Il Corvo: Memento Mori, anteprima 01

Confrontarsi con il passato è un’operazione rischiosa soprattutto quando si toccano opere o personaggi letterari entrati prepotentemente nell’immaginario collettivo. Chi ha vissuto la propria adolescenza negli anni ’90 è sicuramente memore dell’enorme influenza esercitata da Il Corvo, fumetto realizzato da James O’Barr sul finire del decennio precedente e divenuto un caso editoriale dopo l’uscita dell’omonimo film del 1994 diretto da Alex Proyas. Complice anche la tragica morte sul set dell’attore Brandon Lee, la storia di Eric Draven e Shelly Webster ebbe un successo tale da cristallizzare per sempre l’immagine dei due sfortunati amanti.

Visto il peso specifico dell’opera primigenia, un certo scetticismo ha accompagnato alcuni appassionati, all’annuncio da parte di Edizioni BD di voler realizzare un’opera inedita che portasse avanti il franchise; d’altronde, i passi falsi rappresentati dai due sequel cinematografici e dalla serie televisiva sono degli ammonimenti fulgidi per chiunque volesse provare a riprendere quanto realizzato da O’Barr.

Roberto Recchioni (testi), Werther Dell’Edera (disegni) e Giovanna Niro (colori) – coadiuvati dagli editor Daniel De Filippis e Marco Schiavone – hanno invece firmato un progetto di tutto rispetto con Il Corvo: Memento Mori, una miniserie in quattro capitoli, pubblicati singolarmente dalla casa editrice milanese. Nell’edizione precedente, ogni numero era completato da una storia breve, sconnessa dalla vicenda portante, imperniata su David Amadio, ma comunque legata al tema della vendetta.

Con il ritorno del fumettista americano nel nostro Paese, in occasione di Lucca Comics & Games 2018, Edizioni BD ha deciso di raccogliere Memento Mori in un unico volume, un Omnibus impreziosito dalla presenza di tre storie inedite: oltre al contributo della coppia Recchioni – Dell’Edera (Sulla strada) e del talentuoso Vinci Cardona (L’inverno più freddo), troviamo Learning to be wretched, ideale epilogo della vicenda originaria firmato dallo stesso O’Barr.

Come spesso accade, la lettura in un’unica soluzione permette una fruizione migliore dell’opera, e nell’insieme alcuni passaggi che poteva sembrare meno incisivi ai tempi della serializzazione – il secondo numero su tutti – risultano più riusciti e del tutto funzionali all’opera. Il risultato complessivo resta positivo e convince ancor di più la scelta di Recchioni di non lasciarsi tentare dal facile encomio e ricercare invece qualcosa di originale da proporre. Inoltre l’ottima intuizione alla base del twist narrativo presente nel capitolo conclusivo ribalta l’iniziale incipit della storia e ci regala un finale vicino allo spirito originale de Il Corvo.

Il Corvo: Memento Mori, anteprima 02

Contestualizzando l’opera di O’Barr ai giorni nostri, vediamo le gang criminali di Detroit diventare dei gruppi di estremisti islamici, mentre il decadente ragazzo dai capelli lunghi con il cappotto di pelle si trasforma in un’adolescente decisa a riscattare il ruolo della Donna: non più semplice damigella in pericolo ma artefice del proprio destino. La trasformazione concettuale è accattivante e resa ancor più evidente dall’inedito scritto dall’autore romano.

In continuità con gli episodi slegati dalla vicenda di David risulta anche l’intervento di Cardona: con la sua sensibilità, e uno stile artistico originale, il giovane fumettista declina in chiave animalista il tema della vendetta.

L’attenzione e la curiosità sono però catturate soprattutto dalla toccante storia di O’Barr, che prova a rispondere a un decisivo interrogativo: scemata la foga e spentosi il fuoco della vendetta, cosa resta a Eric? Sappiamo quanto di personale l’autore abbia trasposto nel suo fumetto e non possiamo non leggere in queste pagine la voglia di aggiungere ulteriori sfumature a una vicenda che sembra tormentarlo ancora. Per quanto ci possa essere la volontà di superare certe perdite e trovare le motivazioni in qualcosa di nuovo, il dolore e la tristezza non si possono cancellare né – purtroppo – sbiadiscono con il tempo, proprio come il cerone della maschera del protagonista.

Grazie alla maturità e alla consapevolezza degli autori coinvolti, si chiude il sentito omaggio a un personaggio a cui ci sentiamo particolarmente legati. Confrontarsi con il passato è spesso rischioso, ma anche necessario per comprendere meglio cosa stiamo vivendo oggi.

 

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