Black Widow #1, anteprima 01

La Vedova Nera è tornata, ed è più incazzata che mai. Potremmo sintetizzare così la trama di Black Widow: Gioco senza limiti, scritto dalle sorelle Jen e Sylvia Soska per i disegni di Flaviano Armentaro. Il cartonato edito da Panini Comics raccoglie la miniserie in cinque parti che riporta al centro della scena l’ex spia russa.

Come dovreste sapere, Natasha Romanoff era stata uccisa sulle pagine del megaevento Secret Empire. La Stanza Rossa, però, l’ha riportata in vita come clone con ricordi indotti, nella serie limitata Tales of Suspense. Dopo un periodo in cui ha operato in incognito, è tempo di tornare sotto i riflettori, e la prima missione la vede impegnata a Madripoor per arrestare la folle mente dietro uno show a pagamento in cui la gente viene torturata fino alla morte.

Ancora sconvolta e incerta, visti gli ultimi accadimenti, la Vedova Nera è una pentola a pressione pronta a esplodere. “Devo liberare l’istinto omicida prima che si faccia male qualcuno“, afferma lei stessa in un momento di razionalità che precede la partenza per l’isola asiatica. In passato, Nat non ha mai avuto problemi a uccidere o a ricorrere al suo addestramento per restare in vita, ma così brutale e senza pietà non era stata mai.

Sebbene innescato dagli eventi citati in precedenza, Black Widow: Gioco senza limiti è un volume che può essere fruito anche da chi non è un assiduo lettore delle testate Marvel. Per l’occasione, le Soska realizzano un racconto che fa del ritmo sostenuto e delle atmosfere oscure il proprio punto di forza: se il primo rappresenta un elemento ricorrente nelle storie della Nostra, il secondo è sicuramente più inusuale e conferisce un’aura più dark all’eroina.

 

 

La trama è ben congegnata, e lungo il cammino non mancano i colpi di scena che rendono il tutto più avvincente. In mezzo alle sparatorie e agli scontri corpo a corpo, troviamo frangenti in cui le Soska inseriscono degli approfondimenti psicologici che gettano le basi per un’analisi più profonda del personaggio. Sarà interessante capire quanto resterà di questa versione nei prossimi titoli a lei dedicati.

“Mentre l’azione scorre torrenziale, grande cura viene riposta nell’espressività e nella recitazione dei personaggi.”Ma la riuscita della miniserie passa anche attraverso una componente artistica davvero solida. Il connubio tra Armentaro e la colorista Veronica Gandini produce ottimi risultati, i quali contribuiscono a rendere l’esperienza di lettura appagante e immersiva.

Lo stile dell’artista nostrano è estremamente dinamico, l’ideale per questo genere di storia, che punta a tenere il lettore con il fiato sospeso. Mentre l’azione scorre torrenziale, grande cura viene riposta nell’espressività e nella recitazione dei personaggi. La capacità di abbinare questi due aspetti produce pagine davvero pregevoli, che raggiungono il loro apice qualitativo in splash page in cui Armentaro mette in mostra la sua versatilità. Infine, il lavoro della Gandini rende il tutto ancora più cupo, complice la scelta di una palette dalle tinte fredde.

L’impressione è quella di trovarci di fronte a un action movie con protagonista un’antieroina tosta, alla ricerca di un nuovo equilibrio nella sua vita. Insomma, i toni di Black Widow: Gioco senza limiti sono esattamente quelli che speriamo di trovare nel film dei Marvel Studios.