Brian M. Bendis parla di Batman e dei suoi timori riguardo al personaggio, non appena giunto alla corte della DC Comics dopo anni di contratto in esclusiva con la Marvel. Lo sceneggiatore di Cleveland ha da sempre dato prova di avere un registro brillante, di essere a proprio agio con personaggi più entusiasti e leggeri, mondi più colorati e dinamici come quello di Spider-Man, senza però farsi mancare storie dall’atmosfera più oscura come il suo ciclo su Daredevil o Jessica Jones.

Da sempre, si fa il suo nome come uno dei grandi maestri contemporanei perfettamente adattabili all’Uomo Pipistrello, di cui oggi scrive le avventure nel contesto degli albi prodotti per la catena Walmart. Eppure, l’approccio al personaggio lo terrorizzava. Ecco perché, spiegato nelle sue dichiarazioni:

 

Batman di Nick Derington

Stavo leggendo un sacco di fumetti di Batman, e il pensiero di scriverlo mi terrorizzava. Al primo incontro con la DC ho parlato con Dan DiDio, che mi ha proposto le storie per Walmart, ed ero entusiasta perché erano rivolte a nuovi lettori. Mi parlò del progetto di mettermi su Batman mentre Tom King scriveva storie di Superman. Che è una grande idea editoriale, ma poi ho capito che mi spaventava. Tutto quel parlare del fatto che Alex Maleev voleva mettere le mani sul personaggio mi aveva creativamente terrorizzato. Non andava bene.

Il fatto è che tutti i miei eroi disegnatori hanno dato prova di sé sul personaggio di Batman. Lo hanno reso protagonista del meglio della loro arte. Quindi eccomi a casa, a leggere la Batman Encyclopedia che tutti leggono quando arrivano alla DC, e mi appare davanti una dichiarazione di Frank Miller che dice che la cosa che gli piace di Batman è il fatto che è l’unico personaggio della cultura popolare con cui puoi fare qualunque cosa e la gente lo riconoscerà sempre. Puoi realizzare LEGO Batman oppure Batman: Arkham Asylum, ma resterà sempre Batman. Non puoi fare la stessa cosa con Spider-Man.

Non me la sento di dirlo ad alta voce, come ho fatto a superare quel timore. Ho una risposta, ma non ve la dirò. So che cos’è il mio Batman. L’ho confessato a Matt Fraction, e lui mi ha raccomandato di non dirlo ad anima viva. Non è una cosa sporca o strana. Ma non la dirò. Sono quasi alla fine del mio lavoro sul personaggio con Nick Derington e non ho mai cambiato ispirazione. Sono stranamente appagato dal nostro Batman. Non sono abituato, quindi sono un po’ in allarme, quando capita. Ma sono felice di quel che ho fatto. Questo è il mio Batman. Non posso negare la mia identità.

 

In chiusura, Bendis ha rivelato un episodio reale che ha avuto un certo impatto sulle sue storie. Durante la grande campagna Marvel di diversificazione di autori e personaggi, la CIA lo ha invitato a parlarne a Langley, sede dell’agenzia di sicurezza americana; in quell’occasione ha avuto modo di visitare gli uffici dove vengono studiate le contromisure di spionaggio: un dettaglio importante che ha trovato spazio nelle sue sceneggiature per Batman Universe.

 

Batman: Universe, di Nick Derington

 

 

Fonte: Comic Book Resources

 

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