Comic Books Resources fa il punto della situazione su Event Leviathan, la storyline architettata da Brian M. Bendis e illustrata da Alex Maleev che segue le gesta di un selezionatissimo gruppo di detective dell’Universo DC, i migliori sulla piazza, impegnati a cercare di capire chi ci sia dietro il misterioso gruppo spionistico che ha, nelle trame viste su Action Comics negli ultimi mesi, soppiantato o unificato sotto la propria egida tutte le organizzazioni segrete in circolazione.

Una storia nata, come Bendis ha già dichiarato in passato, dalla presenza di moltissime società oscure molto simili tra loro nell’universo narrativo di Batman e Superman e che ora sta ristrutturando il sottobosco criminale della DC Comics.

Ecco le dichiarazioni più interessanti dello sceneggiatore in merito:

 

Event Leviathan #1, copertina di Alex Maleev

Io sapevo che Alex Maleev stava arrivando alla DC e che desiderava moltissimo disegnare Batman. Se certamente ha sempre voluto avere sotto le mani Daredevil e altri progetti che abbiamo portato avanti insieme, ha sempre aspettato la sua occasione con Batman. Io lo so da tempo, come so che avrei raccontato una storia che gli permettesse di mettere in mostra il suo talento, qualunque fosse la trama, e la sua visione del mondo. Direi che ha fatto entrambe le cose. Avete visto su Detective Comics #1000 i suoi schizzi, il suo riscaldamento sul personaggio. La storia è costruita attorno ai suoi punti di forza, alle sue ombreggiature, ed è un romanzo di Agatha Christie applicato agli eroi DC.

La trama è da thriller e la ragione per cui lo dico è che la maggior parte delle miniserie evento hanno un’atmosfera quasi da kolossal apocalittico. Cosa che ho già fatto. Questa volta ho pensato di restare aderenti al personaggio di Batman, di seguire dei detective. Mostriamo cosa succede dopo la catastrofe, dopo il crimine e il processo di soluzione. Inoltre, in questa storia quasi ogni personaggio DC è un sospettato. Potrebbe essere stato chiunque. Quindi, i più grandi detective viventi dovranno unirsi e risolvere il caso prima dell’alba, perché l’indomani promette altri guai. Questa è la storia che comprerei, oggi come oggi.

 

Bendis ha quindi parlato della ristrutturazione dell’Universo DC che Event Leviathan porterà con sé dopo la fine della miniserie:

 

Molti pezzi sulla scacchiera avranno cambiato posto e molti eroi avranno degli scopi nuovi, nuove motivazioni, perché il nemico si sarà rivelato. Leviathan non è un genere di avversario comune. Ora come ora ci sono gli eroi e i criminali e poi c’è questa cosa nuova, che non opera secondo le regole dettate dal genere supereroistico. E questo manderà in confusione un sacco di gente.

Avete presente la sensazione che vi dà Magneto quando spiega i suoi ragionevoli punti di vista, ma voi sapete che nonostante questo tutto quel che fa è comunque sbagliato? Io sono convinto che questo tipo di cattivi siano i migliori. Quelli di cui puoi capire alla perfezioni le motivazioni. Leviathan è al cento percento in questa categoria.

 

Una storia certamente oscura, ma che contiene anche momenti di leggerezza, in cui avremo di fronte dai due ai tre momenti di rivelazione per ogni numero, e in cui vedremo un pezzo del mistero per volta svelarsi davanti ai nostri occhi fino a scoprire chi sia Leviathan e a vedere gli eroi rendersene conto.

 

Event Leviathan #1, variant cover di Kenneth Rocafort

Il personaggio di Leviathan ha l’aspetto di un’icona del male. Questo personaggio è una sorta di Darth Vader, e sappiamo che la gente risponde in maniera molto specifica alle immagini che le vengono proposte. Il suo volto appare spaventoso ad alcuni e meno ad altri. Ed è progettato per essere così, perché ha dietro una marea di valutazioni psicologiche.

Quando parlavamo del modo in cui le organizzazioni spionistiche si relazionano fra di loro oggigiorno, in opposizione a come facevano un tempo, sapevamo che avremmo dovuto fare appello a una sensibilità moderna, più contemporanea rispetto a quella a cui siamo abituati con personaggi di questo tipo. Leviathan somiglia a Darth Vader perché vuole che i suoi avversari pensino di avere di fronte Darth Vader.

Un sacco di altri sceneggiatori DC mi hanno scritto dei consigli sulla questione. Steve Orlando ha scovato per me un sacco di elementi interessanti su diversi elementi della storia a cui io non avevo pensato. E di questo lo ringrazio. Del resto, lavorare a un universo condiviso dovrebbe sempre essere l’occasione di tirare fuori il meglio dai propri colleghi. In questo caso è successo alla grande. Cosa davvero entusiasmante, perché quando ho raccontato il soggetto ai miei colleghi tutti sono stati entusiasti. Era la prima idea che proponevo ed era complesso dire a Geoff Johns che stavo per togliere di mezzo ARGUS. Spiacente. Credo sia stata la prima cosa che ho detto. Ma l’idea è piaciuta a tutti. Non quanto hanno apprezzato il ruolo di Chaz. Chaz è stato accolto alla grandissima. Credo sia la cosa migliore che ho portato alla DC Comics. Nulla mi convincerà del contrario.

 

 

Fonte: Comic Book Resources

 

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