Amazing Spider-Man #1, anteprima 01

Complice la morte di Stan Lee, l’esordio italiano della Marvel targata C.B. Cebulski sembra essere passato un po’ in sordina. In questo triste mese di novembre, le principali testate edite da Panini Comics ospitano il rilancio delle collane dei super eroi della Casa delle Idee e, per chi scrive, è doveroso iniziare la propria analisi con il personaggio che più di ogni altro incarna i principi della rivoluzione messa in atto dal Sorridente: Spider-Man.

Dopo la gestione decennale di Dan Slott, la guida della serie ammiraglia passa nelle mani di Nick Spencer, scrittore apprezzato recentemente per il suo ciclo narrativo dedicato a Capitan America e per il megaevento Secret Empire; ad affiancarlo in questa ambiziosa avventura troviamo Ryan Ottley, disegnatore che, conclusa la sua esperienza su Invincible, fa il suo esordio in una major.

Ritorno alle origini è il titolo del primo arco narrativo e, in tutta franchezza, dichiarazione di intenti più esplicita non poteva esserci da parte degli autori. La volontà di riportare Peter Parker a una condizione di fragilità è evidente sin dalle prime battute, quando tutti gli aspetti legati alla sua vita – siano essi affettivi o lavorativi – vengono demoliti da Spencer. “Se qualcosa può andar male, lo farà”: la legge di Murphy sembra accompagnare il Tessiragnatele in questa prima fase della sua nuova vita editoriale.

L’ironia con la quale lo scrittore de I superiori nemici di Spider-Man permea le storie dell’Uomo Ragno fa da contrappunto alla sequenza di disavventure di Peter Parker; inoltre, l’assurdità di alcune situazioni fa sì che la serie si allontani da quanto letto in precedenza. Le storie di Slott erano più oscure ed emotivamente toccanti, mentre l’atmosfera che si respira in queste prime pagine della nuova Amazing Spider-Man è sicuramente più leggera e affine alla caratterizzazione classica del personaggio.

Amazing Spider-Man #1, anteprima 02

A questa peculiarità della scrittura, che non perde il gusto della battuta anche nei contesti più drammatici, va aggiunta la volontà di Spencer di sfruttare l’enorme cast delle storie dell’Uomo Ragno, dai personaggi minori come Fred Myers (alias Boomerang) agli storici comprimari della serie, come la rossa Mary Jane Watson. Lo splendido omaggio a Nella gioia e nel dolore, di Matt Fraction e Salvador Larroca, posto in apertura dell’albo, riporta prepotentemente al centro della narrazione un personaggio che, per scelte ormai note, è rimasto ai margini.

Un ritorno alle origini, dunque, che non cancella il passato ma semplicemente vuole rappresentare un’inversione di tendenza rispetto ai grandi eventi ragneschi che hanno reso Manhattan un’isola popolata da ragni umani o spinto Spider-Man ai confini del Ragnoverso.

Eccellente l’apporto di Ottley al tavolo da disegno che impreziosisce ulteriormente questo esordio: le sue formidabili capacità esaltano sia le sequenze di scontro sia la recitazione dei personaggi. La spigolosità del tratto riporta alla mente Sal Buscema, artista legato a Spider-Man da anni di militanza sulle sue testate.

Oltre a Ritorno alle origini, i primi due numeri di Amazing Spider-Man presentano altri interessanti storie che si pongono in perfetta continuità con quanto letto nei precedenti appuntamenti dello storico quindicinale: La rinascita dei Sinistri Sei, arco narrativo che sancisce la fine della gestione di Brian Michael Bendis sulle pagine di Spider-Man, e l’Annual di Peter Parker: The Spectacular Spider-Man, di Chip Zdarsky e Mike Allred.

Amazing Spider-Man #1, anteprima 05

Seppur combattuto, Miles Morales è costretto a indossare nuovamente il costume per fronteggiare il ritorno di uno dei sindacati criminali più pericolosi: i Sinistri Sei, in una formazione rinnovata che presenta dei villain la cui storia personale è strettamente legata a quella del giovane Tessiragnatele. Bendis spinge sugli elementi che da sempre rappresentano le peculiarità della serie: teen drama declinato in salsa supereroistica, un marchio di fabbrica per il ragnetto creato dallo scrittore di Cleveland e da Sara Pichelli.

Tracce documentabili è invece il titolo della storia firmata da Zdarsky e Allred: grande protagonista, un J. Jonah Jameson impegnato in una ostinata opera di riabilitazione della reputazione di Spider-Man. Già prima di Spencer, lo scrittore canadese aveva riportato l’ex direttore del Daily Bugle a una leggerezza e a un’immediatezza spesso accantonata negli ultimi anni. Questo Annual, complice l’ottimo lavoro dei coniugi Allred ai disegni, risulta una lettura divertente e appassionante che fa il paio con la nuova gestione di Amazing. Lo stile vintage dell’artista americano è perfetto, inoltre, per riportare in auge alcuni personaggi che giocano con l’effetto nostalgia e non mancheranno di strappare sorrisi compiaciuti ai fan di Spidey.

Si guarda al passato per costruire un nuovo futuro: la lettura di Amazing Spider-Man esplicita la volontà di riportare il personaggio ad atmosfere a lui congeniali. Super eroi con super problemi, questa la lezione di Stan applicata da una nuova leva di autori Marvel.

 

Amazing Spider-Man #1, copertina di Ryan Ottley