Pochi giorni fa, Eris Edizioni ha pubblicato nel nostro Paese The Artist, opera d’esordio della fumettista tedesca Anna Haifisch. La storia ha per protagonista un simbolico artista che, rappresentato con le fattezze di uccello, incarna tutte le insicurezze e le problematiche quotidiane con cui deve fare i conti chi vive del proprio lavoro creativo.

L’impressione che si ha fin dalle prime pagine è che si tratti di una crasi di più figure artistiche: pittore, scultore e – suo malgrado – performer; in lui sono condensati tutti i pregi e i difetti riscontrabili nelle persone creative: lo squilibrio emotivo che passa senza soluzione di continuità dalla gioia alla tristezza, e la presa di coscienza del proprio valore, la quale oscilla tra la totale assenza di autostima e il delirio di onnipotenza.

Nel corso della vicenda, il protagonista vive tutta una serie di micro-avventure più o meno concatenate tra loro, trattando una grande varietà di temi. Parimenti, anche i personaggi che accompagnano (o intralciano) il suo percorso sono decisamente variegati: la famiglia, i critici, i galleristi e gli altri colleghi sono individui apertamente stereotipati, così da rendere al meglio l’idea delle loro maschere sociali contrapposte all’essenza “vera” e “pura” dell’artista.

 

 

Come nel caso di molti altri libri costituiti da un insieme di strip o di storie brevi, anche The Artist è godibile a piccole dosi così come letto tutto d’un fiato, ed è proprio questa natura duale a rappresentare il suo punto di forza: quando un prodotto nasce per il web, trae potenza dalla brevità dei contenuti. Si tratta di pillole di umorismo, più o meno amaro, su cui trascorrere una piccola porzione di tempo.

“Un ritratto spietato di chi ha vissuto sulla propria pelle la peggiore delle condizioni: essere sensibile in un mondo indifferente.”È come se il protagonista del fumetto vivesse una serie di giornate più o meno storte (o comunque mai del tutto positive) in cui prende delle decisioni esistenziali che, in realtà, è già conscio non riuscirà a portare avanti. L’intera narrazione è dunque una parabola su come il primo vero nemico di chi fa Arte sia l’istinto che lo porta ad autosabotarsi per evitare il confronto con gli altri.

Non c’è da stupirsi, quindi, se una delle risposte porta il Nostro all’evitare lo scontro con la realtà dei fatti: da un lato l’autoproduzione del proprio lavoro da vendere poi al pubblico (condizione comune a molti artisti emergenti del Fumetto nostrano), dall’altro la scelta di mollare tutto. Detto ciò, sappiamo bene quanto il fuoco sacro di coloro che creano qualcosa dal nulla sia difficile da spegnere del tutto, perciò l’artista che molla tornerà ben presto nel precedente circolo vizioso.

Con queste storie, l’autrice ha intelligentemente evitato la “trappola” della storia lunga: è evidente che i contenuti avrebbero perso potenza se spalmati su più tavole, com’è spesso accaduto in altri casi nel passaggio da digitale a cartaceo. Tra una storia e l’altra, oltretutto, per restare coerente con il mondo che descrive, la Haifisch ha reinterpretato alcuni capolavori dell’Arte mondiale; scelta che non solo denota una profonda conoscenza della materia ma rende oltremodo fluida la lettura.

In sintesi, The Artist è un ritratto spietato di chi ha vissuto sulla propria pelle la peggiore delle condizioni: essere sensibile in un mondo indifferente.

 

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