Wondercity 7, anteprima 01

Sono trascorsi dodici anni da quando uscì L’ultimo Doge, il sesto numero di Wondercity. In quarta di copertina, l’illustrazione di Stefano Turconi anticipava l’appuntamento successivo, che purtroppo non vide mai luce, segnando l’interruzione della serie. Oggi, grazie a Tatai Lab, quello stesso disegno introduce al settimo episodio, proposto all’interno del cofanetto che raccoglie l’intera stagione d’esordio, inediti compresi.

Inevitabilmente, la prima nuova storia di Wondercity realizzata dopo così tanto tempo portava con sé un grande carico di aspettative, e siamo felici di affermare che sono state soddisfatte. Tra flashback e scene oniriche, Il profumo della memoria risponde a molte delle domande che la serie aveva generato fin dal primo numero, con Francesco Vacca che mette insieme una lunga sequenza carica di informazioni preziose per il lettore, ma senza scadere nel classico spiegone.

I protagonisti si ritrovano a vivere grandi emozioni fino al gran finale, che propone una scena d’azione dai risvolti più adulti di quanto ci si potrebbe aspettare da un fumetto per ragazzi. Anche se in questo episodio la trama orizzontale la fa da padrone, quella verticale vede il Wonder Team impegnato in una missione avvincente, con un avversario carismatico e un piccolo ma efficace colpo di scena.

 

 

I disegni di Roberta Pierpaoli portano avanti in modo coerente lo stile visivo di Wondercity, fortemente riconoscibile anche grazie alla colorazione. Se nelle prime tavole i personaggi hanno posture un po’ legnose ed espressioni grossolane, nel corso della storia il risultato migliora progressivamente, fino a regalarci sequenze davvero suggestive.

Il profumo della memoria risponde a molte delle domande che la serie aveva generato fin dal primo numero.”Adorabile Una vocina, racconto breve scritto ancora da Vacca ma coadiuvato dai disegni di Denny Minonne. I due operai del Wonder College, Cesco e Bepi, sono tra i personaggi secondari più simpatici visti nella storia principale, e la sola idea di renderli protagonisti di una Tales of Wonder merita un plauso. Con le loro fisicità complementari e la parlata veneziana, la coppia si dimostra del tutto in grado di sostenere un corto umoristico, tra comicità slapstick e qualche equivoco.

Queste dodici pagine dicono molto della versatilità dell’universo narrativo di Wondercity: c’è un tale affetto nei confronti dei personaggi che si prova piacere anche solo nel vederli entrare in scena, mentre la città futuristica ma vintage al centro di tutto si conferma uno scenario ideale per raccontare un ventaglio di avventure le cui atmosfere, all’occorrenza, si possono discostare da quelle della trama portante.

Dato che il titolo è stato creato da autori con un background disneyano, viene spontaneo pensare alla formula del celebre settimanale con Topi e Paperi: e se le storie di Wondercity potessero riempire le pagine di testata antologica caratterizzata da generi e stili differenti? Sarebbe di certo una scommessa editoriale molto coraggiosa, considerando che la serie è appena tornata, ma questo mondo così variegato avrebbe certamente tutte le potenzialità per sostenerla.