Esperimento narrativo, bizzarra e originale operazione fumettistica, grosso rischio, tremenda furbata, impresa coraggiosa. Tutte queste espressioni sono buone per descrivere, dopo svariate letture e riletture, il primo numero uscito in Italia per Panini Comics di MIND MGMT. Un thriller psicologico da ipotesi di complotto, una storia che definire complessa e misteriosa è riduttivo. Cercheremo di guidarvi nel complicato groviglio che questo breve esordio della serie di Matt Kindt rappresenta e di districare la matassa dei nostri stessi pensieri, durante il processo.

Converrà partire dalla trama. Meru è una reporter e scrittrice di true crime, genere letterario eminentemente USA che racconta in forma romanzata le inchieste sui delitti e i crimini più strani ed efferati. Il suo ultimo libro è stato un best seller, ma oggi è una spiantata in cerca di un’idea per riemergere e senza più molto tempo per trovarla, a giudicare dalla pila di protesti e bollette non pagate sulla sua scrivania. Il suo indulgente editor le concede un’ultima occasione: indagare sul più strano e misterioso degli incidenti. Due anni fa, sul volo di linea 815, tutto il personale e tutti quanti i passeggeri hanno perso la memoria. In un attimo, nessuno più sapeva come fosse arrivato lì, nessuno ricordava il proprio nome o le proprie famiglie. Piloti incapaci di atterrare, madri che non riconosceranno i figli. E un passeggero mancante di nome Henry Lyme. Intervistare tutti i reduci del volo dell’amnesia, trovare gli indizi necessari e mettersi sulle tracce dello sfuggente Henry Lyme.

Ovviamente, Meru non è l’unica sulle tracce del passeggero scomparso. Persone pericolose si metteranno sul suo cammino, tra cui probabilmente gli stessi responsabili dell’inspiegabile evento di due anni fa. MIND MGMT è infatti il nome di una organizzazione segreta internazionale, nata quasi un secolo fa, specializzata nella manipolazione della mente altrui. Agenti in possesso di tecniche in grado di influenzare il pensiero e il comportamento delle persone. Un’agenzia di cui Meru e il mondo paiono non sapere nulla, ma della cui esistenza veniamo a sapere sin dalla seconda di copertina, grazie alla striscia che Matt Kindt ci sbatte in faccia appena aperto l’albo. La prima di una serie di scelte editoriali e narrative personalissime. Inizia così il viaggio di Meru tra misteri inverosimili, pericoli mortali e scoperte che, siamo certi, sapranno lasciare a bocca aperta tanto lei quanto i lettori della sua avventura.

Ci piacerebbe molto potervi dire se MIND MGMT #1 ci sia piaciuto o meno, ma la verità è che l’unica cosa sincera e sensata da fare è sospendere il giudizio. Questa prima uscita è un invito e una promessa di quel che verrà e vedendola come tale non ci sembra avere molto senso dare un giudizio di valore complessivo, soprattutto data la brevità del volumetto. Quel che possiamo fare è analizzare le singole componenti narrative di questo esordio e cercare di spiegarveli.

Matt Kindt è un ottimo storyteller; lo ha dimostrato in fumetti come Revolver, Super Spy e 2 Sisters, che abbiamo trovato molto convincenti. La sua operazione con MIND MGMT è terribilmente ardita sin dalla strategia. Oltre alla striscia introduttiva e conclusiva, evidentemente fondamentale per interpretare quel che leggiamo nella ciccia del fumetto, ci sono frasi criptiche vergate sui bordi di ogni pagina, apparentemente scollegate dagli eventi, ma probabilmente legate a doppio filo con l’azione. Kindt sceglie uno stile di disegno insolito, con personaggi a volte abbozzati, dalle espressioni quasi ieratiche e stilizzate che creano un effetto straniante. I colori sfuggono ai contorni segnati dal tratto, creando un’atmosfera irreale, che ci trasporta quasi in un sogno o, meglio ancora, ci riporta alle immagini dei ricordi, deformate dalla memoria. La stessa memoria che è il tema fondamentale di questo primo numero e l’elemento fondativo di tutta la serie, a quanto pare. C’è un narratore dall’identità ambigua, che pare interpretare alla perfezione i pensieri di Meru e conoscerli come le proprie tasche, ma non è in prima persona, non coincide con la protagonista, sin qui. Chi è? Lo scopriremo mai? Chi ci racconta questa storia bizzarra e perché? Sembrerebbe appartenere alla MIND MGMT, ma ancora non ne siamo certi. Sembra volerci spiegare la realtà delle nostre menti, svelarci i misteri che nascondono.

Misteri che non mancano in questo primo, affascinante numero dell’opera di Matt Kindt. Dai dialoghi allusivi e rarefatti ai volti apatici dei personaggi (persino le comparse), si ha l’impressione che dietro ogni particolare ci sia qualcosa da scoprire, un segreto da rivelare. E Kindt sembra totalmente compiaciuto dalla tensione alla scoperta che sa creare nel lettore. Se voleva prenderci all’amo con le prime pagine di MIND MGMT ha decisamente colto nel segno, grazie a una cura dei particolari ammirevole e a una coerenza tra atmosfera visiva e narrativa davvero notevole.

E allora, se siamo così coinvolti da questo esordio, come mai la sospensione di giudizio? Come mai non dargli l’altissimo voto che si merita, nonostante le poche pagine? Perché ci parrebbe di fare un torto ai lettori e all’opera o, quantomeno, all’opera che qui ci viene promessa: complessa, sfaccettata, coinvolgente, coraggiosa. Certamente difficile da decifrare per ora (e anche in futuro, siamo certi), ma terribilmente interessante. Un esordio così è rischioso da giudicare: ci mostra il progetto di una cattedrale in cui i particolari sono troppo importanti, in cui sbagliare un calcolo apparentemente innocuo potrebbe compromettere la struttura generale dell’opera. Troppo presto per valutarlo. Una cosa è certa: MIND MGMT ha la possibilità di entrare nei cuori dei lettori in maniera potente e di lasciare la propria firma nella storia del fumetto. Siamo sinceramente convinti che meriti assolutamente una possibilità questo progetto che, sin dall’esordio, si iscrive tra i più audaci da molti anni a questa parte. Per giudicarlo compiutamente, non temete, ci risentiremo su queste pagine.