La notizia della morte di Albert Uderzo ha sconvolto gli appassionati di Fumetto di tutto il mondo. L’autore francese ha disegnato Asterix dal 1959, per poi occuparsi anche delle sceneggiature a partire dal 1980, in seguito alla scomparsa del collega e amico René Goscinny.

Nel 2013, in seguito al ritiro dalle scene di Uderzo, Jean-Yves Ferri e Didier Conrad sono subentrati alla realizzazione delle avventure degli irriducibili Galli. Lo sceneggiatore francese ha ricordato con affetto Uderzo:

 

Ferri – È sconvolgente, perché è Albert Uderzo è il Fumetto, un pezzo della nostra infanzia, e tutto questo se ne va.

Era molto modesto. Ci ha lasciato la bottega, ci ha incoraggiati e si è fatto da parte. È stato un rapporto di fiducia. Non ci siamo mai sentiti in soggezione. Contrariamente a quanto si potrebbe credere, non ha fatto altro che incoraggiarci.

Ognuno lavorava nel proprio spazio. Conrad negli Stati Uniti. Io nel sud della Francia. Quando arrivavo a buon punto con la sceneggiatura, realizzavo un breve riassunto in modo che Albert potesse leggerla. Poi veniva da lui il segnale di procedere, il tutto serenamente. Gli inviavamo delle parti di storia, e in generale era sempre soddisfatto.

L’ultima volta che l’abbiamo visto è stato a ottobre, e ci ha ringraziati. L’abbiamo trovato un po’ invecchiato, e abbiamo avuto l’impressione di dover assaporare quel momento. L’ultimo volume di Asterix gli era piaciuto, anche se ormai era stanco e la sua situazione stava peggiorando. Ma ogni volta ci diceva: “Questa è una bella idea. Mi chiedo perché non ci abbiamo pensato io e René“.

L’opportunità di occuparmi del suo bambino è qualcosa di così folle che mi sono tenuto a distanza. Sono consapevole che non sia un universo creato da me, è in grado di esistere in autonomia. Io mi sono approcciato entrando in quel mondo soltanto per mantenere in vita i personaggi. Solo come sceneggiatore. Sono consapevole che per fare proprio un mondo così elaborato sia necessario molto tempo.

Contrariamente a quanto creda molta gente, Uderzo ha davvero creato il 50% di Asterix. Ha saputo dare vita a quel mondo che Goscinny ha riempito di idee geniali. Senza Uderzo, non avrebbe preso forma. Lo ha reso possibile, concreto, credibile, caldo. Con quel tratto rotondo che era ispirato dalla Disney e all’ambiente circense.

 

Inutile sottolineare l’importanza che Asterix ha rivestito per intere generazioni di lettori, così come per fumettisti che sono stati influenzati dal lavoro dei suoi creatori. Queste alcune delle dichiarazioni fatte su Twitter da sceneggiatori che ieri mattina sono rimasti colpiti dalla triste notizia della scomparsa di Uderzo:

 

Tito Faraci – Il cielo mi è appena caduto sulla testa. Sono un bambino di sette anni a cui regalano il primo Asterix, un Natale. Voglio fare i fumetti da grande. Un piccolo villaggio è assediato da tutti i lati da un nemico, un invasore. Per difendersi bisogna che ognuno faccia la sua parte e si affidi a un uomo di scienza.

Moreno Burattini – Assurancetourix NON canterà in suo onore.

Francesco Artibani – Una perdita enorme, se ne va uno dei pochi colossi del fumetto di tutti i tempi.

Carlo Lucarelli – Lo ricorderò con un piatto di trippe di cinghiale fritte nel grasso di uro.

 

Qui sotto trovate alcuni tributi dei disegnatori:

 

 

…e comunque, quei cinghiali erano buonissimi.#rrobemie

Pubblicato da Roberto Recchioni su Martedì 24 marzo 2020

 

 

Fonti: France Bleu | Crea Pills