l’autore decide di modificare un paio di battute. Il fumetto infatti contiene diverse citazioni, alcune delle quali sono state scartare nella versione più recente: un riferimento al telefilm Twin Peaks viene sostituito dai Power Rangers perché ritenuto troppo datato, mentre una gag basata sulla morte di Bucky Barnes è scartata in favore di un ragionamento di Arcibaldo, comprensibile da un pubblico più ampio e non solo dai Marvel-fan. La citazione fumettistica più riuscita però è rimasta: Tòpin regala a Rat-Man una cintura metallica a causa della quale il supereroe viene colpito da un fulmine, in una scena che riprende una celebre vignetta de Il Ritorno del Cavaliere Oscuro. In questa occasione Rat-Man pronuncia la frase “Fletto i muscoli e sono nel vuoto!”, motto del personaggio introdotto per la prima volta in questa storia, che gradualmente acquisirà sempre più importanza fino a simboleggiare alla perfezione l’atteggiamento dello sfortunato eroe.
Nel finale Rat-Man riesce a sbarazzarsi di Tòpin cambiando casa editrice… ma più avanti dovrà pagare le conseguenze di questo abbandono .