C’era una volta un uomo al comando della Valchiria, la più grande e potente nave spaziale della flotta della Confederazione, un soldato fedele e affidabile finito in un penitenziario di massima sicurezza. La sua colpa? Aver eseguito un ordine giunto dal Presidente Vexton in persona. Fuggito dalla sua cella, insieme ad altri prigionieri, quell’uomo si è ora impossessato della Jolly Roger ed è intenzionato a prendersi la rivincita su chi l’ha abbandonato al proprio destino.

Dopo quasi tre anni, tornano le avventure di Jon Tiberius Munro, della ribelle meccano-stellare Alisa Rinaldi, del contrabbandiere Nikolai Kowalski e del giovane Tredici. Sono loro i protagonisti di Warship Jolly Roger, serie scritta da Sylvain Runberg, disegnata da Miki Montlló e pubblicata originariamente dalla casa editrice francese Dargaud. In questo secondo e ultimo volume, edito in Italia da Star Comics, continuiamo a seguire le vicende dell’equipaggio dell’astronave, ormai prossimo a raggiungere il proprio obiettivo: pura e semplice vendetta.

“Sfogliando ‘Warship Jolly Roger’ si potrebbe pensare che sia un’opera dalla bellezza ammaliante che punta tutto sulla componente estetica, quando in realtà l’esperienza di lettura che offre è notevole.”Difficile non appassionarsi alla vicenda di quelli che sono a tutti gli effetti degli outsider, dei perdenti in cerca di riscatto, che sia nei confronti della vita o del Presidente Vexton; l’unica cosa che conta è farla pagare a chi per troppo tempo ha agito indisturbato per i propri interessi. È altrettanto arduo restare indifferenti alla storia di Munro: il suo carisma è magnetico e il fascino è quello di un sopravvissuto che continua a resistere, nonostante i tanti drammi che ne hanno segnato il cammino. Tutto il cast, a dire il vero, è perfettamente caratterizzato, e il risultato è un affresco umano di grande impatto.

A una storia ben orchestrata, dal ritmo serrato e carica di thrilling si aggiunge l’arte di Montlló, che ci offre una nuova esaltante prova. La componente artistica dell’opera – è proprio il caso di dirlo – è stellare e colpisce per la grande cura dei particolari con cui l’artista tratta tanto le anatomie dei personaggi quanto le spettacolari astronavi, l’espressività dei primi piani così come gli scenari esotici, sempre suggestivi e affascinanti.

Sfogliando Warship Jolly Roger si potrebbe pensare che sia un’opera dalla bellezza ammaliante che punta tutto sulla componente estetica, quando in realtà l’esperienza di lettura che offre è notevole. Mentre ci fa brillare gli occhi con le sue sequenze che sembrano uscite da un film d’animazione ad alto budget, l’opera di Runberg e Montlló mette in scena svariate dinamiche sociali e politiche sovrapponibili a quelle del mondo reale, permettendo così al lettore di entrare subito in contatto con gli eventi raccontati, come accade nelle migliori opere di fantascienza.

Giunti al termine della corsa, salutiamo con un misto di soddisfazione e dispiacere questo fumetto spaziale sotto ogni punto di vista, un felicissimo incontro creativo tra tecnica e passione che non ci ha dato tregua nemmeno per un attimo e che ci rapiti fino all’ultima pagina.

 

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