Ve lo abbiamo detto mestamente: Tom King lascerà Batman prima di aver portato a termine il suo sbandieratissimo progetto di cento numeri. Recentemente, lo sceneggiatore premio Eisner, entrato fra i nomi più amati dal pubblico e – forse ancor più – dalla critica, ha inoltre rilasciato alcune dichiarazioni su uno dei suoi progetti DC Comics in corso, Heroes in Crisis, il cui primo numero è da poco uscito in Italia sotto le insegne di RW-Lion.

Siamo a riportarvi l’intervista nei suoi passaggi più significativi, perlopiù dedicati alle recenti rivelazioni su Wally West, viste nel numero #8 (di 9) della miniserie, che hanno scatenato la rabbia di una parte importante dei fan, alcuni dei quali hanno persino minacciato King di morte.

 

Heroes in Crisis #1, copertina di Clay Mann

Ho l’impressione che gli unici personaggi che non cambino status e rimangano stabilmente nella loro condizione, nel mondo dei comics, siano i genitori di Batman e Zio Ben. Un tempo sulla lista c’era anche il nome di Bucky, ma ho visto un film multimiliardario, non molto tempo fa, che proponeva un bel po’ di Soldato d’Inverno.

Credo che il punto fondamentale del nostro medium sia questo quindi: le storie continuano per sempre. Gardner Fox dice qualcosa a Cary Bates, poi lui la racconta a William Messner-Loebs, che la dice a Mark Waid, che la condivide con Geoff Johns, che la dice a Josh Williamson. Ed è così che la storia va avanti.

Le nostre serie sono una conversazione intergenerazionale sul significato che un certo eroe ricopre per noi. E non credo che ci sarà mai una generazione che abbia voglia di dire basta, che decida che è stato detto abbastanza. Perché ogni generazione sa che il motivo per cui raccontiamo è proprio questo: la conversazione e il dialogo.

Con Visione, una delle sfide più grandi che avevo di fronte era confrontarmi con una continuity enorme, che però aveva ben poco senso, perché se rileggi la storia del personaggio puoi quasi vedere Roy Thomas litigare con John Byrne su ogni pagina di fumetto. Quindi ho deciso di fare di quei litigi metaforici una delle componenti fondamentali del fascino del personaggio.

Heroes in Crisis #1, anteprima 01

Quando terminai la storia, la Marvel mi chiese cosa sarebbe venuto dopo. E io risposi che potevano prendere qualunque direzione. C’era una figlia di Visione in eredità, con cui fare quel che volevano. Non mi sono mai sentito proprietario del personaggio di Viv. Credo sia parte del nostro lavoro. E penso anche che Jim Zub abbia fatto grandi cose con Vivian nella sua serie [Champions – NdR].

La stessa cosa vale per Mister Miracle. Se qualcuno vorrà raccogliere i cocci della mia storia, andrà benissimo. Quel che racconto non va da nessuna parte. La gente può leggerlo come indipendente o assieme a quel che seguirà. Non ho alcun dilemma personale riguardante le mie creature, i miei bambini che dovrei proteggere.

Non credo di aver ricevuto minacce di morte da parte dei fan di Wally West. Mi sono preso un sacco di insulti dai fan di Wally West. Il che mi risulta perfettamente comprensibile e sensato. Le minacce di morte venivano da persone dalla testa più dura e spigolosa. Non erano esperti di Wally West rattristati, comuni, ma gente decisamente più folle che, credo, abbia sfogato la propria rabbia su di me in quel momento.

 

King ha quindi parlato dell’importanza di sentirsi liberi di raccontare nonostante i condizionamenti delle opinioni della rete, che arrivano in tempo reale. Per lui, una storia deve essere bizzarra e personale per essere interessante. E storie di questo genere tendono a toccare i nervi scoperti degli eroi e, pertanto, del loro pubblico.

 

Heroes in Crisis #1, anteprima 02

Questo è il genere di storie che racconto, ma spero comunque che, alla fine della vicenda, i lettori pensino che ho avuto un certo rispetto della natura dei personaggi e capiscano che non voglio semplicemente essere cattivo con loro. Mister Miracle ne ha passate tante a causa mia, ma ora tutti sanno chi sia. Stessa cosa per Visione, cui ho fatto passare un inferno, facendolo quasi diventare malvagio, per poi elevare il suo personaggio.

Spero che la gente si renda conto che alla fine della fiera faremo la stessa cosa con Wally, un personaggio che non ha successo con un fumetto sin dal 2003, credo. Quel che voglio dire è che l’idea che sta dietro alle mie scelte è sempre quella di portare i personaggi più in alto. Tutti oggi parlano di Wally, tutti vogliono vedere cosa gli accadrà, tutti sono disposti a dargli quell’attenzione che merita. Lui è il mio Flash preferito, fu la mia porta di ingresso nell’Universo DC. Flash #53, di Messner-Loebs e Larocque, è stato il mio primo albo DC. Amo quel personaggio.

Sento che Eroi in Crisi, Batman e Mister Miracle sono in qualche modo una sola grande storia, che ruota attorno al mio secondo tema preferito. Il primo è la guerra in Iraq, il secondo sono le conseguenze di un grande trauma. Sto raccontando questo tema in tre fumetti diversi. Credo che scrivere storie su un trauma faccia sentire la gente come se lo stesse subendo. A me succede. So che suona male, ma non so come raccontare questo tema senza sentirmi coinvolto.

Non conosco nessuno che non abbia mai fatto grandi errori nella vita, che non abbia mai perso il controllo e non abbia rimpianti in merito o abbia preso pessime decisioni per poi cercare di metterci una pezza. Credo siano esperienze abbastanza universali e non credo che ci sia bisogno di essere stati in guerra per comprenderle empaticamente, perché fanno parte del quotidiano. La gente sbaglia. Se non mettiamo i nostri eroi in queste situazioni, come faranno a dimostrare la loro forza? Se non sei mai vulnerabile, allora non sei mai coraggioso. Semplicemente, esisti. Essere davvero coraggiosi ed eroici significa attraversare momenti in cui si è deboli, affrontarli e sorpassarli. E tornare in piedi.

 

Wally West è anche uno dei personaggi più colpiti dagli sconvolgimenti di continuity e dai reboot degli ultimi anni in casa DC Comics. Dopo essere stato cancellato dal canone è tornato con il rilancio Rinascita, ma la sua famiglia è scomparsa. Un’esperienza, quella di trovarsi con un ruolo diverso in una realtà completamente ristrutturata, che King paragona a quella del soldato che torna dopo un lungo periodo di guerra e si ritrova in una realtà quotidiana che non riconosce più. Ed è proprio questa l’idea alla base delle attuali trame che coinvolgono Wally.

 

Heroes in Crisis #1, anteprima 04

 

 

Fonte: Comicbook.com

 

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