Quanti uomini e super umani possono vantarsi di aver sottratto qualcosa a Bane ed essere riusciti a farla franca? Chi è mai stato in grado di sfuggire alla furia distruttiva dell’uomo cresciuto a Santa Prisca? Batman ne è uscito con la schiena rotta già una volta, e un destino simile sembra attenderlo ora che il suo mortale avversario ha abbattuto le ultime barriere disposte al Manicomio Arkham in difesa di Gotham Girl e dello Psicho-Pirata.

L’abbiamo atteso per cinque capitoli e alla fine lo scontro tra i due acerrimi nemici si palesa tra le pagine dello spillato pubblicato da RW Edizioni – Lion Comics dedicato al Cavaliere Oscuro. Dopo una costruzione ottimamente equilibrata e oculata, in cui una preminente componente orrorifica si affiancava a una palpabile tensione, la fisicità prende il sopravvento nel conclusivo appuntamento con Io sono Bane, arco narrativo scritto da Tom King e disegnato da David Finch.

A dispetto di quanto era lecito aspettarsi, King inserisce all’interno delle sequenze dinamiche dominate dal titanico scontro un’ampia e approfondita analisi con cui stanare le motivazione dell’Uomo Pipistrello, cogliendo la scintilla che, dopo anni, continua ad alimentare la sua crociata. Lo sceneggiatore statunitense si dimostra in stato di grazia riuscendo a trasmettere in queste passionali pagine l’urgenza che anima l’operato di Bruce Wayne: la percezione della sua natura mortale lo spinge alla ricerca di qualcuno che raccolga la sua eredità.

Ci troviamo di fronte ad alcune delle pagine più intense della recente vita editoriale di Batman, con le quali lo scrittore tratteggia uno splendido affresco del personaggio, costantemente in bilico tra i demoni interiori e l’ostinata difesa di Gotham. Finch – supportato ai colori da Jordie Bellaire – è tornato a standard elevati rispolverando le sue peculiarità: cura dei dettagli, anatomie dalla potente plasticità e brutalità negli scontri.

Con Batwoman ferita in maniera grave e il resto della Squadra dei Batman dispersa o fatta prigioniera, il momento è estremamente delicato per il Crociato Incappucciato. La presenza di Ra’s al Ghul nella Batcaverna è solo l’ultimo dei problemi che va ad aggiungersi a un quadro di per sé già drammatico. Riuscire a fermare l’avanzata della Lega delle Ombre è una missione impossibile e il destino di Gotham City sembra ormai irrimediabilmente segnato.

Come in una caduta senza paracadute, James Tynion IV lascia che i nostri eroi precipitino verso un baratro di disperazione e morte. Rispetto ai precedenti capitoli, dove continui colpi di scena caratterizzavano una narrazione serrata, il ritmo rallenta permettendo ai personaggi di schierarsi sullo scacchiere predisposto da Tynion. Molte verità vengono a galla, mentre alleati imprevisti si aggiungono alla partita.

Il Serpente all’ombra dell’Aquila, questo il titolo del quarto capitolo di La Lega delle Ombre, pur mantenendo un’impostazione corale rinuncia a spingere sull’acceleratore per concentrarsi sul confronto sul campo di nemici giurati. I disegni sono opera di Marcio Takara, che ci regala intensi primi piani e sequenze cariche di tensione.

Un vecchio nemico è tornato per seminare il panico nella nuova vita di Nightwing. Quando il sogno di costruire una famiglia e una carriera lontano da Gotham e da tutto il resto iniziava a diventare realtà, il Professor Pyg ha rapito la fidanzata di Dick Grayson, Shawn Tsang (alias Defacer), e ora è pronto a mettere in atto la sua artistica vendetta.

Nightwing deve morire è il titolo del tragico racconto scritto da Tim Seeley, affiancato ai disegni dalla coppia di artisti composta da Javier Fernandez e Minkyu Jung. Tra personaggi che continuano a tramare nell’ombra e supporti inattesi, uno degli archi narrativi più belli di quest’ultima stagione editoriale della DC Comics continua a regalare emozioni forti. Non solo lo stesso ex Ragazzo Meraviglia ma anche il rapporto tra Damian Wayne e Dick esce rinvigorito da questa avventura che lascerà in loro un segno profondo.