L’anno scorso, Orlando Curioso e il segreto di Monte Sbuffone si è rivelato uno dei prodotti più riusciti della collana BaBAO dedicata ai più giovani. Già allora, Teresa Radice e Stefano Turconi avevano accennato alla possibilità di realizzare nuovi episodi, ma non ci aspettavamo di vedere così presto la seconda avventura del simpatico bambino con la maglia a righe. Ecco invece arrivare il secondo volume della serie, dopo quindici mesi mesi, cosa che accende in noi la speranza che possa diventare un appuntamento annuale, o giù di lì.

Nell’isola di Orlando hanno cominciato a scomparire misteriosamente i calzini degli abitanti. Il giovane protagonista non sembra avere problemi ad abbigliarsi in modo spaiato, ma tutti gli altri isolani sono molto infastiditi dalle sparizioni, finendo per sospettare l’uno dell’altro. Assieme alle calze è dunque scomparsa anche la serenità che regnava tra i vicoletti assolati.

Orlando non riesce ad accettare questa condizione e decide di indagare, scoprendo anche questa volta una strana creatura, grazie alla quale imparerà qualcosa.

 

Orlando Curioso e il mistero dei calzini spaiati

 

Se il primo volume era un delizioso racconto che comunicava ai bambini un importante messaggio sul superamento dei pregiudizi e sull’accoglienza nei confronti del diverso, Orlando Curioso e il mistero dei calzini spaiati ha una morale altrettanto potente, trasmessa in modo non troppo esplicito ma talmente efficace da poter risuonare sottopelle non solo nei giovani lettori ma anche in quelli più adulti.

La poesia dell’isolotto che fa da sfondo alla storia è uno degli elementi più suggestivi del volume, che sin dalle prime pagine tratteggia uno scenario da favola per il suo clima, i suoi profumi e i suoi abitanti. I colori pastello di Turconi sono al servizio di tavole che compongono uno stupendo libro illustrato per ragazzi, ma grazie alla suddivisione in vignette di alcune pagine e alla presenza dei balloon (ci sono più dialoghi diretti rispetto al volume precedente) siamo al cospetto di quella che può essere una perfetta opera d’avviamento al Fumetto, ideale per chi volesse iniziare un bambino alla Nona Arte.

Le didascalie incorniciano ancora la maggior parte della narrazione testuale, ma la Radice le scrive rivolgendosi di volta in volta al lettore e al protagonista, evitando così uno sguardo troppo distaccato.

Chiudono il volume alcune pagine di contenuti speciali: se il primo albo proponeva un diario del protagonista, qui scopriamo una guida turistica dell’isoletta costellata dai diorama “fisici”, costruiti da Turconi: un piccolo, graditissimo extra che saprà conquistare la fantasia dei giovani lettori, rendendo un po’ più credibile l’ambientazione da favola in cui tutti vorremmo andare in vacanza, anche solo per qualche giorno.

 

Orlando Curioso e il mistero dei calzini spaiati, anteprima 02

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