La fuga dalla realtà è uno dei temi ricorrenti nel genere fantasy, con i protagonisti delle storie che oltrepassano la soglia tra il mondo ordinario e quello straordinario. Spesso il passaggio avviene in sogno o comunque durante esperienze che richiamano la natura onirica, mentre altre volte c’è uno spostamento fisico dell’individuo a cavallo tra due o più mondi. Talvolta, i protagonisti di questi racconti sono bambini, più permeabili a esperienze incredibili rispetto agli adulti, che affrontano viaggi più simili a delle fughe che a percorsi di scoperta veri e propri. In questi casi, l’intera vicenda assume una doppia connotazione: positiva, per la parte immaginifica, e drammatica, nella sua componente legata al mondo reale. Il mago di Oz, Alice nel paese delle meraviglie, La Storia Infinita e Il Labirinto del Fauno sono solo alcune delle opere che nel corso dei decenni hanno influenzato l’immaginario collettivo della cultura pop, fornendo al grande pubblico quella continua altalena emotiva che rende credibile il passaggio tra realtà e fantasia.

In modo non dissimile, con Susine e il dormiveglia Bruno Enna e Clément Lefèvre ci immergono in un nuovo universo raccontando una favola per adulti sospesa tra più mondi. La protagonista è Susine, una bambina che ama fare voli pindarici ascoltando le storie dall’amata nonna. Il mondo reale, però, non è sempre rose e fiori, e per questo la bambina si troverà presto a oltrepassare il confine che le schiuderà le porte di una nuova realtà davanti agli occhi. Come da tradizione, sarà un oggetto fisico a fare da ponte tra i mondi, rappresentando con la sua mutazione la tangibilità del cambiamento in atto.

Edita in Italia da Tunué, la storia è divisa in più volumi della collana Mirari. Nella luce, episodio che dà inizio alle avventure di Susine, è un volume curato in ogni minimo dettaglio. Ciò che colpisce immediatamente è il prodotto editoriale in sé, a partire dall’elaborata realizzazione della copertina che ruba lo sguardo. Gli interni vedono mescolarsi i disegni di Lefévre con i testi di Enna, come accade tradizionalmente nei libri illustrati per bambini.

Il disegnatore, già all’opera su La spaventosa paura di Epiphanie Frayeur, unisce il suo stile fatto di delicati toni pastello alla narrazione dello storico sceneggiatore di Topolino, esperto conoscitore del linguaggio trasversale che coinvolge lettori di ogni età. Le parole di Enna sono la voce narrante in prima persona, mentre le illustrazioni di Lefèvre propongono un punto di vista esterno alla vicenda. I testi sono calati all’interno delle immagini senza comprometterne la fruibilità; anzi, rendono la lettura più scorrevole. La scelta di un carattere tipografico non strettamente riconducibile ai racconti per l’infanzia, unita alle dimensioni ridotte delle caselle di testo, confermano che la storia è destinata davvero a chiunque.

Questo volume d’apertura offre sia una panoramica sulla famiglia di Susine, sia uno sguardo approfondito sul mondo del Dormiveglia, sulle creature che lo popolano e sui curiosi viaggi di andata e ritorno tra la diverse realtà. Se a un primo impatto la storia potrebbe ricordare un’esperienza libera e onirica, osservando meglio alcuni passaggi specifici appare chiaro che l’intera vicenda abbia un peso emotivo di gran lunga maggiore. Ad esempio, non è un caso che i concetti di felicità e tristezza vengano declinati in entrambi i mondi, come non sono casuali le connessioni tra gli eventi dell’una e dell’altra realtà.

Al termine della lettura di Susine e il dormiveglia vol. 1: Nella luce, la curiosità per il prosieguo della vicenda è davvero tanta. È davvero facile affezionarsi a Susine e alle creature fantastiche che la attorniano in questo libro illustrato, un po’ come se anche il lettore prendesse sempre più confidenza con il mondo del Dormiveglia e con la piacevole sensazione di evasione dalla realtà che lo contraddistingue.

 

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