Il diciassettesimo appuntamento con Jordan D. White, supervisore delle testate Marvel dedicate ai mutanti, diventa una puntata monografica su Magneto. Raccolte tutte le domande sulla nemesi, poi membro, poi di nuovo nemico e ancora alleato degli X-Men, White ha risposto a tutte, consegnando ai lettori la sua visione personale di uno dei personaggi più affascinanti non solo della Casa delle Idee ma dell’intero mondo dei comics.

 

Secret Empire #5, variant cover di Dan Mora

Ho letto una bellissima storia su di lui non molto tempo fa, sto parlando di X-Men #85, proprio all’inizio della Magneto War. Scritto da Joe Kelly e disegnato da Alan Davis, credo che catturi molto bene il personaggio. Nel racconto, Erik decide di dare all’umanità un’ultima occasione prima di mettere in atto il suo piano più grandioso, quindi sceglie un tizio a caso, si mette in abiti civili e lo stimola a dire la sua su quei brutti mutanti. Le cose non vanno come pensa. Al tizio i mutanti non danno fastidio, non li odia. Ma non è quel che Magneto vorrebbe. Continua a punzecchiare quella persona, in continuazione, fino a che non giunge a rivelare la propria natura di mutante e a minacciare la sua vita. E, a quel punto, l’uomo si rivolta contro i mutanti. Magneto conclude di aver sempre avuto ragione, si sente del tutto giustificato in quel che sta per fare. Credo sia un perfetto compendio del personaggio: un uomo intelligente che vorremmo tutti capace di fare quel che è giusto ma la cui ragione è stata torta dall’esperienza in una natura vendicativa.

Il mio rapporto preferito con altri personaggi, al di là di quello con Xavier, è quello con i suoi figli. E intendo sia Polaris, che lo è davvero, sia Scarlet e Quicksilver, dato che li abbiamo creduti tali così a lungo. Sono relazioni piene di tensione. Ogni momento di contatto corrisponde a Magneto che nega il loro retaggio o li abbandona per inseguire i propri scopi. Erik è un tipo complicato. Credo che retto, anche nel senso di rigido moralmente, sia una buona parola per definirlo. Una parola complicata a seconda della morale che si segue.

02 - Magneto

Sentite… so che non ha molto senso insistere sul fatto che Magneto ha un sacco di anni più di Rogue, ma a me la cosa colpisce. La loro storia mi è sempre suonata strana. Perché mi va bene che Angel e Buffy, per esempio, o Wolverine e qualunque donna stiano assieme mentre Rogue e Magneto mi disturbano? Non lo so per certo, ma credo che c’entri qualcosa il fatto che Ian McKellen sia stato uno splendido Magneto al cinema, anche se Anna Paquin non mi è mai parsa credibile come Rogue. Ad ogni modo, da lettore, la loro storia non mi ha mai persuaso.

Spesso si definisce la versione di Magneto di Chris Claremont come un antieroe in cerca di redenzione. Per me le due cose sono in contraddizione. Se la seconda fosse vera, sarebbe un eroe, ma in realtà non cerca affatto il perdono di nessuno: fa cose terribili che però i lettori in qualche modo capiscono e approvano. Come Punisher.

Ad ogni modo mi piace soprattutto che sia un personaggio che sta nel mezzo. Lo vedo come un personaggio molto tragico. Si prova simpatia per lui, ha spesso un gran senso di giustizia… ma poi si spinge troppo oltre. So che la sua relazione con Charles sarà discussa per sempre, ma il fatto è che Erik dovrebbe essere un colossale alleato non solo di Xavier ma degli X-Men e del genere mutante, e invece li delude. Cosa tragica, ma quando passa quel segno, diventa un nemico. Ed io credo che questo lo renda appassionante… l’idea di combattere contro qualcuno che vorresti con tutte le forze fosse un alleato.

 

Quale maglietta venderebbe di più? Cyclops Was Right o Magneto Was Right? White non ha dubbi: la seconda. Perché Magnus rappresenta un brand immensamente più riconoscibile di Scott Summers, non perché abbia più ragione. Si tratta di un cattivo, e portare una maglietta che inneggia a un cattivo fa più figo. Ciclope è meno chiaro, come allineamento e venderebbe meno per ragioni di marketing. Inoltre, tutto è ben fatto, riguardo a Magneto: poteri interessanti e facili da capire, costume iconico, regale e riconoscibile, una storia tragica alle spalle e persino due grandissimi attori che lo hanno interpretato al Cinema. Difficile decidere quale sia migliore.

 

Magneto #21, cover

Fassbender è davvero spettacolare e ha reso perfettamente la componente del personaggio con cui possiamo identificarci. Vogliamo davvero tifare per lui, vederlo convertirsi. Grandioso. Ma McKellen è splendido in maniera del tutto diversa, comunica fiducia nei propri mezzi e grande potere. Non è per nulla in conflitto e sa in cosa credere, sa che farebbe di tutto per arrivare allo scopo. Inoltre è tagliente con le parole, cosa che spesso viene dimenticata. Entrambe interpretazioni notevoli.

Che fare con l’età di Magneto ora che la Seconda Guerra Mondiale è così distante? Non so, non posso parlare per tutta la Marvel, ma credo che il paradosso resterà in piedi ancora a lungo. Ci sono alcuni punti nella storia Marvel che devono rimanere fissi e molte delle interazioni con quel conflitto mondiale sono tra questi. Il fatto che Magneto sia stato vittima della peggiore ingiustizia di sempre, probabilmente, è qualcosa che fa strettamente parte di lui, molto più del ruolo di Reed Richards in quella guerra, per esempio. Anche più di quello di Punisher in Vietnam, secondo me, che un tempo consideravo fondamentale.

Non penso che leveremo mai a Magneto la natura di vittima dell’Olocausto, non mentre io sarò l’editor. Detto questo, se tutto va bene, le storie degli X-Men saranno ancora pubblicate tra cinquanta o cento anni. Ciclope, probabilmente, avrà compiuto trent’anni, ma Magneto, per essere degli anni Trenta, dovrà averne centocinquanta e più. Qualcosa bisognerà fare. O cancellare quella parte della sua vita, o supporre che abbia dei poteri che lo mantengono giovane, tipo Wolverine.

 

 

Fonte: Adventures in Poor Taste

 

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