Blast - Integrale, anteprima 01

Nella lingua inglese, il “blast” è qualcosa di esplosivo, associabile al concetto di divertimento nella locuzione “have a blast“. In tal senso, nonostante il termine abbia un significato chiaro, la sua entità può assumere delle sfumature diverse a seconda del punto di vista da cui lo si intende osservare. Allo stesso modo, si potrebbe sottolineare come la deposizione di un imputato in ambito istruttorio rappresenti solo una parte della verità, com’è tale quella riportata dall’accusa; oppure, portando il discorso verso margini più generici, quando qualcuno prova a trasmettere a parole un’esperienza rarefatta e soggettiva creerà sempre un fraintendimento di base che separerà il mondo in due parti distinte: chi ha conosciuto in prima persona quel divertimento, quella scarica d’adrenalina più o meno positiva o negativa, e chi no.

Nel realizzare Blast, Manu Lacernet racchiude in poco più di ottocento pagine (divise inizialmente in quattro corposi volumi) tutta l’ambivalenza dell’essere umano: le pulsioni più profonde legate all’animo bestiale e la necessità di declinarle con occhi razionali, sempre pronti a rendere misurabile ogni eccesso fisico ed emotivo per renderlo comprensibile. L’autore dell’opera è un narratore esperto che conosce, rielabora e racconta la materia umana come pochi altri al mondo, quindi non c’è da stupirsi se ci si ritrova emotivamente provati dalla lettura dei suoi lavori. Nei suoi dieci anni di carriera professionistica, Lacernet ha dato un volto alle diverse sfaccettature della felicità e della disperazione, andando a raccogliere in quella zona grigia che divide gli estremi almeno un riferimento per ogni famelico lettore, permettendogli di identificare ed esorcizzare su carta ogni sfumatura più maledetta o ideale del suo essere, riconoscendosi a sua volta umano tra gli umani.

“Ogni pagina è un passo verso un dolore immenso e condiviso, raccontato con la poesia e la bellezza che solo Lacernet è in grado di sintetizzare con così tanta cupa eleganza.”Si parla di sfumature di grigio, non a caso, anche nel caso specifico di Blast: un fumetto titanico in cui le limitate pagine a colori hanno un importante significato di straniamento narrativo, rispetto al sottobosco di luci e ombre che seguono passo dopo passo Polza Mancini, il protagonista della storia. Come ogni strada verso l’autocoscienza (o, forse, l’autoconvincimento), anche quella tortuosa e rocambolesca raccontata in questo volume ha un’alternanza di momenti felici e tristi, con altissime gioie e tremendi dolori. Tutto quello che c’è nel mezzo, ancora una volta, rappresenta la materia narrativa primigenia data in pasto ai lettori, sempre liberi di scegliere: far parte di chi le esperienze le vive o di chi le sente raccontare.

Di cosa parla, dunque, Blast? Sotto il profilo oggettivo, di un arresto e della successiva indagine. Polza non lascia mai la stazione di polizia in cui è chiuso con i detective che lo interrogano, ma la sua mente è libera di vagare, obnubilata (o liberata?) da alcool e droghe, verso un passato che solo lui può ricostruire per intero. Da questo punto di partenza, filo conduttore che unisce tutte le pagine dalla prima all’ultima, si diramano molte strade, una per ogni domanda o dubbio lasciato irrisolto nel percorso, un blast dopo l’altro.

Blast - Integrale, anteprima 03

Per Mancini, tali esperienze corrispondono a momenti di illuminazione e consapevolezza, degli istanti di piena e concreta liberazione da una vita di costrizioni e dolori. Questo percorso, stando alle sue parole, ha avuto inizio proprio in corrispondenza del primo di questi eventi, rendendo il resto della sua vita una ricerca estenuante del successivo momento di lucidità. Questa libertà in cui è finalmente e inequivocabilmente solo, rappresenta fin da subito qualcosa di incredibile. In quel frangente non è più il fallito pachidermico che non riesce a sostenere lo sguardo della propria immagine riflessa nello specchio, una metafora vivente dell’assenza di accettazione che, prima o poi, ogni individuo vive nel corso della propria esistenza in modo più o meno importante.

Con il passare delle tavole, l’aspetto che Lacernet ha infuso al personaggio muta, rendendolo sempre più sfuggente, nonostante la sua corporatura non proprio filiforme. Sempre meno umano, sempre più un’ombra nella buia notte, man mano che la natura umana va svanendo e che il protagonista abbandona il calore della luce e della società, viene fuori una componente oscura e irrequieta, come fosse una bestia o… altro. Per questo motivo, sotto il profilo prettamente visivo ogni esplosione derivante dal blast è uno spettacolo per gli occhi nella sua semplicità, contrapposta alla pesantezza materica dei colori marci e putrescenti della vita del giovane Polza.

“Ogni scelta editoriale sottolinea amore e cura per un’opera che ha influenzato il Fumetto mondiale come poche altre.”Durante il suo cammino, il protagonista incontra diversi individui che avranno un influenza tangibile sulla sua storia personale e su quella di chi lo circonda. Come uno psiconauta che attraversa regni fantastici costellati di mostri e folletti magici, anche le persone che rivolgono la parola a Polza sussurrano al suo orecchio delle verità che solo lui è in grado di cogliere. Come un moderno Tiresia, stando alla sua visione degli eventi, il suo vagare solitario lo porta in cerca della verità assoluta, inossidabile e inattaccabile come le statue di Rapa Nui. Ma è davvero tutto così semplice? Forse sì, o forse no.

Tutti questi contenuti sono racchiusi in un titanico tomo edito da Coconino Press che risulta davvero molto pregevole sia alla vista che al tatto, con delle soluzioni cartotecniche in grado di lasciare particolarmente soddisfatti anche i lettori più esigenti. Dalla spugnatura rossa delle pagine al segnalibro nero, ogni scelta editoriale sottolinea amore e cura per un’opera che ha influenzato il Fumetto mondiale come poche altre.

Blast è, in sintesi, un’opera splendida e cupa che parla trasversalmente a chiunque voglia immergersi appieno nell’umanità. I pensieri di Polza inondano le tavole come fossero un fiume in piena durante l’alternanza delle stagioni, lasciando il letto secco e taciturno quando il flusso è scarso. Ogni pagina è un passo verso un dolore immenso e condiviso, raccontato con la poesia e la bellezza che solo Lacernet è in grado di sintetizzare con così tanta cupa eleganza.

 

 

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