C’è stato un tempo in cui Mark Millar era uno scrittore come tanti altri, in cerca di fama e successo. Prima di Millarworld, prima di Civil War e Ultimates, al tempo delle collaborazioni con Grant Morrison su alcuni titoli, Millar era uno sceneggiatore di fumetti scozzese che proponeva i suoi progetti alla rivista a fumetti britannica per eccellenza, 2000 AD.

Nel 1993 viene qui pubblicato uno di questi primi suoi progetti, Canon Fodder, che Editoriale Cosmo ha pubblicato di recente anche in Italia. La storia risulta abbastanza particolare, anche se si corre il rischio – per errata e fallace percezione – di bollarla come qualcosa di già visto pensando al Millar odierno.

Canon Fodder è ambientato in un mondo distopico, dove i morti sono tornati in vita e hanno aumentato a dismisura la popolazione mondiale. Una città importante come Londra è arrivata a contare venti milioni di abitanti, creando numerosi problemi, non solo di sovrappopolazione. Anche le grandi personalità del passato possono ripercorrere le vie londinesi, che risultano ora ai loro occhi del tutto diverse.

 

 

In questo contesto, agisce il Curato Fodder, ultimo rappresentante della cosiddetta Pattuglia dei Preti, che deve riportare l’ordine nelle strade di Londra a suon di preghiere e… pistolettate! La sua prima missione lo metterà contro nientemeno che Lucifero e Dio in persona, per evitare l’apocalisse totale dell’umanità. Successivamente, il Curato dovrà affrontare il demone di una dimensione di materia oscura capace di far leva sulle sue paure inconsce.

Quando si tratta di opere prime di sceneggiatori che si sono affermati sulla scena solo in un secondo momento, non ci si aspetta chiaramente di ritrovare quelle tematiche e quelle atmosfere che caratterizzeranno poi le loro storie più celebri. Invece in questo caso si rimane in parte sorpresi, e in positivo. Non ci troviamo certo di fronte, da un punto di vista di dialoghi e progressione della storia, al Mark Millar di Authority, Kick-Ass o delle sue più recenti miniserie, tuttavia qualcosa in nuce qui è già presente.

Un eroe che eroe non è, anzi a dirla tutta è proprio una personalità detestabile. Il tutto condito da una rottura di decennali schemi di sacralità – Millar si fa beffe dei personaggi di Sherlock Holmes e del dottor John Watson, creati da Arthur Conan Doyle – e una satira sugli estremismi religiosi. 2000AD è sempre stata, a onor del vero, una rivista che rompeva con gli schemi prefissati, e Millar si è adattato a quella sensibilità, supponiamo senza troppe difficoltà.

Anche la particolare struttura delle storie, sei o sette pagine a capitolo, non risultano limitanti e si può vedere il tutto alla fine come un unico, grande racconto suddiviso in più parti. Ne risulta dunque una lettura godibile, poiché gli elementi narrativi sopra citati non sono inseriti per mero sensazionalismo, ma risultano funzionali al racconto che viene presentato.

“Un’insolita opera prima di un grande sceneggiatore”Il volume si compone di due storyline, di cui solo la prima scritta da Millar. La seconda storia è invece sceneggiata da Kek-W, alias Nigel Long, che risulta molto di maniera: vorrebbe con ogni probabilità essere un’allegoria e una satira della psicanalisi (il co-protagonista è Sigmund Freud), ma non riesce a centrare l’obiettivo.

L’artista all’opera è Chris Weston. Anche lui come Millar era all’epoca un semi-esordiente e si sarebbe affermato pochi anni dopo con The Invisibles. La sua maturità artistica è qui quasi sbocciata e va a completare alla perfezione le avventure di Millar e Kek-W. Dopo le quali il Curato Fodder è scomparso dalle scene, nonostante il fumetto avesse lasciato qualche punto in sospeso.

Il tutto, sembra, per problematiche sui diritti del personaggio avanzate dallo stesso Millar. E quindi non è mai più ricomparso dopo la storia scritta da Kek-W, conclusasi nel 1996, se non per ristampare le storie che lo vedono protagonista. E a meno di improbabili accordi tra Mark Millar e la Rebellion (la casa editrice che detiene i diritti sui personaggi di 2000 AD), possiamo considerarlo un caso chiuso.

Come vedere Canon Fodder a distanza di venticinque anni dalla sua ultima storia? Come un’insolita opera prima di un grande sceneggiatore, ma senza cercare paragoni tra presente e passato. Uno scrittore è anche un uomo, che si evolve con il tempo, così come la sua scrittura.