Diabolik Anno LVII n. 3 – 1 marzo, anteprima 01

Fate ancora in tempo a recuperare in edicola l’inedito di questo mese di Diabolik, che celebra i 55 anni della splendida Eva Kant; la futura compagna del Re del Terrore, infatti, ci veniva presentata come Lady Kant, vedova di Lord Anthony Kant, nella storia L’arresto di Diabolik (Diabolik anno I n. 3), del marzo 1963.

Dopo la doppia avventura di inizio anno, Astorina confeziona un altro tassello imperdibile della serie: è il completamento di un quadro assai sfaccettato sulle origini di una delle donne più affascinanti e iconiche del Fumetto Italiano, e ne costituisce un compendio esaustivo insieme al pocket sopracitato, Ricordo del passato (Diabolik Anno VIII n. 17, agosto 1969) e i due bonellidi della collana Il Grande Diabolik, ossia Eva Kant – Quando Diabolik non c’era (marzo 2003) e L’ombra della luna (aprile 2010).

Su quelle pagine ci veniva introdotto Manuel, figura sulla quale è incentrato Il primo amore. Si riferisce proprio a lui il titolo, l’uomo – il cui cognome scopriamo essere Morrison – che ha ingannato Eva quando erano compagni di sventura nel collegio-prigione di Morben. Costui rappresenta un dolore ancora vivo e bruciante per la protagonista, che ha visto andare in frantumi un sentimento mai provato prima e che solo il suo attuale compagno è stato in grado di risvegliare e nutrire con continuità. Sale in lei un desiderio di vendetta irrefrenabile quando apprende che Manuel si trova a Clerville per una breve permanenza: è così decisa a portare a termine il suo intento da ingannare persino Diabolik, tenendolo all’oscuro di tutto. In questa occasione, il Nostro viene senza dubbio relegato a un ruolo di secondo piano, ma risulterà fondamentale nella risoluzione della vicenda.

Diabolik Anno LVII n. 3 – 1 marzo, anteprima 02

Il primo amore mette la parola fine a un frammento cruciale delle non poche vicissitudini che hanno segnato la giovinezza della co-protagonista della serie. L’evoluzione della trama nelle ultime pagine, tuttavia, lascia un dubbio relativo alla fragilità dimostrata da una professionista del crimine come la donna fedele al ladro più potente del mondo e ci fa chiedere se con quel gesto decisivo sia riuscita davvero a cancellare per sempre dal proprio cuore il ragazzo con cui aveva condiviso per la prima volta momenti di una qualche tenerezza e intimità.

Il soggetto del racconto firmato da Mario Gomboli e Tito Faraci conferma la bontà inossidabile della collaborazione tra i due scrittori sulla creatura delle sorelle Giussani e riserva, come di consueto, un intreccio scandito da più di un colpo di scena. L’albo si legge tutto d’un fiato, catturati dall’esperienza di un veterano delle sceneggiature come Faraci, ormai l’interprete principale dello script quando la saga diabolika viene declinata al passato.

Se si tratta di immagini, invece, lo scettro spetta al tratto potente e intenso di Giuseppe Palumbo, che qui firma anche la copertina. L’artista di origini lucane è affiancato ai disegni da un altro habitué del personaggio, Giuseppe Di Bernardo: al suo segno raffinato e pulito è affidata l’ambientazione del presente di questa bella ed efficace storia celebrativa.

 

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