Eat. Si legge “it”. Non ci sono giochi di parole con i cinghiali o i maiali nel titolo del nuovo fumetto di Zannablù, ma un riferimento alla grande passione del suino peloso più divertente del Fumetto italiano: il cibo. Stefano Bonfanti e Barbara Barbieri confezionano una nuova parodia cinematografica con il loro personaggio. Questa volta tocca al successo horror del 2017, la nuova versione su grande schermo di It, il pagliaccio mostruoso e assassino creato dalla penna di Stephen King. Il risultato è un volume di Zannablù tra i più spassosi.

Questa volta, i Dentiblù avevano voglia di divertirsi un po’ con i tic sociali, a quanto pare. Come sempre, la trama della storia parodiata è soprattutto una scusa, quasi un depistaggio, un pretesto per mescolare le carte e prendere direzioni completamente impreviste. Il ruolo del pagliaccio soprannaturale e killer è infatti piuttosto marginale e utile a creare la premessa comica. I protagonisti della storia sono perlopiù dei mai visti amici di infanzia di Zannablù. i temibili figli di papà, con cui la coppia di autori si diverte a fare un po’ di satira sociale.

Sono politically correct, sono social, sono trendy, sono del tutto passivi, ricchissimi e spocchiosi. Parlano per hashtag e luoghi comuni e sono il tormento di uno Zanna sfigato e sballottato dagli eventi come di consueto. Barbieri e Bonfanti usano la loro verve comica e parodistica in maniera più contemporanea del solito, isolando un bersaglio inusuale per loro come la comunicazione sul web e un profilo di opinionista seriale, benestante, vittima del pregiudizio e della spocchia. Lo fanno benissimo, regalandoci un bel po’ di risate davvero potenti.

Chiunque passi un po’ di tempo sui social riconoscerà facilmente tante abitudini fastidiosissime da esperti tuttologi da tastiera condensate in questa storia. Interessante ingrediente da aggiungere alla collaudatissima ricetta delle storie di Zannablù: comicità molto libera, un po’ di azione assurda, tanta sfiga e avventure picaresche, tra giochi di parole e battute in cignalese.

Il momento più divertente di questo Eat? La sequenza iniziale con didascalie che, contemporaneamente, riesce ad essere parodia scoperta di Peppa Pig, con geniale cortocircuito suino, e introduzione sorridente alla storia che ci attende, servita con contorno di notevole e spassosissima cattiveria. Abbiamo riso molto. Siamo sempre felici di farlo.

 

Consigliati dalla redazione