In occasione del Comicon 2019, abbiamo avuto la possibilità di intervistare Hideyuki Furuhashi e Betten Court, rispettivamente sceneggiatore e disegnatore di Vigilante, lo spin-off della celebre serie manga My Hero Academia, di Kohei Horikoshi.

Ringraziamo per la collaborazione Star Comics, in particolare Mari Nakagawa per la traduzione. Porgiamo un ulteriore ringraziamento ai sensei e a Yusuke Sato, editor della casa editrice nipponica Shueisha e curatore di Vigilante – My Hero Academia Illegals, che ha gentilmente partecipato all’intervista.

 

Diamo innanzitutto un cordiale benvenuto ai sensei Hideyuki Furuhashi e Betten Court su BadComics.it.
La prima cosa che vorremmo chiedere ai maestri è come si sono avvicinati al mondo del Fumetto e quali sono le opere che più li hanno influenzati.

Hideyuki Furuhashi – Come tutta la mia generazione sono cresciuto con “Dragon Ball” e tante altre opere shonen famose, come “Ken il guerriero” e “Le bizzarre avventure di JoJo”. Poi, durante gli anni Novanta, mi sono avvicinato al mondo dei videogiochi come “Street Fighter”. Più di recente, negli anni Duemila, ho cominciato a leggere i fumetti americani e i personaggi che più mi hanno influenzato sono sicuramente Batman, Spider-Man e Superman.

Betten Court – Le mie influenze sono molto simili a quelle del maestro Furuhashi. Durante gli anni Ottanta leggevo molto la rivista “Shonen Jump”; poi, nei decenni successivi, mi sono avvicinato al mondo dei videogiochi. Per quanto riguarda un autore che mi piace particolarmente, citerei il maestro Takehiko Ito, autore di opere come “Uchuu eiyuu monogatari”, “Outlaw Star” e “Hao taikei Ryu Knight”. Per quanto riguarda i fumetti americani, in realtà, non ne leggo, però mi piacciono molto i cinecomic, e ne ho visti tanti.

Come avete conosciuto il sensei Horikoshi? E com’è nato il progetto di “Vigilante – My Hero Academia Illegals”?

Yusuke Sato – Io lavoro nell’ufficio di Shueisha che si occupa degli adattamenti a romanzo dei manga di “Shonen Jump”, quindi ho lavorato al romanzo basato su “My Hero Academia”, occasione grazie alla quale ho conosciuto il maestro Horikoshi. Abbiamo cominciato a lavorare assieme e ho avuto l’idea di creare un manga spin-off della sua opera.

Dopo che ho avuto l’idea, ho contattato il maestro Betten Court. Avevo già lavorato con lui e mi sarebbe piaciuto creare una serie manga insieme. Gli ho fatto la proposta, ha accettato, e ho quindi cominciato a cercare qualcuno che potesse lavorare alla sceneggiatura. Ho pensato subito al maestro Furuhashi, che sapevo essere un grande amante dei fumetti americani. Quando anche lui ha accettato di partecipare al progetto, ho mandato la proposta al maestro Horikoshi, e, dato che quest’ultimo era già fan del maestro Betten Court, ha dato subito l’okay. Appena ricevuto la conferma del progetto, ho presentato Horikoshi ai due maestri.

Qual è il ruolo del maestro Horikoshi nella creazione dello spin-off? 

Yusuke Sato – Quello di supervisionare e approvare tutti gli storyboard e dare suggerimenti. Quando ci sono dei progetti riguardanti “My Hero Academia”, facciamo sempre riferimento al maestro Horikoshi.

Come funziona il processo di creazione dei capitoli? Avete modo di discutere assieme delle decisioni da prendere in merito alla costruzione degli episodi o i vostri ruoli sono del tutto separati? 

Hideyuki Furuhashi – Lavoriamo sempre in tre, noi due autori e il signor Sato, e il nostro rapporto si basa su questo triangolo. Inizialmente disegno lo storyboard, indicando come devono essere le vignette, i balloon e il testo che contengono; tramite il redattore, gli storyboard vengono mandati al maestro Betten Court che, in base alle indicazioni ricevute, ci lavora sopra; poi tornano a me e il lavoro viene revisionato. A volte, guardando i disegni del maestro Betten Court, soprattutto tramite le espressioni dei personaggi, le situazioni diventano subito comprensibili senza l’ausilio dei testi, quindi procedo a correggerli. Facendo questo processo varie volte, perfezioniamo i capitoli. Questo è il nostro modo di lavorare in team.

Se Koichi Haimawari, protagonista di “Vigilante”, fosse entrato al Liceo Yuei e avesse intrapreso il suo percorso per diventare un eroe, sarebbe andato d’accordo con Midoriya? Con quali studenti pensate che avrebbe stretto amicizia?

Hideyuki Furuhashi – Dato che Koichi è un ragazzo per bene, dal carattere socievole, sicuramente riuscirebbe a fare amicizia. Ma dato che lui e Deku sono molto simili anche nell’umiltà, entrambi tenderebbero a farsi da parte, e forse si creerebbe una situazione in cui non si capisce bene quello che pensano davvero. Koichi, probabilmente, prenderebbe un po’ le distanze dai personaggi più aggressivi, come Bakugo. Si sentirebbe a suo agio insieme ai ragazzi meno appariscenti della classe.

C’è un personaggio tra quelli di “My Hero Academia” e di “Vigilante” con il quale vi identificate di più o che vi piace in modo particolare?

Hideyuki Furuhashi – Il personaggio che preferisco penso sia proprio Koichi, il protagonista di “Vigilante”, un ragazzo dall’animo buono e poco appariscente. Penso che la sua visione del mondo sia molto vicina alla mia e credo che Koichi, che vuole crescere e diventare un eroe, possa essere un personaggio al quale i lettori si sentono vicini.

Betten Court – Non mi posso guardare in modo oggettivo, per cui non capisco quale personaggio possa rappresentarmi di più. Ho difficoltà a scegliere un unico personaggio preferito, in quanto mi piacciono tutti, ma soprattutto mi piace molto l’equilibrio che questo insieme di personaggi riesce a creare.

Grazie all’uscita di “Vigilante”, l’universo di “My Hero Academia” è stato paragonato a quelli di Marvel e DC: super eroi e vigilanti che appartengono allo stesso mondo e le cui storie, pur essendo anche molto differenti tra loro, finiscono con l’intrecciarsi di tanto in tanto. Pensate che sia un paragone corretto? Credete che in futuro potremo leggere altri spin-off che trattano di altri personaggi del mondo creato dal maestro Horikoshi?

Yusuke Sato – Grazie di aver notato questa cosa, è un’interpretazione corretta! Ci sarà la possibilità che nascano altri spin-off di “My Hero Academia”, ma il mondo dei manga è molto diverso da quello dei fumetti americani. Nel caso di “My Hero Academia”, c’è un solo autore che si occupa della storia, e settimanalmente deve consegnare gli episodi, per cui le sue possibilità sono limitate rispetto agli autori americani, dato che nel caso dei comics ci sono tanti autori che lavorano contemporaneamente. Se venissero fatti altri spin-off, il maestro Horikoshi dovrebbe supervisionarli tutti da solo.

Perché un lettore di “My Hero Academia” dovrebbe leggere “Vigilante – My Hero Academia Illegals”?

Hideyuki Furuhashi – In “Vigilante” sono presenti dei personaggi di “My Hero Academia”, perciò i lettori possono scoprire anche altri lati di questi eroi professionisti, ed è senza dubbio una cosa che può divertirli ancora di più!

Betten Court – In “My Hero Academia” si parla di vita scolastica, di studenti che vogliono diventare eroi professionisti, mentre in “Vigilante” si possono scoprire altri elementi sia della vita degli eroi, sia dei vari aspetti di questo mondo. Anche nei fumetti Marvel e DC Comics succede qualcosa di simile: ogni opera può essere letta singolarmente, ma leggendo più storie si può avere una visione completa dell’universo.

 

Hideyuki Furuhashi e Betten Court, Comicon 2019

 

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