My Hero Academia 10, copertina di Kohei Horikoshi

La Yuei non è certamente tra le scuole più attente alla protezione dei propri studenti, determinata com’è a proseguire il suo programma nonostante gli incidenti si susseguano spesso: in seguito a un’irruzione da parte di un gruppo di Villain ha infatti svolto un festival sportivo, mentre dopo lo scontro con Stain e un inquietante pomeriggio di shopping i professori hanno deciso di portare le classi IA e la IB in gita scolastica. La destinazione è un campo in mezzo al bosco gestito dal quartetto di eroine Wild Wild Pussycats, dove i protagonisti di My Hero Academia potranno continuare ad allenarsi lontani dalle loro aule.

Com’è prevedibile, l’uscita è un’occasione perfetta per un nuovo agguato da parte dei Villain, che però stavolta hanno un obiettivo differente dal “semplice” sterminio dei giovani aspiranti Hero: l’intento è infatti quello di convincere qualcuno di loro a cambiare fazione; in particolare Bakugo, che durante il festival sportivo ha dimostrato pubblicamente la sua indole violenta, cosa che lo rende il perfetto da schierare contro gli Hero, in cambio della promessa di vedere la sua ambizione soddisfatta.

Kohei Horikoshi porta avanti il suo meccanismo ormai consolidato che consiste nel contaminare la più classica delle commedie scolastiche giapponesi con il genere supereroistico. Arriva quindi il momento della gita, al quale viene infuso un agguato simile ad altri visti precedenti negli archi narrativi; nonostante la ripetitività, però, la vicenda non stanca, principalmente grazie a due elementi di novità: la consapevolezza che i cattivi vogliano cercare di “portare al lato oscuro” alcuni degli studenti della Yuei e un nuovo personaggio che si rivela essere il cuore pulsante della storia.

Stiamo parlando di Kota, ragazzino che cova un sentimento di rancore nei confronti di tutti gli Hero, in quanto i suoi genitori appartenevano a questa categoria e sono morti in battaglia, lasciandolo orfano. La motivazione di questo astio è comprensibile e potrebbe benissimo rappresentare la scintilla da cui ha origine un super cattivo, ma così non è: Izuku ha infatti l’occasione di dimostrare quale sia il ruolo degli Hero, diventando a sua volta un mentore, come lo era stato Allmight per lui.

È questo piccolo grande passo a darci l’impressione che la trama stia proseguendo, nonostante lo sviluppo della trama risulti ancora abbastanza lento, con Horikoshi che riempie le pagine di combattimenti ben strutturati e divertenti interazioni tra i personaggi.

 

CHRONO MY HERO ACADEMIA