Gli auguri per l’ottantottesimo compleanno di Topolino non sono mancati da parte di appassionati e addetti al lavoro. Tutti, in un modo o nell’altro, hanno omaggiato questo personaggio immenso e speciale. Ma c’è chi ha fatto qualcosa in più: Tito Faraci, uno degli autori più importanti della lunga storia della Disney, qualcuno a cui Topolino stesso deve moltissimo.

Faraci, con il volume Mickey – Uomini e Topo, dedica una commovente dichiarazione d’affetto al personaggio, di cui parla con stima e ammirazione. E un po’ di timore. “Sarà contento, Topolino, di quello che ho scritto di lui?” è la domanda che ritorna più volte nel corso del testo.

Il saggio, che è al contempo un atto d’amore verso Topolino e una ricostruzione filologica del personaggio, ha anche toni autobiografici. E non potrebbe essere altrimenti, visto quanto strettamente siano legate le vite di Tito Faraci e Topolino. Sì, le vite. Perché Topolino, l’autore ne è certo, esiste e vive in quella famosa cittadina della West Coast degli Stati Uniti: Topolinia. In fondo, racconta, non sarebbe così difficile recarvisi. E, con un po’ di fortuna, incontrarlo. Ma non l’ha mai fatto. Perché questo timore?

Tito Faraci ama profondamente il personaggio e lo conosce come pochissimi altri autori, scrivendo di lui non solo con competenza, ma con grandissimo rispetto. Nel raccontarci il “Topo”, l’autore ripercorre la sua storia, dagli esordi animati a oggi, mostrandoci – con azzeccata genialità – come lo scavezzacollo degli anni Venti e Trenta del Novecento non fosse che il “giovane Topolino”. Di quel ragazzo è rimasta una scintilla anche nell’attuale, adulto, Topolino. Che non è, quindi, il “noioso perfettino” che alcuni credono “perchè hanno letto le storie sbagliate”, come puntualizza Faraci.

Nel corso del saggio, l’autore rimane costantemente a cavallo tra l’analisi del suo lavoro di sceneggiatore e quella del mondo del personaggio, da amico e ammiratore. È impagabile, ad esempio, la carrellata di personaggi fatta per dimostrare come ognuno di loro – sia paperi che topi – reagirebbe in una data situazione. O l’indagine sulle differenze sostanziali tra i due mondi, alla ricerca dell’essenza stessa e dell’unicità del personaggio di Topolino: la sua amabilità.

Dal punto di vista tecnico, Faraci offre anche ai lettori un breve sguardo a quello che è il suo lavoro: due pagine di sceneggiatura con le tavole disegnate a fronte. Un gioiello, tanto per chi è curioso di vedere come si scrive un fumetto, tanto per coloro che, pur conoscendo questo linguaggio tecnico, vogliono ammirare il lavoro di un maestro.

Mickey – Uomini e Topo è un volume che ogni appassionato di fumetti Disney dovrebbe leggere in quanto compendio fondamentale per capire il personaggio – ormai prossimo ai novant’anni di carriera – attraverso lo sguardo di uno dei suoi più grandi autori. È anche, e soprattutto, una lettura consigliata a tutti coloro che non lo apprezzano: perché chi non ama Topolino, semplicemente, non l’ha ancora capito.