Grazie ad Adriano Forgione, responsabile della comunicazione per Nippon Shock Edizioni e curatore della stesura italiana dell’opera, abbiamo letto per voi Leiji Matsumoto: Matsumoto – Manga of Zero Dimension, il mook (magazine book) presentato in anteprima a Lucca Comics & Games 2018, dove il maestro è stato uno dei principali ospiti. Il volume del neonato marchio di XPublishing è stato realizzato in collaborazione con l’Associazione Culturale Leiji Matsumoto ed è disponibile in fumetteria dalla fine dello scorso anno.

Si tratta finora della prima e unica traduzione – qui curata da Edoardo Serino e Luigi Boccasile – a essere stata autorizzata fuori dal Giappone. Il brossurato in oggetto possiede uguale formato, identica foliazione e la medesima impaginazione della controparte nipponica, cosa che lo rende in tutto e per tutto una copia fedele dell’originale (compreso il poster a due facciate presente all’interno).

 

 

Uscito in patria nel luglio del 2017 per Genkosha, il libro è stato redatto dallo stesso sensei per mostrare le tecniche da lui adottate nel creare i suoi titoli più amati, per descrivere il motivo dietro a quel determinato stile o a quella specifica scelta di colori. L’albo contiene, altresì, una dettagliata disamina dei fumetti e dei personaggi più famosi di Matsumoto, così come di quelli meno noti, soprattutto nel nostro Paese. Impreziosiscono il mook varie chicche, tra cui un centinaio di immagini a colori e in bianco e nero (scelte personalmente dal maestro) e la ristampa di Leiji Matsumoto Manga Technology, una guida completa ed esaustiva sulla composizione di un fumetto in ogni sua fase.

Matsumoto – Manga of Zero Dimension è un piccolo gioiello, imperdibile non solo per tutti i fan di uno dei più grandi mangaka di sempre ma per tutti gli appassionati della Nona Arte; è un tuffo meraviglioso e toccante per quelle generazioni che sono cresciute con i cartoni animati di Capitan Harlock, La corazzata spaziale Yamato (Star Blazers), Galaxy Express 999 e Danguard, nonché l’occasione per quelle più giovani di scoprire l’arte di uno dei massimi esponenti del Fumetto e dell’animazione giapponesi.

 

 

Nel mook si ripercorre la carriera di Leiji Matsumoto, al secolo Akira Matsumoto, dalla sua passione e del suo talento per il disegno, già vividi sin da bambino, al suo debutto nell’ambiente professionale. Si ricorda come con Mitsubachi no boken (Le avventure di un’ape, 1953, Associazione Culturale Leiji Matsumoto) si sia aggiudicato all’età di soli quindici anni il premio Shinjin Ou e la pubblicazione sul magazine Shonen Manga.

La cosiddetta gavetta venne fatta, tuttavia, sulle riviste di genere shojo, dove Matsumoto ebbe la possibilità di affinare il suo tratto inconfondibile e di sviluppare una profonda sensibilità narrativa, che lo portò a una concezione della figura femminile estremamente elegante e al contempo sensuale, fortemente distintiva nel panorama mondiale. Quegli anni contribuirono, inoltre, a maturare in lui una fantasia illimitata, capace di trarre suggestioni da ogni ambito elevato o popolare e di rielaborarle in un qualcosa di totalmente innovativo.

Il meglio del genio proveniente da Kurume, nella prefettura di Fukuoka, arrivò con la Fantascienza, che per lui significa “desiderio d’avventura dell’uomo che si estende all’infinito” e “speranza verso il futuro”; ma nei suoi maggiori exploit non si è fermato a questo, come sottolinea molto bene nella postfazione Francesco Nicodemo (Presidente dell’Associazione Culturale Leiji Matsumoto). Matsumoto è andato oltre, imbevendo le proprie tavole di una poetica straordinaria, fondendo romanticismo ed epica, senza mai rinunciare a messaggi impegnati sulla pace, sull’armonia del cosmo, sul rispetto della Natura e degli altri esseri viventi, partecipando insieme a tanti suoi pari a fare del Fumetto un’eccezionale forma di Letteratura disegnata.

 

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