Nathan Never - Annozero 1, copertina variant di Roberto De AngelisTra il maggio e l’ottobre scorso, in occasione dei 25 anni dalla creazione di Nathan Never, è stata lanciata la prima di tre miniserie dedicate al personaggio, ognuna scritta da uno dei suoi co-creatori. Annozero, firmata da Bepi Vigna e Roberto De Angelis, è uscita contemporaneamente in edicola (nell’edizione regolare) e in fumetteria, con la splendida variant cover in bianco e nero, entrambe firmate dal disegnatore del progetto. Si tratta di una storia seminale per l’intera continuity di Nathan Never: da una parte aggiunge dei tasselli fondamentali, dall’altra la stravolge.

Ogni promessa che ha accompagnato la presentazione di Annozero è stata mantenuta, e i sei brossurati che compongono la complessa trama cesellano uno dei fumetti più interessanti dell’intera produzione 2016 targata Sergio Bonelli Editore.

Vigna e De Angelis ci riportano diversi anni indietro, quando il protagonista era un sergente della polizia metropolitana e il colore della sua chioma era ancora corvino. Da poco tempo era entrato in vigore il Callaghan Act, la legge con la quale il governo federale, per contrastare la crescente spirale di violenza e illegalità, permetteva ai privati la creazione di società di sicurezza e vigilanza da affiancare alle forze dell’ordine (sempre più in balia della corruzione).

Il primo capitolo della saga, Giorni oscuri, si apre con questi presupposti: Edward Reiser sta costituendo la propria Agenzia Alfa, ma le sue mire e la sua sete di potere vanno ben oltre; Nathan, suo futuro dipendente, si trova a indagare su un traffico illegale di organi che potrebbe coinvolgere il Professor Hicks, primario del Cook Hospital. Ma questa è solo la punta di un iceberg gigantesco.

Ne L’inizio della notte l’inchiesta prosegue, ma il Nostro comincia solo a intravedere quali interessi e macchinazioni si celino dietro le ricerche dello scienziato, attirando le attenzioni di chi manovra il tutto e mettendo in grave pericolo la propria famiglia. In La vera fine di Ned Mace scopriamo l’identità di colui che avevamo creduto finora il responsabile dell’assassinio di Laura Lorring, moglie di Nathan e del conseguente autismo della figlia Ann. In Agenti Alfa, Crisi Internazionale e nell’atto finale, L’ultima verità, vengono invece riscritte certezze che i lettori credevano tali da 25 anni a questa parte.

Nathan Never - Annozero 4, copertina variant di Roberto De AngelisNathan Never è stata la prima serie Bonelli a presentare una continuità narrativa in linea con i fumetti americani e, come questi, a espandersi in varie collane spin-off e dimensioni alternative. Il titolo più mainstream della casa milanese – arrivato a gareggiare con Dylan Dog (non mancano qui un tributo e altre chicche) in termini di copie vendute – ci ha abituato a cambi di rotta, fino al restyling avviato con l’eloquente albo Il numero cento, non a caso di Vigna e De Angelis.

In Annozero i due autori si spingono persino oltre e sembrano dare luogo – in sintonia con la moda a stelle e strisce – a un reboot della storia del protagonista e di alcuni dei suoi comprimari. Si ritorna, inoltre, alle atmosfere di una delle fonti d’ispirazione del soggetto originale, Blade Runner. Il racconto, tuttavia, è ancora più cupo del capolavoro di Ridley Scott; nella prima metà assume le tinte di un vero e proprio horror, mentre nella seconda si trasforma in una spy story a tutto tondo, declinata in ogni sua sfumatura: dal giallo al thriller, dal noir all’azione pura e sorretta e irrorata da una solida base fantascientifica.

Annozero è una miniserie che può essere apprezzata appieno anche da chi non conosce nulla del personaggio, ma assicura colpi di scena ai fan di vecchia data, a cui è riservata una sorpresa speciale nel finale: lo scrittore sardo – in compagnia degli amici conterranei e co-creatori di Nathan NeverMichele Medda e Antonio Serra – prende vita tra le pagine dell’albo per una spiegazione spiazzante delle differenze tra i fatti conosciuti nella serie regolare e quelli in Annozero; chiude l’intreccio divertendosi a sollevare altre copiose domande e cimentandosi in un divertissement metafumettistico.

Se Vigna si conferma per l’ennesima volta un eccellente sceneggiatore, De Angelis si esibisce costantemente, per quasi 600 tavole, ai massimi della scala espressiva esplodendo in spettacolari chiaroscuri capaci di raggiungere ogni frequenza del nostro spettro emozionale.