Zampino, anteprima 01

All’ultima edizione del Comicon, Allagalla ha presentato una vera e propria chicca che miglior cornice non poteva avere della fiera partenopea. Stiamo parlando del volume che raccoglie i quattro fumetti di Zampino, pubblicati originariamente tra il 1983 e il 1984 sulle pagine di Orient Express e ambientati nella Napoli di quegli anni.

I creatori del personaggio hanno lavorato su Dylan Dog in periodi diversi, come sottolinea Pasquale Ruju nella prefazione del libro. La penna è infatti quella di Giuseppe Ferrandino, uno dei migliori sceneggiatori di fumetti italiani degli anni ’80, il primo a ricevere il testimone da Tiziano Sclavi per scrivere una storia dell’Old Boy (Dylan Dog 13, ottobre 1987). Dopo aver raggiunto la notorietà, lo scrittore si è completamente dedicato alla prosa, firmando nel 1993 il suo capolavoro: Pericle il nero. Le matite sono di Ugolino Cossu, futuro disegnatore dell’Indagatore dell’Incubo e di Tex.

Maurizio De Giovanni – che introduce magistralmente l’opera in oggetto – ne I bastardi di Pizzofalcone afferma che il capoluogo campano è composto da tre città: quella che conta è un paesino di poche migliaia di abitanti; in mezzo c’è quella che lavora, che con lo stipendio spera di potersi permettere una vacanza; la terza, che supera il milione di anime, cerca di tirare a campare come meglio può. Antonio Zampino appartiene a quest’ultima cerchia e ne incarna appieno lo spirito e le attitudini: è l’uomo comune in un mondo perennemente sospeso tra realtà e farsa, tra gioia e dolore, tra allegria e disperazione.

“Un gioiello di letteratura disegnata per il suo valore narrativo e per la qualità artistica del lavoro di Cossu, caratterizzato da un tratto sottile, pulito e graffiante.”Ogni episodio è incentrato su uno o più casi di omicidio in cui il protagonista viene coinvolto. In quello di apertura, Siccome era Natale, Zampino si ritrova senza un tetto sopra alla testa, dopo che la sua casa viene fatta esplodere da un misterioso bombarolo. In Quell’appartamento di via Foria, facendo da mediatore per la vendita di un immobile, il protagonista finisce tra prostitute e travestiti, in un giro di torbide vendette. Per gli occhi di Rosa potrebbe definirsi una rivisitazione di Romeo e Giulietta tra i bassifondi partenopei, mentre Storia di una notte, che chiude la raccolta, si distingue dagli altri racconti in quanto, tra le sue pagine, non è la sventura ad abbattersi su Zampino, ma quest’ultimo che rischia in prima persona per salvare una giovane donna di strada che vorrebbe cambiare vita.

Ferrandino costruisce con enorme abilità un noir particolarissimo, in cui la trama ha sviluppi inaspettati e un finale spiazzante che riserva sempre una sorta di amara giustizia, la quale non ha nulla a che fare con il Diritto ma riguarda esclusivamente la legge di strada. Il merito più grande che va riconosciuto allo scrittore è quello di essere stato in grado di catturare la meraviglia e l’atrocità dei quartieri popolari di Napoli, le contraddizioni insanabili di una città in grado di essere paradiso e inferno assieme, e di metterle al servizio di un fumetto appassionante.

Zampino colpisce allo stomaco il lettore e al contempo gli strappa un sorriso: è un gioiello di letteratura disegnata per il suo valore narrativo e per la qualità artistica del lavoro di Cossu, caratterizzato da un tratto sottile, pulito e graffiante; la pubblicazione di Allagalla ce lo restituisce in tutta la sua freschezza, a partire dalle tavole originali, per celebrare un fumetto magnifico e da riscoprire nel suo irresistibile fascino, nella sua potente suggestione.

 

 

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