Con il sesto numero di The Don Rosa Library: Zio Paperone & PaperinoPanini completa la riproposta del terzo volume originale della raccolta cronologica delle storie Disney scritte e disegnate dall’autore. Si tratta di uno degli albi più deboli della serie, sia per quanto riguarda la qualità delle storie che per i contributi firmati dallo stesso Rosa, le cui introduzioni offrono ben poco, al di là delle consuete frecciatine alla gestione editoriale dei Paperi e dei commenti (fin troppo) autocritici con i quali sminuisce il proprio lavoro: un atteggiamento pericolosamente simile alla falsa modestia.

La portata principale di questo numero è Zio Paperone e la Guerra dei Wendigo, una storia suddivisa in tre episodi che occupa quasi un terzo della foliazione, sequel della barksiana Zio Paperone nella Terra degli Indiani Pigmei. Rosa porta avanti la denuncia dell’invasione americana ai danni delle popolazione indigene con una riflessione ecologista e non basandosi semplicemente sulla questione territoriale; non tra le trame più originali partorite da Rosa, e la suddivisione in tre parti – ma sarà l’unico caso all’interno della collana – in parte penalizza la lettura.

Anche Il Ritorno di Super Segugio è un sequel di una storia di Carl Barks, precisamente di Paperino e il superdinamo, in cui il protagonista ottiene super poteri per dare vita a una parodia/critica del genere supereroistico, all’epoca ancora lontano dalla popolarità che otterrà con l’esplosione di Marvel e DC Comics. Rosa riprende la figura del super eroe nel 1992, quando tutine e mantelli sono ormai il prodotto principale dell’editoria fumettistica, per raccontare qualcosa di diverso: il finale rivela infatti una morale volta a celebrare il ruolo genitoriale, che con tutti i suoi sacrifici viene classificato come qualcosa di realmente eroico.

Sono presenti due storie che Rosa scrive in seguito a un’accurata documentazione scientifica: Il papero che cadde sulla Terra narra un viaggio fuori dall’atmosfera terrestre in cui è fondamentale il concetto di curvatura dello spaziotempo; in Zio Paperone e l’isola alla fine del tempo, invece, i protagonisti vivono un’avventura in cui scoprono un particolare fenomeno che riguarda il 180° meridiano del nostro pianeta. Abbracciando pienamente il concetto di edutainment, si tratta di storie gradevoli attraverso le quali i lettori (più giovani, ma non solo) possono apprendere elementi non banali, e che ora non sfigurerebbero nel filone Comics & Science.

Non manca una parentesi più leggera: in Accadde al Grattacielo De’ Paperoni, Paperino è vittima di diverse gag slapstick rappresentante con un dinamismo degno di un prodotto animato. Anche nelle storie minori è evidente la cura che l’autore infonde nel disegno, riempiendo di dettagli i fondali e mettendo in scena incidenti rocamboleschi, per i quali è necessario un lavoro nettamente superiore a quello delle vignette “standard”. Questa cura per il contesto è probabilmente un mezzo attraverso il quale Rosa tenta di infondere maggior realismo in un mondo di paperi parlanti, che lui continua a considerare avatar di personaggi umani.

Pur essendo un volume sottotono, possiamo considerarlo una sorta di “quiete prima della tempesta” dato che dalla prossima uscita inizierà la celebre Saga di Paperon de’ Paperoni, l’opera più apprezzata dell’autore americano. Oltre a rileggere gli episodi in una versione riveduta e corretta, siamo curiosi di scoprire i numerosi retroscena sulla sua realizzazione, che di certo gli articoli di accompagnamento ci potranno offrire.

 

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