Melvina, anteprima 01

Potremmo sintetizzare alla perfezione Melvina, la prima graphic novel dell’autrice toscana Rachele Aragno, con le parole di Oscar Wilde: “Attento a ciò che desideri, perché potresti ottenerlo.”

La giovane protagonista si ritrova infatti in un mondo parallelo, l’Aldiqua, dominato dal crudele Malcape, un individuo in grado di esaudire i desideri di chiunque, anche se per ogni richiesta c’è un prezzo da pagare. Melvina intraprende dunque un viaggio attraverso una terra caratterizzata da atmosfere oniriche per incontrare questa versione malvagia del Mago di Oz, con la speranza che possa farla diventare grande.

Nel mondo reale, i genitori continuano a prendere decisioni che influenzano fortemente anche la vita della ragazzina, la quale non ne può più; determinata e testarda – ci si abitua presto alla sua espressione risoluta – è decisa a lottare per la sua libertà, e la scoperta di questo universo fantastico si presenta come una soluzione ai suoi problemi.

Inizia così una traversata che porta Melvina a visitare luoghi straordinari e incontrare personaggi pittoreschi, inserendosi alla perfezione nel solco di storie immortali come Alice nel paese delle meraviglie o La storia infinita.

 

 

La storia mette la protagonista di fronte a sfide che la costringono a dare fondo a tutto il suo coraggio, affrontando situazioni in grado di farle rivalutare diverse convinzioni; in questo la aiuteranno i personaggi che incontrerà lungo il cammino, divertenti, affascinanti e a tratti commoventi.

In chiusura del volume edito da BAO Publishing (la prima tiratura ha sedici pagine aggiuntive, in occasione del decennale della casa editrice milanese), troviamo alcuni toccanti retroscena che raccontano la genesi del personaggio di Melvina e l’importanza che ha avuto nella vita personale dell’autrice, svelando una parte dei potenti sottotesti che veicolano la storia.

Melvina è un racconto per ragazzi della miglior specie, adatto a tutte le età.”Le tavole sembrano uscite da uno stupendo libro illustrato per bambini, soprattutto grazie ai suggestivi acquerelli. Questa sensazione si amplifica quando il fumetto propone doppie splash page in cui i balloon e le vignette si fanno da parte per lasciare che l’occhio del lettore si concentri sull’adorabile stile dell’autrice. Le immagini hanno un calore che in un certo senso ricorda quello delle illustrazioni di Quentin Blake, con influenze di altri artisti europei, americani e nipponici. Il tutto è però parte di uno stile caratteristico già dotato di una forte identità, nonostante si parli di un’opera prima.

Melvina è un racconto per ragazzi della miglior specie, adatto a tutte le età: i lettori più giovani vivranno l’avventura immedesimandosi nella protagonista, mentre gli adulti riusciranno a comprendere con una maggiore consapevolezza i significati più profondi.

Così come quando recuperiamo un grande classico della letteratura per l’infanzia o un vecchio film per ragazzi e ci dispiace di non averlo scoperto quando eravamo piccoli, leggendo questo fumetto ci si rammarica di non aver potuto incontrare prima quella simpatica bambina dai capelli rossi. Mano nella mano, Melvina ci avrebbe potuto accompagnare lungo quel cammino che è diventare grandi.

 

 

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