“I tuoi sogni cancellati, il tuo lavoro sbagliato, i tuoi anni che tornano indietro”, demoni interiori che accompagnano la nostra esistenza e come fantasmi sono sempre dietro di noi. Le frustrazioni nate dalla volontà di una vita diversa, dal desiderio di una donna, una moto e un tramonto da condividere, mostri che corrompono la nostra anima, la divorano fino a farla marcire. Questo male sempre più frequente e diffuso nella nostra società contemporanea è entrato nella vita di Wantoo e Ulisse. Il primo è il proprietario di un cantiere navale, sposato, infelice, perso nella routine quotidiana, che prova a colmare i suoi vuoti esistenziali con la ripetizione abitudinaria di gesti e azioni. Il secondo è un semplice impiegato in una società di servizi, timoroso, taciturno, anonimo nel suo essere chiuso e introverso, tutto il contrario dell’eroe mitologico di cui porta il nome. Sottoposto alle vessazioni dei suoi colleghi e del suo capo, trova riparo dallo squallore delle sue giornate sempre uguali tra i muri della sua casa, lontano da tutto e tutti. Ma la vita di questi due uomini moderni viene macchiata da un demone ancora più nero, malvagio e potente, quel demone che offusca loro la vista, spegne la ragione e li spinge ad agire secondo istinti animali. La quotidianità viene squarciata dalla ferocia e una volta distrutta non può essere ricostruita.

Persi, provati, ormai privi di stimoli, così ci appaiono i due protagonisti di questa splendida fiaba scritta e disegnata da Mattia Iacono, disegnatore romano, qui alla sua prima prova come autore completo dopo diverse esperienze da copertinista per la casa editrice americana IDW. Due percorsi personali simili che si intrecciano grazie a un misterioso libro che viene donato ai due. Il libro di Babadush condurrà i nostri protagonisti verso quest’isola misteriosa dove dovranno intraprendere un percorso impervio, ricco di ostacoli e minacce ma necessario per riscoprire sé stessi, riconquistare la giusta dimensione delle cose. Per tratteggiare questo percorso formativo Iacono utilizza lo schema della fiaba con la quale raccontare la storia di Wantoo e Ulisse, personaggi alla ricerca di una serenità perduta, di un ritorno a un periodo passato in cui il peso e lo stress di scadenze e impegni non aveva rovinato ancora la loro anima. L’autore realizza questa storia profonda, sensibile, contemporanea che non vuole trasformare i personaggi in martiri o eroi moderni, ma sfruttarli come modelli universali di un vivere comune fin troppo diffuso. Un po’ tutti noi possiamo ritrovare nelle vicende personali lette in questo volume la stessa storia personale, le stesse ansie, angosce e paure che caratterizzano la nostra vita. La storia viene narrata con estrema semplicità e linearità, utilizzando anche lo strumento del flashback che va a scavare a fondo nei rapporti con la famiglia e la società dei due, per risalire alle cause di questo loro malessere.

Wantoo e Ulisse intraprendono il viaggio inteso ancora come quel desiderio atavico dell’uomo verso la ricerca, il futuro, la scoperta di luoghi esotici ma, soprattutto, la ricerca di se stessi. Il viaggio riproposto ancora come metafora del cammino umano, impervio, difficile, necessario per una crescita e maturazione interiore. Scrollarsi di dosso la ruggine sorta dopo un lungo periodo di inattività, fisica e mentale, porterà i due a confrontarsi, a ricercare un contatto con la natura e il proprio corpo.

La struttura presenta tutti gli elementi tipici della fiaba (l’inverosimiglianza, il dualismo bene-male, l’apoteosi finale che conduce generalmente a un lieto fine, lo scopo didattico). La lettura scorre piacevole e leggera, come da tradizione del genere, e contiene una morale forte, precisa, perfettamente calata nel contesto sociale e culturale nel quale viviamo. Il tratto di Mattia Iacono si adatta perfettamente allo stile narrativo scelto, utilizzando un stile poco realistico ma potente, carico di espressività e tensione emotiva. L’autore dà libero sfogo a tutta la sua fantasia nel realizzare gli scenari immaginari e la popolazione di questo posto esotico, e, allo stesso tempo, abile nel tratteggiare in maniera dettagliata e precisa gli scenari reali. Spesso la tensione viene alleggerita con soluzioni a tutta pagina che rallentano il fluire degli eventi e permettono al lettore di fissare i diversi stati d’animo del racconto. Sembra di trovarsi di fronte a un libro di illustrazioni per bambini ma sotto questo primo livello di lettura si nasconde una storia delicata e fortemente emotiva, che vi spinge alla riflessione, al pianto, all’autoanalisi.

Troppo spesso corriamo dietro falsi miti e spendiamo la nostra vita in una continua e affannosa rincorsa verso il successo. Troppo spesso mortifichiamo il nostro essere per restare nei binari che la società contemporanea ci impone di seguire. Alla fine di questo splendido volume edito da Tunué sarete pervasi dalla convinzione e la consapevolezza di volervi riappropriare delle emozioni vere, quelle forti e sincere che dovrebbero caratterizzare i nostri giorni. L’invito di Iacono è chiaro, evidente, cristallino: vivere la semplicità di un abbraccio, di un tramonto, vivere col sorriso riflesso negli occhi di una donna che amiamo. Vivere.