Batman: Last Knight on Earth #1, anteprima 01

Batman: L’ultimo cavaliere sulla Terra è una miniserie scritta da Scott Snyder per i disegni di Greg Capullo, pubblicata per l’etichetta Black Label della DC Comics. Dopo aver chiuso la lunga run sul personaggio scaturita dal reboot de I Nuovi 52 ed essersi ritrovati sulle pagine di Notti Oscure: Metal, il team creativo è tornato a lavorare insieme per raccontare gli ultimi giorni dell’Uomo Pipistrello.

La storia, ambientata in un possibile futuro, vede inizialmente Batman alle prese con un caso apparentemente gestibile. Da quasi un anno, qualcuno imbratta le strade di Gotham City con strisce di gesso bianco: appaiono di notte, scompaiono la mattina dopo. Nel prosieguo delle indagini, però, la situazione diventa sempre agghiacciate: se unite tra loro, quelle linee di pochi metri compongono la sagoma di Batman, con il cuore localizzato nello punto esatto in cui furono uccisi i suoi genitori. Repentinamente, il racconto cambia tono, assumendo i tratti di un thriller psicologico: mentre Bruce Wayne diventa un paziente del Manicomio Arkham, i vari indizi non fanno altro che infrangere ogni precedente convinzione, lasciando il lettore spiazzato e desideroso di risolvere il mistero.

In un susseguirsi di situazioni assurde e destabilizzanti, la vicenda si sposta in contesti tendenzialmente lontani dalla quotidianità del Cavaliere Oscuro, ed è a quel punto che decolla del tutto. Snyder ci conduce in un viaggio attraverso l’Universo DC di un futuro distopico: il mondo così come lo conoscevamo non esiste più, e come dei novelli investigatori dobbiamo ricostruire i singoli aspetti che compongono questa nuova e inquietante versione.

“Non poteva esserci esordio migliore per L’ultimo cavaliere sulla Terra.”Non poteva esserci esordio migliore per L’ultimo cavaliere sulla Terra. Per quanto contenga un solo episodio originale, quello pubblicato da RW EdizioniLion Comics è un corposo brossurato denso di eventi e trovate; su tutte, quella di affiancare all’Uomo Pipistrello la testa di Joker, rinchiusa in una lanterna. L’interazione tra i due alleggerisce il tono del racconto con dialoghi divertenti, una delle peculiarità che contribuiscono a rendere così intrigante questo bizzarro progetto.

Il Capullo di queste pagine è in stato di grazia e ci regala una delle interpretazioni più sentite del protagonista: impossibile non restare colpiti dall’enorme cura riposta nei dettagli e nell’espressività dei personaggi, andando a coprire una vasta gamma di emozioni. Il tratto del disegnatore di Spawn è preciso, sicuro e delinea figure sempre dinamiche e cariche di suggestioni. In tal senso, risulta esemplificativo il trattamento riservato al Principe Pagliaccio del Crimine: sebbene si tratti di una “semplice” testa, l’artista la fa recitare perfettamente sfruttando nel migliore dei modi gli occhi e l’iconico sorriso.

Sfogliando il brossurato, si resta colpiti dalla varietà di atmosfere che caratterizzano questo primo capitolo: dall’asettica sala del manicomio alla cupa profondità di una base nascosta sotto le montagne, il colorista messicano FCO Plascencia capitalizza al meglio il lavoro di Snyder e Capullo.

Non vediamo l’ora di scoprire cosa accadrà nei prossimi numeri e, soprattutto, se questa qualità verrà mantenuta fino in fondo.

 

 

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