Ma un giorno infilo distratto
nel mio lettore un disco a testa in giù
si stabilisce un contatto,
una voce mi dice “Sono Belzebù… Bu!”

 

Satanasso dei Punkreas è solo uno dei tanti esempi di parodia in note del vastissimo immaginario legato al Black Metal: fitti boschi in cui celebrare messe nere immolando qualche animale a Satana, evocando demoni e inneggiando al male. Negli anni non sono mancati felici episodi anche nel mondo del Fumetto, come il manga umoristico di Kiminori Wakasugi Detroit Metal City, in cui il frontman dell’omonima band Soichi Negishi si rivela essere una persona pacata, lontana anni luce dalla figura infernale che infiamma i palchi con la sua musica.

In questo filone parodico si inserisce il webcomic Belzebubs, di J.P. Ahonen, fumettista finlandese che da circa tre anni pubblica sul proprio profilo Facebook le vicissitudini dello strampalato gruppo metal. Con le vignette dell’autore facciamo la conoscenza di questi blackster e familiarizziamo con il carismatico cantante Sløth, il depresso bassista Hubbath e l’irascibile Obesyx. Come negli speciali dedicati ai gruppi famosi, li seguiamo nel loro quotidiano, un trantran fatto di amori travagliati, batteristi da sostituire, liti coniugali e levatacce nel cuore della notte per via dei figli urlanti. Sfruttando il suo privilegiato punto di vista, Ahonen ci conduce dietro le quinte di uno sfavillante spettacolo alla scoperta di figure idolatrate da centinaia e centinaia di metalhead (?) mentre si trovano alle prese con situazioni a noi familiari.

Belzebubs, anteprima 01

Belzebubs vive di episodi brevi, battute fulminanti e giochi di parole con i quali Ahonen tratteggia un affresco dai toni volutamente leggeri, accompagnandoci in un mondo che, invano, tenta di apparire cattivo.

In questa riuscita operazione dissacratoria la storia trova la sua chiave di volta riuscendo a conquistare per le sue trovate, la poliedricità del cast e le fantastiche gag che coinvolgono la compagna di Sløth Lucyfer, i figli Lilith e Leviathan, e la suocera – un’adoratrice di Chtulu – regalando al lettore una sequenza serrata di risate.

Nelle oltre cento pagine del volume presentato in Italia da Edizioni BD vengono raccolte le vignette pubblicate da Ahonen, un corpus eterogeneo in cui, giocando con i cliché del genere musicale, l’autore passa al setaccio i molteplici aspetti della vita privata della band, ne evidenzia le abitudini e, soprattutto, si diverte a tratteggiare figure macchiettistiche con le quali ironizzare su un mondo spesso al centro di vicende controverse.

Belzebubs, anteprima 02

Sebbene non sia presente una trama di base, le singole pagine sono legate dall’idea di strapparci un sorriso convinto traslando in questi particolari personaggi tutte le nostre manie, in un’inaspettata panoramica esistenziale.

Lo stile cartoony di Ahonen è adatto a sublimare su carta le suggestioni da sit-com satanica, accompagnando con una recitazione precisa le battute. L’espressività dei volti, anche quando nascosti sotto il corps paint, è fondamentale per la riuscita delle singole gag e permette a Belzebubs di mantenere un ritmo vivace.

Concludiamo tributando il giusto merito alla casa editrice milanese per l’ottima veste grafica con cui ha presentato questo fumetto e segnalando che a breve dovrebbe uscire per Century Media il disco d’esordio dei Belzebubs, progetto musicale nato dal successo del fumetto. In rete è già disponibile il primo singolo, con un video realizzato dallo stesso Ahonen.

 

Belzebubs, anteprima 03