L’universo editoriale e narrativo di Dragonero è in costante evoluzione, e le anticipazioni a riguardo raccolte all’ultima edizione di Cartoomics sono state sensazionali.

Alla recente edizione di Napoli Comicon abbiamo incontrato i creatori dell’amatissima serie fantasy targata Sergio Bonelli Editore, Luca Enoch e Stefano Vietti, per parlare dei vari progetti in corso e di quelli prossimi alla partenza.

 

Ciao, Luca e Stefano, benvenuti su BadComics.it!
Partiamo da “Dragonero Adventures”, la serie spin-off rivolta ai più giovani: presto vedremo il cartone animato realizzato in collaborazione con RAI, e ci incuriosisce sapere se state curando voi i testi di questo progetto e che rapporto ha quest’ultimo con il fumetto.

Dragonero Adventures 7, anteprima 01

Vietti – Ciao, e grazie per l’accoglienza! La risposta alla prima domanda è sì. I soggetti di tutta la serie, che sarà composta da ventisei episodi, sono nostri. Ne abbiamo già scritti tredici, siamo a metà. I personaggi, ovviamente, sono quelli del fumetto, ma abbiamo ideato una nuova continuity, perché volevamo raccontare avventure inedite e perché lo necessitava il medium. Per l’animazione, infatti, occorrono storie con strutture e ritmi differenti, più elevati rispetto a quelli dei balloon.

Enoch – Per alcuni personaggi ci è stato chiesto un restyling del character design originale. Vedrete alcuni ritocchi che, ci è stato spiegato, sono funzionali all’animazione, come la semplificazione di abiti e acconciature. I cartoni animati hanno bisogno di figure più compatte ed essenziali.

Vietti – Il lavoro grafico, comprese le suddette rivisitazioni, è stato fatto, come per il fumetto, da Riccardo Crosa. Tutta la fase di preparazione è stata sua. Vediamo se sarà il caso di coinvolgerlo anche con l’inizio delle riprese.

Possiamo già azzardare una data per la messa in onda degli episodi?

Vietti – Non la conosciamo nemmeno noi, in realtà. Siamo i primi a essere curiosi, a chiedere aggiornamenti al riguardo, come potrai immaginare, ma per ora non abbiamo date precise.

Enoch – Gli interlocutori sulla scena sono diversi, non solo Bonelli e RAI. Inoltre partecipano anche investitori esteri, perché si tratta di una collaborazione tesa a realizzare un prodotto per il panorama internazionale. Il meccanismo sopra alle nostre teste è ampio e complesso.

Torniamo alla serie a fumetti di “Adventures”: alla conferenza di Napoli Comicon avete spiegato che ogni dodici albi ce ne sarà uno contenente una storia di sessanta pagine, invece di una principale e una breve. Inoltre, l’arco che vede come antagonista il Burattinaio si chiuderà con il numero 24. Avete già in mente qualcosa per il seguito?

Vietti – Sì, a una storia per bambini non servono tanti cattivi, è meglio semplificare. Così, abbiamo già delineato una nuova nemica. Sarà legata al mondo tecnocrate e alla Natura. Coinvolgeremo gli elfi e ci saranno anche un paio di personaggi secondari inediti. Attualmente, però, siamo ancora concentrati sul primo arco. “Dragonero Adventures” è a colori, e rispetto alla serie regolare necessita di tempi di lavorazione più lenti.

Passiamo all’altro spin-off di “Dragonero”, pensato espressamente per un pubblico adulto. A suo tempo, avete spiegato com’è nato il progetto di “Adventures”, da un flashback apparso nel primo romanzo a fumetti, quello del 2007 da cui tutto ebbe inizio. Com’è nato, invece, “Senzanima”?

Senzanima

Enoch – “Senzanima” risponde essenzialmente a una nostra esigenza di diversificare il materiale proposto attraverso la serie regolare di “Dragonero”. Quest’ultima deve attenersi ad alcune regole, che sono poi quelle condivise da un eroe classico dei fumetti, soprattutto se Bonelli. Ian ha un codice d’onore e di comportamento che è molto simile a quello di Tex, Zagor e Dylan Dog. In “Senzanima” lo ritroviamo sedicenne e immaturo. Ha già in sé un’etica e un’umanità che lo contraddistinguono, ma non è ancora un uomo, tanto meno un eroe. È soprattutto un ribelle, come lo sono spesso i giovani. Ha imparato dal nonno le basi dell’uso delle armi e delle arti marziali, e per sfogare quel bisogno di disobbedienza, di sfida e di sprezzo del pericolo tipico dei suoi coetanei, decide di entrare in una formazione di mercenari, che tutto sono tranne che eroi: sono uomini senza scrupoli, guidati da valori ben diversi dall’altruismo e dalla pietà.

Vietti – Fin dal suo concepimento, abbiamo suddiviso la vita del nostro personaggio in tappe. Una di queste prevedeva sin dall’inizio un’esperienza con una compagnia di soldati professionisti, anche se allora non avevamo idea di come svilupparla. Subito dopo, per esempio, c’è il periodo dell’accademia militare, quella degli Incursori Imperiali. Anche lì abbiamo un po’ di spunti su cui lavorare per il dopo “Senzanima”. Dopo l’accademia c’è, quindi, la fase in cui vediamo Ian tra le fila degli Incursori Imperiali. In seguito, abbiamo il periodo in cui entra a far parte degli Scout Imperiali, e poi, finalmente, diventa Dragonero. Questa suddivisione ben precisa è stata – e lo è ancora – di grande aiuto durante il processo creativo.

“Senzanima” sarà articolato in due stagioni, entrambe di dodici albi, giusto?

Vietti – Esatto. Se la prima avrà successo, ce ne sarà una seconda, che, come prestabilito, completerà il progetto. Purtroppo, a differenza di quanto anticipato, non so se riusciremo a esordire con la serie alla prossima Lucca Comics. Il primo cartonato è andato molto bene, oltre le aspettative. Per la seconda storia, Bonelli ci ha chiesto un secondo cartonato, che è già in fase di colorazione. I disegnatori stanno facendo un lavoro eccellente, ma che richiede molto tempo, per cui abbiamo deciso di non forzare le consegne a discapito della qualità. La speranza di presentare la serie alla fiera toscana c’è ancora, ma se così non fosse, il debutto in edicola verrà posticipato ai primi mesi del 2019. Di sicuro, a Lucca arriverà il secondo cartonato.

Avete riallacciato “Adventures” alla serie regolare con inserti visivi e flashback, come per esempio il riferimento alla storia “Uccisori di Draghi”. Ci saranno soluzioni simili anche in “Senzanima”?

Vietti – Sì. Non possiamo rivelarvi molto di più per non rovinare la sorpresa. Comunque, ci piace molto che tutto il nostro mondo narrativo sia collegato e coerente. Ormai, i nostri lettori più fedeli conoscono bene il personaggio e noi siamo facilitati in questo lavoro, basta anche una scena muta perché loro colgano subito il rimando. Lo abbiamo notato con il flashback senza testi in “Senzanima”. Non so se siamo così bravi a far collimare le cose o se siamo semplicemente fortunati, ma ci troviamo spesso con i rimandi sulle diverse testate in uscita lo stesso mese. Certe volte è calcolato e altre no, e ci ritroviamo a dire “Ma che [email protected]%%o…?”.

Dal primo assaggio di “Senzanima” e dalle vostre dichiarazioni, sembra proprio che si tratti di una serie molto cruda. Gli elementi tipicamente fantasy di cui è ricca la serie regolare faranno semplicemente da sfondo? Sarà il realismo della guerra a dominare le tematiche di questa collana?

Senzanima

Vietti – Hai già detto tutto tu. Ci sono ovviamente elementi fantasy, ne vedremo diversi nello sviluppo della vicenda, ma saranno in sottofondo. Fin dall’inizio, abbiamo pensato questo fumetto per raccontare non solo la crudeltà della guerra ma anche l’umanità – o la disumanità – dei personaggi che descriviamo. Per noi è anche un modo di staccare dalla serie regolare, rilassarci mentalmente e trovare nuovi stimoli.

Enoch – Gli elementi fantastici arriveranno, ma non saranno d’impatto come nella serie regolare. Nella prima storia avete conosciuto il mago della compagnia mercenaria: è una figura importante e temuta che combina un bello scherzetto a Ian, ma è un’arma come un’altra che deve contrastare i maghi degli schieramenti nemici, pienamente contestualizzato e funzionale in quell’ambiente militare. Quello che a noi interessa è l’uomo, illustrare cosa fa l’uomo della guerra e come questa influenzi le sue azioni e il suo essere.

Il Magazine di settembre conterrà un’avventura nel mondo dei ladri, e il tema è proprio “I ladri nel fantasy”. Inoltre, ci sarà la storia inedita del precedente cartonato a colori, “Minaccia all’Impero”. È una formula che adotterete anche per i futuri cartonati?

Vietti – Innanzitutto, il prossimo cartonato della collana che raccoglie in grande formato e a colori uno storyarc già pubblicato sulla serie regolare non avrà una storia inedita. Non è, e non diverrà una formula consueta quella della storia inedita nel cartonato. Il problema si è posto nell’ultimo caso: molti lettori che non hanno preso il cartonato si sono lamentati per essersi persi il fumetto inedito di 30 pagine. Quando possiamo, andiamo sempre incontro al nostro pubblico. Così abbiamo pensato di preparare un Magazine ad hoc per ospitare quella storia. Una consuetudine sarà però quella di trasportare le storie dei Magazine e degli Speciali, che sono già a colori, nella collana dei cartonati.

 

 

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