Chi è più intelligente e letale? Il Bruce Wayne votato al male e proveniente dal Multiverso Oscuro, noto come il Batman Che Ride, avvolto nei suoi abiti da immaginario sado-maso e dedito all’invasione e al totale contagio della realtà dell’Universo DC, oppure il Lex Luthor elevato dalla divinità antica e malvagia nota come Perpetua alla condizione di Alfa, allo stato evolutivo più alto raggiungibile da un essere umano e infuso di un potere sostanzialmente incalcolabile? Questa è la domanda che ci pongono sostanzialmente James Tynion IV e Steve Epting, con la collaborazione sul finale delle matite di Javier Fernandez, in L’Anno del Criminale: Inferno sulla Terra 1.

Nelle pagine di questo albo Panini Comics vediamo le due attuali nemesi dei due eroi più iconici della DC Comics in un confronto serrato, raccontato soprattutto dal punto di vista di Lex, che ci appare come la preda tra le due figure. Entrambi sono sostanzialmente frutto, almeno in questa loro incarnazione, della fantasia di Scott Snyder, in assoluto la divinità tutelare per eccellenza dei grandi eventi della casa editrice degli ultimi anni. Il Lex Alfa è reduce da uno dei suoi più grandi successi: la sconfitta cocente della Justice League durante il conflitto Justice/Doom. Il suo piano è apparentemente riuscito e non è mai stato in una posizione di potere più dominante di questa. Naturale, pertanto, che sia suo il ruolo della preda in questo confronto, dato che i piani del Batman Che Ride sono invece ancora in corso di sviluppo e, fatalmente, di crescita, all’interno del contesto di L’Anno del Criminale, cavalcata targata DC Comics verso gli eventi di Dark Nights: Death Metal e verso il culmine dei piani narrativi di Snyder.

 

 

It’s a Snyder DC Universe, e non è strano trovare James Tynion, pupillo fedele, a proprio agio con i due burattini principali delle attuali trame messe in campo dal maestro. Una sceneggiatura molto verbosa, costruita su tante spiegazioni e tanti dialoghi riassuntivi degli eventi principali che stanno cambiando il volto del Multiverso, Oscuro o meno, nelle trame attualmente in corso della Distinta Concorrenza. Due confronti taglienti tra Lex e il Batman che Ride sono il piatto forte di questo albo che riesce a mantenere anche l’azione tra i suoi ingredienti. Fondamentale elemento di confronto tra i due, per ricordarci che non sono soltanto dei pianificatori, attualmente, ma anche esseri di enorme, colossale potere. Tynion riesce, in questo modo, a far capire ai lettori la prospettiva della sua narrazione e a darci l’idea di cosa ci sia in ballo in questo confronto tra due geniali menti malvagie che rappresentano, incidentalmente, un ostacolo l’uno per l’altro.

“Uno Steve Epting più fluido, meno ingessato e più spettacolare di quanto siamo abituati a vederlo. Il disegnatore rinuncia a una parte della gravitas che contraddistingue in genere il suo stile solenne”Ciò che riesce meno ad essere questo esordio di L’Anno del Crimine è una funzionale finestra d’entrata per nuovi lettori. Troppo degli elementi posti in essere da Metal, troppo dei recenti piani di Snyder per la Justice League, troppo degli elementi pregressi della trama grava su questa introduzione così particolare, che si apre non a caso in medias res, per quanto con la narrazione di una sorta di antefatto. Se questo era certamente prevedibile, rimane comunque un peccato, perché i lettori si trovano davvero di fronte a un potenziale momento di svolta, non all’inizio delle macchinazioni dei due villain, ma certamente del dipanarsi di una fase nuova e decisiva di queste ultime. Se Tynion fosse riuscito nel compito, forse improbo, di essere più inclusivo, l’albo sarebbe risultato un’occasione davvero imperdibile per fare la conoscenza con l’Universo DC.

Nota di merito: uno Steve Epting più fluido, meno ingessato e più spettacolare di quanto siamo abituati a vederlo. Il disegnatore rinuncia a una parte della gravitas che contraddistingue in genere il suo stile solenne, per concedere qualcosa di più alle atmosfere di un episodio comunque inserito in una saga di portata cosmica. Aiutano certamente i colori di Nick Filardi, che sembrano alleggerire le matite di Epting e inserirle in un contesto narrativo diverso da quello che gli è più congeniale.

In sintesi, L’anno del Criminale: Inferno sulla Terra 1 fa ottimamente il suo lavoro: ci introduce al lato più oscuro di quel che sta succedendo su due dei fronti più caldi della DC Comics, in merito alle trame più generali e agli eventi che riguardano il suo universo narrativo in senso più ampio, regalandoci soprattutto un’occhiata alle due personalità che sono destinate a forgiarne il paesaggio, a determinarne la crisi. In attesa della riscossa degli eroi e di assistere al manifestarsi del prossimo, glorioso trionfo di Superman, Batman e compagni.