Se tra le uscite dei primi tre volumi di Zombillenium sono passati un paio d’anni, per poter mettere le mani su La figlia dell’aria abbiamo dovuto aspettare un lustro. Nel frattempo Arthur de Pins ha infatti collaborato attivamente all’adattamento animato, presentato due anni fa a Cannes (possiamo ormai rassegnarci all’idea di vederlo in italiano).

Libero dai suoi impegni cinematografici, l’autore è poi tornato al Fumetto portando avanti la vicenda del terrificante parco divertimenti, per il quale sembra essere giunto il momento di un importante cambiamento ai vertici.

Il direttore Behemoth ha infatti deciso di rinunciare al suo incarico, attirando l’attenzione di tutti gli altri diavoli fortemente interessati alla gestione di Zombillenium, una delle più ricche fonti di nuove anime. Il parco non è però in vendita, bensì in palio in una scommessa tra creature demoniache. Nel frattempo, Gretchen e i suoi ex colleghi mostri portano avanti la loro ribellione, con l’intento di liberare Aurélien.

 

Zombillenium 4 La figlia dell'aria

 

A quanto pare, i cinque anni che separano questo episodio dal precedente sono lo stesso intervallo di tempo trascorso nella storia, anche se ciò non emerge granché durante la lettura ed è strano che lo status quo sia rimasto pressoché invariato in un periodo così ampio.

La sorpresa più gradita di La figlia dell’aria è proprio il personaggio a cui si riferisce il titolo, il cui volto campeggia sulla copertina. Si tratta di Charlotte Hawkins, una strega messa a guardia di Zombillenium, in qualche modo una “sostituta” di Gretchen, della quale diventa rapidamente rivale. Il personaggio ha un look tribale e allo stesso tempo attuale che spicca all’interno dell’estetica tradizionale del mondo dei mostri. Il classico si mescola al moderno, dunque, come testimonia uno scontro in cui ritroviamo la cara vecchia scopa di saggina volante… ma attenzione alle pale eoliche!

Charlotte compare per poche pagine, ma è protagonista di due sequenze d’azione mirabilmente coreografate: i momenti più entusiasmanti di un volume che potrebbe quasi sembrare di transizione. Sì, perché con Zombillenium Arthur de Pins ci ha abituati a storie dense di avvenimenti, colorate e ricche di personaggi, e questa quarta avventura risulta invece pacata nei toni e con un ritmo più rarefatto.

 

Zombillenium vol. 4: La figlia dell'aria, anteprima 01

 

Dal punto di vista estetico, la cura è quella di sempre, ossia ai massimi livelli, con una grande consapevolezza nell’utilizzo dei colori e nella scelta delle inquadrature, unita a un character design sempre gradevole e all’ottima espressività dei personaggi.

C’è però un elemento molto importante di cui purtroppo i lettori italiani non possono godere: la trama del fumetto porta a un colpo di scena collegato al lungometraggio animato, dimostrando l’ingegnosa pianificazione con cui l’autore ha portato avanti una narrazione crossmediale. Nulla che renda incomprensibile la lettura, sia chiaro, ma verso il finale ci sono un paio di tavole stranianti per chiunque non abbia visto la pellicola cinematografica di Zombillenium, lasciando la sensazione che “manchi qualcosa”.

Quel pezzo mancante di mosaico lo si trova nel film: un dettaglio che richiede ai lettori/spettatori più attenti di fare qualche collegamento per arrivare a comprendere come de Pins abbia strutturato l’universo narrativo dello spaventoso parco di divertimenti attraverso le sue diverse incarnazioni.