Ogni numero di The Don Rosa Library: Zio Paperone & Paperino corrisponde a mezzo volume dell’edizione americana, e questa suddivisione inizia a pesare nell’introduzione della terza uscita, che tratta le storie presenti in questo albo e nel successivo. L’articolo lascia trapelare la sua origine e rende la versione italiana un prodotto derivativo, che con qualche accorgimento e un po’ di elasticità in più avrebbe potuto risultare più godibile e curato. Quando si parla di Don Rosa, però, l’elasticità è una caratteristica rara, come abbiamo appreso dai numeri precedenti.

In questo volume, Zio Paperone passa eccezionalmente in secondo piano per lasciare al nipote le luci della ribalta. In Paperino cacciatore di coccodrilli, il Nostro viaggia assieme a Qui, Quo e Qua fino in Africa, alla ricerca di una rara specie di rettili per soddisfare una richiesta dello Zione. Dopo un’avventura esotica, Paperino riesce nella sua missione, ottenendo inoltre un successo personale: una bella soddisfazione per il lettore abituato a vederlo vessato e costretto a obbedire a Paperone per pochi spiccioli! Nelle pagine successive, l’autore racconta curiosi retroscena della storia, nata per esaudire la richiesta dell’editore e ispirata a una copertina di Carl Barks.

Sempre “su commissione” è stata realizzata Paperino e il ritorno a Testaquadra, sequel della popolare Paperino e il mistero degli Incas; anche se Rosa infarcisce le sue storie di citazioni e omaggi alle creazioni dell’Uomo dei Paperi, questo è il primo vero e proprio seguito di un fumetto del suo nume tutelare. Il fascino esotico del racconto originale lascia spazio a toni più umoristici, in una sfida nella quale torna in scena Cuordipietra Famedoro.

La breve Zio Paperone in “Fortuna sulle rocce” è una sequenza di giochi di parole a tema geologico, e la traduzione italiana non permette di godere al meglio delle gag originali, come lo stesso autore immaginava dichiarandosi consapevole delle difficoltà di adattamento. Spassosa invece Zio Paperone e la maledizione di Nostrildamus, nella quale il ricco miliardario e il suo sfortunato nipote sono vittime di un’escalation esasperata di incidenti legata a un pericoloso libro di profezie.

Chiude il volume Paperino e le star, storyboard di una storia mai completata che Don Rosa realizzò per fini promozionali, in occasione dell’apertura del parco tematico Disney – MGM Studios. Paperino si aggira per tutte le aree del parco fornendo al lettore una panoramica delle numerose attrazioni; l’obiettivo del protagonista è ottenere un autografo di Topolino, utilizzato dall’autore come una stella del Cinema, per giustificare la presenza del personaggio nella sua personale visione dell’universo dei Paperi che non ha alcuna interazione con il cast di Topolinia.

Si tratta di un ulteriore segnale dell’ostinata presa di posizione di Rosa, che evidentemente vuole prendere in considerazione solo le opere di Barks ignorando il resto della produzione a fumetti Disney e i cortometraggi animati. Da queste scelte traspare uno snobismo e un giudizio negativo nei confronti di Topolino e compagni. Ci chiediamo cosa sarebbe successo se Rosa, oltre che con le avventure di Paperone di Barks, fosse cresciuto leggendo le strisce di Floyd Gottfredson

 

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