Teresa Radice e Stefano Turconi, rispettivamente sceneggiatrice e disegnatore, sono coppia nella vita e nei fumetti; si sono conosciuti lavorando a una storia di X-Mickey e da allora collaborano regolarmente sulle testate Disney e hanno creato alcune delle storie più interessanti comparse su “Topolino” negli ultimi anni.
La figlia di Teresa e Stefano si chiama Viola, nella vita… e ora anche nei fumetti. Viola Giramondo è la prima opera che i due realizzano assieme fuori dai confini disneyani, un volume che racconta la vita di una dodicenne sempre in viaggio, affascinata dalle bellezza delle piccole cose e pronta a incontrare persone che le insegneranno molto e la faranno crescere.

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Viola è un fiore. Viola è uno strumento musicale. Viola è la protagonista de La Dodicesima Notte di Shakespeare.
In questo nome sono racchiuse tre manifestazioni della bellezza, create dalla natura o dall’animo artistico dell’uomo. Con un nome simile, la giovane protagonista è portata a guardarsi attorno con curiosità per cercare di scoprire il più possibile dal ciò che la circonda. Per imparare però, la scuola le sta stretta visto che Viola conduce una vita decisamente più inusuale, che le permette di girare il mondo assieme ai carrozzoni del circo della sua famiglia; la ragazza è infatti figlia della donna cannone e di un ammaestratore di insetti (eminente professore universitario nel tempo libero), con cui viaggia di città in città e in ogni luogo ha occasione di conoscere nuove persone e nuove culture.
Il volume raccoglie tre diverse storie, che potrebbero benissimo essere tre episodi di una serie regolare, per quanto è ricco e ben caratterizzato il cast di personaggi che animano il circo De la Lune e per come ogni tappa lascia trasparire un ottima documentazione sulla location. Ma in realtà ogni capitolo è una tappa della formazione di Viola, tre momenti del suo girovagare che la faranno crescere e le insegneranno qualcosa su di sé, sul suo bizzarro stile di vita e sul prossimo.
Il primo capitolo si svolge in una primaverile Parigi, dove la protagonista incontra un simpatico pittore che le aprirà gli occhi sul mondo dell’arte e della stranezza.
Il viaggio prosegue nei boschi americani, tinti dal rosso delle foglie autunnali, dove Violetta ha l’opportunità di conoscere un famoso musicista in fuga dalla città e dallo stress della popolarità, che le insegnerà come gestire un cavallo selvaggio e come accettare un clandestino bisognoso d’aiuto.
La storia si conclude con un’ultima avventura invernale on the road, senza che il tendone possa fermarsi in nessuna piazza nemmeno per uno spettacolo; lungo la strada i componenti del circo racconteranno come si sono conosciuti e come hanno deciso di unirsi alla carovana, in una sequenza di “racconti delle origini” in grado di approfondire alcuni dei personaggi principali, affascinante nel suo essere strategicamente posizionata alla fine del racconto.

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Graficamente Viola Giramondo è una gioia per gli occhi, un delicato e poetico girovagare per un mondo colorato a pastello. La dolcezza della storia si rispecchia nelle tavole di Turconi, nei suoi paesaggi colmi di dettagli e nelle vie della città ricche di passanti, catturati in vignette prive di margine che sembrano voler sfumare leggermente il mondo circostante, che esiste, ma purtroppo non ha trovato spazio sulla pagina. I personaggi hanno un’espressività incantevole, frutto della passione dell’artista per l’animazione, al punto che ogni immagine sembra in movimento, le città vivono del vociare della folla e gli alberi sono mossi dal vento.
Tra buffi circensi e qualche personaggio di fine Ottocento realmente esistito, Viola Giramondo racconta una storia semplice ma ricca di sentimento, un inno alla positività che tra un’ode al mondo dell’arte e una fotografia alla meraviglia della natura, si concede anche qualche riflessione più profonda e qualche momento di malinconia. Un volume consigliato per tutti i lettori più giovani, ma che può regalare qualche sorriso anche agli adulti.
Due autori, due viaggiatori per immagini, da tenere d’occhio.