Rat-Man Collection 81, copertina di Leo Ortolani

È la resa dei conti. Rat-Man si trova ad affrontare i super eroi di New York in un combattimento a lungo annunciato e forse fin troppo rimandato. In realtà, la maggior parte degli avversari viene fatta fuori dalla stessa Manhattan, che come un improvviso e spiazzante deus ex machina si rovescia sui suoi giustizieri schiacciandoli.

Per quanto la dimostrazione di forza da parte dell’Arrampicamuri sia immaginifica (con una dichiarata ispirazione a Inception, film di Christopher Nolan), è forse il momento della storia che scatena più perplessità, portando a chiederci se lo stesso destino sia toccato anche a tutti gli altri abitanti della città.

Per il resto, Leo Ortolani non lesina le scene epiche, spesso mixate con la sua tipica comicità: l’eroico attacco sferrato dalla pastorella Aidi è un momento surreale e fantastico, così come l’arrivo della cavalleria nella persona dell’invisibile Dottor Gambanelli, una scena preparata in maniera intelligente negli episodi precedenti, attraverso quello che pareva soltanto un buffo tormentone.

Lo scontro con Capitan Battaglia viene presentato come l’ultimo combattimento che Rat-Man affronterà (e per certi versi è così), ma si risolve in poche vignette, senza la grandeur che Ortolani è riuscito a costruire nello scontro nell’Arena con il Drago.

Conclusasi la battaglia, c’è una sensazione di malinconia e si respira la fine di un’era: i super eroi se ne vanno, con l’Arrampicamuri che si ricongiunge con l’amata Marianne e Rat-Man che saluta Rosie prima di tornare alla Città Senza Nome. Le ultimissime pagine della storia, una sorta di contro-finale simile alle scene dopo i titoli di coda che in quegli anni stavano iniziando a imperversare sul grande schermo, forniscono una grande rivelazione: in qualche modo, e nonostante sia defunto da tempo, anche dietro questa avventura c’è lo zampino di Valker, che con le sue azioni passate aveva dato vita a una nuova generazione di super eroi.

L’epilogo di Sia questa, l’ultima battaglia! è senza dubbio il passaggio più ispirato e riuscito dell’intera esalogia di New York. Ancora una volta, Rat-Man si è ritrovato a dover scegliere tra la vocazione di giustiziere e il suo recondito desiderio di avere una famiglia, con il costante ricordo di Thea a perseguitarlo: gli elementi fondamentali del gran finale della saga che, di tanto in tanto, emergono durante il cammino.

 

CHRONO RAT-MAN: