Uno dei temi principali delle storie di super eroi è sicuramente la diversità, intesa come compresenza di una o più vite all’interno della stessa esistenza condotte in parallelo dall’individuo dotato di poteri paranormali. C’è chi riesce a conciliare la propria vita privata e quella pubblica, mantenendo o meno una doppia identità, e chi non riesce a trovare un equilibrio rifiutando le sue abilità o scegliendo di votarsi interamente a essi. Esiste, quindi, sempre un momento spartiacque in ogni storia di origini: quando il protagonista diventa consapevole di quanto gli stia accadendo.

Nel primo volume di Alters, fumetto originariamente edito da AfterShock e proposto in Italia da saldaPress, Paul Jenkins (sceneggiatura) e Leila Leiz (disegni) mostrano ai lettori Chalice, una ragazza che non solo scopre di essere un Alter (individuo dotato di super poteri in un mondo composto a stragrande maggioranza di normodotati), ma in più sta vivendo un cambiamento radicale nella sua vita privata: è un individuo transgender che ha intrapreso la cura ormonale.

Ne La storia di Chalice la diversità e i cambiamenti da essi derivanti sono molto stratificati, elaborati all’interno di una storia lineare (con gli eventi tipici della creazione di un nuovo eroe: incidenti, errori, incontro/scontro con il nemico, conseguenze sulla vita privata) che comunque resta divertente e appassionante. Con dei piccoli colpi di scena ben orchestrati all’interno della vicenda, Jenkins – vincitore di un Eisner Award con la maxi-serie dedicata agli Inumani disegnata da Jae Lee – declina sotto diverse lenti d’ingrandimento le possibili interazioni tra consuetudine e novità, a seconda dei personaggi che entrano in contatto con Chalice nel corso della storia.

Quando lei è Charlie, quello che sembra essere un ragazzo come tanti, la caratterizzazione dei suoi famigliari inquadra la realtà intima in diversi stereotipi del popolo americano, rendendo l’idea dell’universalità della sua condizione e confermando che, in quel mondo, una cosa simile sarebbe potuta capitare a chiunque. Quando è nei panni dell’eroina, Chalice muta aspetto e carattere, come se sbocciasse in un mondo che, con tutte le complessità e le singolarità di ogni Alter, le calza in modo più naturale.

Anche i disegni di Leila Leiz, al suo esordio su un comic-book, e i colori di Tamra Bonvillain vanno nella stessa direzione: gli ambienti più tradizionali e statici della vita privata lasciano il posto a scene d’azione molto movimentate, dove Chalice, con il suo aspetto eccentrico, domina visivamente la scena.

Il brossurato si chiude con un estratto da Aftershock Genesis: il prequel di Alters scritta da Jenkins e disegnata da Georges Jeanty, dove l’Alterazione è contestualizzata nella Seconda Guerra Mondiale, con due vicende parallele interconnesse tra loro.

Nel suo insieme, questo primo volume presenta degli spunti interessanti che, pur inseriti in un tema visto e rivisto, permettono al lettore di osservare da una diversa angolazione qualcosa che gli è familiare. La qualità principale di Alters, almeno per ora, è il metabolizzare i cambiamenti della società aggiornando vecchi cliché narrativi e aprendo a nuove possibilità un genere già ampiamente esplorato.

 

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