I supereroi, le cui avventure continuano a essere pubblicate anno dopo anno, decennio dopo decennio, divengono a un certo punto vere e proprie icone narrative, leggende. Ogni scenario può essere adattato alle loro storie, ogni epoca storica può essere presa a riferimento per narrare una loro nuova avventura. Ad esempio, sia Superman che Wonder Woman hanno combattuto durante la Seconda Guerra Mondiale… ovviamente dalla parte delle forze del bene. Sì, oggi può sembrare strano dire una cosa simile, ma non poteva che essere diversamente per due personaggi nati – da un punto di vista editoriale – nel 1938 e nel 1941, e seppur siano sempre riusciti ad adattarsi al passare degli anni, sono stati anche figli del loro tempo.

Riguardare a una storia di questo tipo, oggi, attiva il cosiddetto effetto nostalgia, un’arma che può rivelarsi a doppio taglio, come accade per Superman vs. Wonder Woman, cartonato di grande formato edito da Panini DC Italia che ristampa l’albo del 1978 All-New Collectors’ Edition C-54: Superman vs. Wonder Woman, sceneggiato da Gerry Conway e disegnato da José Luis Garcia-Lopez.

L’anno è il 1942. Per vie differenti, sia l’Azzurrone che Diana apprendono del Progetto Manhattan e della volontà da parte del governo americano di costruire la bomba atomica, un progetto che cattura l’interesse anche dei nazisti e dell’esercito giapponese, i quali impiegano sul campo i loro migliori agenti: il Barone Blitzkrieg e Sumo. Differenti visioni della situazione porteranno Superman e Wonder Woman a un drammatico confronto, che però verrà messo da parte per impedire ai due criminali di guerra di appropriarsi della letale arma. Ma alla fine quale sarà la scelta che prenderanno i due eroi?

Superman vs. Wonder Woman rimane di sicuro un piccolo gioiello ancora oggi”Quando questa storia viene pubblicata, Gerry Conway ha ventisei anni, eppure ha già alle sue spalle un curriculum di tutto rispetto, e pochi anni prima si è reso “responsabile” della morte di Gwen Stacy. Non cercate tuttavia in questo fumetto troppe condanne morali sulla guerra o l’abuso della scienza e del potere, le quali sono sì presenti, ma ben nascoste nel contesto della storia per non renderle troppo opprimenti agli occhi del lettore di allora. Il tutto per catalizzare l’attenzione su un altro avvenimento.

Se infatti l’albo si intitola Superman vs. Wonder Woman, un buon motivo ci sarà, e ha anche un nome ben preciso: José Luis Garcia-Lopez. Le sue matite sono poesia in movimento, è come se – permetteteci la comparazione – gli eroi compiessero una danza nell’affrontarsi o nel combattere i criminali. Ciò impreziosisce anche lo storytelling della storia stessa che, a costo di pronunciare un’eresia, rimane affascinante anche oggi.

La sceneggiatura è invece figlia della sua epoca, di certo ben scritta ma con dialoghi ordinari e senza picchi particolari. È dunque presente qualche situazione un po’ eccentrica (Superman e Wonder Woman che non trovano niente di meglio che andare a combattere sulla Luna), così come un paio di scivoloni (involontariamente) razzisti e sessisti. Contestualizzateli in uno scenario di oltre quarant’anni fa e forse vi risulteranno comprensibili, seppur inaccettabili.

Superman vs. Wonder Woman rimane di sicuro un piccolo gioiello ancora oggi, soprattutto per ammirare l’arte di un disegnatore che ha dato molto alle generazioni future, anche se spesso ci si dimentica di lui per celebrare altri artisti non meno rinomati. Vedetelo come uno di quei libri di fiabe che trovavate tra le cose dei vostri nonni o genitori, e tornate a rileggerlo ogni tanto, ammaliati da quell’atmosfera di magia che è riuscita a catturare la vostra attenzione.