Scelte. La vita ci pone sempre di fronte a situazioni che ci obbligano a fare delle scelte, percorrere delle strade piuttosto che altre. Per quanto profonde e razionali possano essere le nostre riflessioni solo con il tempo potremo apprezzare realmente la bontà o meno delle scelte, perché ognuna presuppone una rinuncia e per questo può far male. E allora, il consiglio più sensato è quello di agire secondo quella piccola vocina che sentiamo in fondo al cuore e che spesso ci indica la strada all’apparenza più tortuosa, dolorosa, traumatica, ma che alla lunga ci porta a non rimpiangere le decisioni prese.

La vita di Amy sta prendendo una brutta piega, entrando in una spirale che rischia di condurla verso un baratro oscuro, fatto di apatia e depressione. Le sue giornate sono scandite da un monotono lavoro in un negozio di abbigliamento al dettaglio, continui litigi con il fidanzato Eric, incessanti e fastidiose telefonate della madre, le lunghe, estenuanti, rabbiose telefonate con l’amico Michael e le repliche del suo cartone animato preferito: Mr. Dangerous, appunto.

Nel mezzo, l’unico conforto della presenza silenziosa del suo gatto, tanta insoddisfazione per la sua condizione sentimentale ed economica, rabbia profonda e ingiustificata verso il mondo e il genere umano (in particolare quello maschile) e disillusione verso i rapporti amorosi che l’hanno segnata nell’anima e hanno tramortito ogni illusione circa un futuro fatto di gioia e felicità. Possibile che la sua vita sia già finita, o comunque sia destinata a rimanere priva di stimoli a soli ventisette anni?

Queste le premesse del romanzo grafico realizzato da Paul Hornscheimer, uscito negli Stati Uniti nel 2011 e giunto solo ora in Italia grazie al lavoro di Tunué, che presenta La vita con Mr. Dangerous nella sua collana Prospero’s Book.

Scelte, dunque, quelle che dovrà compiere Amy per provare a riscattare e risollevare la sua fiacca esistenza. Hornscheimer si dimostra ancora una volta autore sensibile e attento indagatore dell’animo umano. Se nella precedente opera – Mamma, torna a casa – si lanciava in un’analisi delle conseguenze scaturite dalla perdita di un genitore, questa volta sotto la sua critica lente di ingrandimento viene posta una generazione: quella che va dai venticinque ai trent’anni, che brucia la propria vita tra lavori frustranti, sottopagati e incontri senza pretese, di quelli che lasciano l’amaro in bocca e allargano oltre ogni misura la sensazione di vuoto dentro.

Amy vive tutte le ansie e le paure della sua generazione, le fa proprie e in questo teatrino messo in piedi da Hornscheimer le mette in scena con disarmante realismo. La sua condizione amorfa in cui non riesce a definire una propria personalità precisa e netta, l’assenza di un modello di vita sana e la conseguente perdita di valori la portano a immedesimarsi con un cartone animato, Mr. Dangerous, la cui regolare messa in onda, l’episodico lieto fine e la struttura narrativa offrono un surrogato di vita in cui ricercare pace e serenità.

Ma ricondurre quest’opera a romanzo generazionale sarebbe sbagliato e riduttivo in quanto – vista l’abilità dell’autore nel catturare sensazioni e umori che possono estendersi anche a persone in età differenti – l’universalità delle situazioni permette un’immediata empatia a ogni lettore, che avrà così l’occasione di ripercorrere stagioni importanti della propria vita con un retrogusto di nostalgia, un pizzico di rabbia, un sorriso malinconico.

La narrazione procede lineare e i pochi flashback sono facilmente riconoscibili grazie alla scelta grafica dell’autore, dall’incidere lento e cadenzato ricco di dialoghi caustici, pungenti e perfettamente aderenti alla realtà vissuta dai personaggi e riconducibili a uno spettro reale di situazioni che tutti prima o poi abbiamo vissuto. La caratterizzazione di questo caravanserraglio di personaggi, tra principali e comparse, è riuscita e lascia senza parole la capacità dell’autore di Cincinnati di riuscire a tratteggiare in poche vignette – spesso in un’unica fulminante immagine – figure tridimensionali e funzionali, in grado di mostrare la loro vera natura.

La veste grafica rende questo splendido volume un piccolo gioiello di pop-art dal forte sapore vintage. Abbandonata l’espressività e le scelte azzardate del precedente lavoro, Hornscheimer ritorna a uno stile morbido e tondeggiante in cui i personaggi vengono cristallizzati in immagini plastiche, bidimensionali, dalla forte connotazione iconica. La tavola è regolare, schematica, e segue lo scorrere lento della narrazione. Il lettore stia attento a cogliere ogni sfumatura e particolare, perché dietro ogni gesto, movimento, espressione si condensano stati d’animo e storie intense. La tavolozza dei colori e alcune scelte riportano alla mente il maestro Daniel Clowes, sebbene le soluzioni restino sempre originali e non ci sfiora mai la sensazione di una copia carbone.

Alla fine della lettura di questo La vita con Mr. Dangerous ci chiediamo come sia stato possibile aspettare così tanti anni per poter gustare questo romanzo grafico così lucido e profondo. In tempi non sospetti, Will Eisner elogiò lo stile di Hornscheimer e non esitò a definirla letteratura illustrata. Inoltre, certe sensazioni che solo i racconti di Raymond Carver o Jeffrey Eugenides rivivono tra le splendide pagine di questo romanzo, una lettura consigliata che abbatte ogni distinzione di genere e media, lasciando che a parlare siano le storie, quelle vere, quelle reali, che viviamo quotidianamente. Storie di uomini e donne, storie di scelte difficili ma necessarie. E come spesso accade, la soluzione è più vicina di quanto possa sembrare.