Prima il finale del suo conflitto personale con il generale Fortean e i gli uomini della Base Shadow, poi la minaccia rappresentata dal più temibile tra i simbionti, nel contesto di Absolute Carnage. La fine dell’estate e l’inizio dell’autunno saranno pieni di insidie e di occasioni per l’immortale Hulk, che Al Ewing metterà pesantemente alla prova.

 

 

Il titolo della serie sarà confermato dalla capacità dell’alter ego di Bruce Banner di sopravvivere a ogni pericolo? Ecco le dichiarazioni di Ewing sui numeri #23 e #24 del titolo, nonché lo speciale Absolute Carnage: Immortal Hulk, in uscita a ottobre, in concomitanza con il venticinquesimo capitolo:

 

Immortal Hulk #25, copertina di Alex Ross

È il culmine della guerra tra Hulk e Fortean che abbiamo visto a singhiozzo, l’ultimo passo sul percorso su cui quest’ultimo si è avviato sin dalla prima apparizione, quando affermava di seguire l’esempio del suo mentore, il generale Ross: essere disposto a diventare un Hulk per combattere Hulk. Ora, Fortean sta per fare questo passo e, cosa più importante, ha un ottimo curriculum nel contrastare l’Hulk demoniaco.

Lo stratega che combatte gli Hulk da tutta la vita e ha intenzione di fare qualunque cosa pur di abbatterne uno sarà presto in controllo del corpo vuoto di Abominio, e vedremo se saprà usarlo come parte della sua battaglia già coreografata contro il Golia Verde.

Dal momento in cui è tornato in vita, Hulk è in rotta di collisione con l’esercito. Il fatto è che non può essere lasciato libero. Se non è controllato in qualche modo dagli Avengers, che ha allontanato senza appello nei numeri #6 e #7, non può che attrarre lo sguardo delle autorità, in particolare di coloro che hanno vecchie ruggini nei suoi confronti o sono suoi antagonisti ideologici. Quindi era scontato che saremmo arrivati a questo punto.

In termini di arco narrativo più ampio, ora Hulk ha alle spalle una struttura personale più complessa, non solo una dicotomia. La sua identità è un sistema, che abbiamo stabilito sulla base di quattro personalità, in grado di lavorare assieme dall’interno, in aggiunta a tutte le persone legate ai raggi gamma e a una serie di alleati. Ora Hulk sta per prendere questa struttura, questa versione malata di una famiglia, per lanciarla contro quella più ordinata della Base Shadow. Vedremo con quali risultati. Hulk è anarchico, contrario alle regole, una forza del caos. Potrà funzionare o è sull’orlo della peggiore delle sconfitte?

Sto pianificando la storia che leggerete sul numero #25 di Immortal Hulk, The Breaker of Worlds, dal giugno del 2018, quando mandai la mail di proposta per la serie alla Marvel. Probabilmente, già allora avevo stabilito quel che sarebbe successo all’inferno. Era previsto che arrivassimo a questo punto nello spazio di un volumetto, per poi raccontare per cinque numeri le avventure nel futuro, nella nona iterazione del Cosmo [A seguito degli eventi di Secret Wars è nata l’ottava – NdR], ma i piani sono cambiati.

Come si paragona questa storia con le precedenti? Meglio evitare. Sarà completamente diversa da ciò che i lettori hanno visto sinora, ma spero altrettanto terrorizzante, su vari livelli. Spaventosa e piena di alieni eterei e depressi.

 

Si parla del culmine delle trame, ma ciò non significa che Immortal Hulk stia per chiudere i battenti. Nelle ultime solicitation, relative alle uscite di novembre, la Casa delle Idee ha infatti annunciato i numeri #26 e #27 del titolo.

Secondo alcune voci di corridoio riportate da Bleeding Cool, in origine la serie sarebbe dovuta durare venticinque numeri, ma visto il grande successo di pubblico e critica raggranellato mese dopo mese (tanto da superare le vendite di Batman!), la Marvel non se la sarebbe sentita di porvi fine, almeno per il momento. Resta però altamente probabile un rilancio nel 2020.

Torniamo alle parole di Al Ewing, quelle in merito al tie-in di Absolute Carnage disegnato da Filipe Andrade (Rocket Raccoon and Groot), di cui vi proponiamo qualche tavola in coda all’articolo:

 

Per quanto riguarda Absolute Carnage, Donny Cates voleva che Hulk ne facesse parte e aveva un’idea per una scena divertentissima che mi ha fatto pensare a come potesse incastrarsi con la storia che stiamo raccontando. Le nostre non saranno vicende che si connettono con la trama principale. Piuttosto, trattiamo queste avventure come degli annual, degli extra opzionali. Una formula che ha funzionato bene, in questo caso.

Ad ogni modo, Thunderbolt Ross ha vestito un simbionte, in passato, quindi il suo cadavere è coinvolto nella storia, che già prevedeva il furto della salma. Ho pensato che la notizia avrebbe avuto degli effetti su Banner: il cadavere di una vecchia conoscenza, legata ai raggi gamma, scompare? Una situazione ben nota. E poi c’è Knull, figura cosmica e demoniaca precedente alla nascita dell’Universo. Altro concetto familiare a Hulk.

Bruce viene a sapere di tutte queste cose e decide immediatamente che lo riguardano da vicino. E noi ci divertiremo un po’ con questo concetto e questa percezione. La guest star decide unilateralmente di essere protagonista della storia. Sarà anche l’occasione per comprendere da vicino come funzionino le quattro personalità di Hulk.

 

In chiusura, prima di ringraziare di cuore i lettori di Immortal Hulk per l’incredibile successo della serie, Ewing ha confessato che gli eventi di Planet Hulk non sono affatto dimenticati da questa nuova versione, infernale e demoniaca, del personaggio. Tuttavia, nonostante abbia utilizzato il titolo Breaker of Worlds per la sua storia, lo sceneggiatore non ha alcuna intenzione di approfondire da vicino i temi del ciclo di Greg Pak, in cui il Gigante di Giada all’apice del suo potere viene chiamato Worldbreaker, ossia Distruttore di mondi.

 

 

 

Fonti: CBR | Bleeding Cool