Prima che nuovi eroi iniziassero a popolare la galassia lontana lontana, erano i volti classici della trilogia originale di Star Wars a portare avanti la saga. Stiamo parlando di tempi in cui i corrispettivi italiani dei nomi dei protagonisti erano ancora Ian e Leila, e il nemico era Dart Fener, tutte figure immerse in un Universo Espanso che solo più recentemente ha preso posto all’interno della linea Star Wars Legends. Nel corso degli anni, libri, fumetti e videogiochi hanno contribuito ad allargare gli orizzonti narrativi del fu Guerre Stellari, aumentando esponenzialmente il volume delle storie a disposizione, di cui qualcosa è stato recuperato e introdotto all’interno del Nuovo Canone.

“Una trasposizione che riesce a essere molto fedele al materiale in prosa, illustrata con una forte componente immaginifica.”Tra le perle nascoste in un panorama tanto sconfinato e riportate alla luce al momento di fare ordine tra i diversi contenuti c’è Thrawn, Grand’Ammiraglio dell’Impero tra i personaggi più noti e amati all’interno del panorama di eroi e villain mai apparsi al cinema. Protagonista di un’acclamata trilogia letteraria scritta da Timothy Zahn, il personaggio è sicuramente molto carismatico e in grado di confrontarsi direttamente con le più grandi icone della saga, a prescindere dal linguaggio narrativo in cui è calato.

Con il brossurato L’erede dell’Impero, Panini Comics ripropone l’adattamento a fumetti del primo tomo scritto da Zahn, pubblicato originariamente negli anni Novanta da Dark Horse tramite la miniserie in sei numeri Heir to Empire, con i testi di Mike Baron per i disegni di Fred Blanchard e Olivier Vatine. In questa storia viene offerto ai lettori l’esordio di Thrawn, in una trasposizione che riesce a essere molto fedele al materiale in prosa, illustrata con una forte componente immaginifica.

Compiendo la scelta di aderire quasi perfettamente al romanzo, la responsabilità del team creativo è stata quella di restituire visivamente un mondo e dei personaggi ben descritti dall’autore ma comunque soggetti all’interpretazione di ogni lettore. Il risultato finale, nonostante sia ormai piuttosto datato, è assolutamente convincente e coerente con lo stile del periodo, quando la grammatica televisiva e cinematografica non erano ancora entrate prepotentemente nella gestione della regia e della sintesi grafica dei fumetti.

“‘L’erede dell’Impero’ resiste alla prova del tempo e continua a imporsi come un’ottima lettura d’intrattenimento.”Oltre alle classiche vignette a lettura orizzontale – che sembrano farla da padrone nel campo degli adattamenti più recenti – le soluzioni scelte per questo volume sono varie e frizzanti, rendendo la lettura particolarmente scorrevole e piacevole anche a chi conoscesse già la storia. Parimenti, la colorazione offerta da Isabelle Rabarot è di altissimo livello, mai invasiva e sempre ben calata nelle atmosfere della storia.

Con il senno di poi, conoscendo la strada intrapresa da J.J. Abrams e Rian Johnson nella nuova trilogia cinematografica di Star Wars, fa un po’ effetto leggere queste storie. Quella sensazione di What if…? che accompagna la lettura, pagina dopo pagina, è dura da mandar via ed è difficile analizzare lo svolgimento di una trama escludendo mentalmente il nuovo materiale narrativo. Un racconto così solido e convincente fa sperare che, prima o poi, possano trovare spazio sul grande schermo anche personaggi come Thrawn e – magari – la Dottoressa Aphra, nonostante la timeline attuale sia andata ben oltre gli scenari di questo fumetto, ambientato pochi anni dopo Il ritorno dello Jedi.

Con due decenni sulle spalle, L’erede dell’Impero resiste alla prova del tempo e continua a imporsi come un’ottima lettura d’intrattenimento ambientata nel cosmo creato da George Lucas, confermandosi tra le migliori disponibili nella linea Star Wars Legends proposta dall’editore modenese.

 

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