5 cm al secondo

Lo straordinario successo di Your Name ha fatto conoscere Makoto Shinkai a una fetta di pubblico occidentale che non aveva mai visto i suoi precedenti lavori, mentre erano ben noti agli appassionati di animazione giapponese da circa una ventina d’anni. Non stupisce dunque il recupero delle opere del regista nipponico a cui stiamo assistendo: dopo il film d’esordio Oltre le nuvole, il luogo promessoci, Dynit e Nexo Digital portano in questi giorni nei cinema italiani il secondo lungometraggio, 5 cm al secondo

La storia segue le varie fasi della vita di un ragazzo tramite tre episodi distinti ma accomunati dalle tematiche ricorrenti nella poetica del regista: gli amori impossibili, i sentimenti non dichiarati e le relazioni a distanza. Il modo in cui tutto ciò viene sviluppato permette allo spettatore di ricollegarsi ai film successivi di Shinkai, di cui ritroviamo gli elementi principali, qui esplorati in una forma seminale e con una malinconia di fondo che nel corso degli anni ha lasciato spazio a una maggiore speranza.

Il capitolo dei fiori di ciliegio racconta la storia di Takaki e Akari, due amici d’infanzia che sono costretti a separarsi una volta concluse le elementari; continueranno a scriversi lettere accorate fino all’adolescenza, ma l’ennesimo trasloco sembra destinato a separarli per sempre. I ragazzi decidono così di affrontare un lungo viaggio in treno per incontrarsi un’ultima volta, prima che la distanza tra loro diventi decisiva.

Cosmonauta ha per protagonista Kanae, una liceale che si innamora di Takaki, appena trasferitosi nella sua scuola; i tentativi di dichiarargli i suoi sentimenti sembrano non andare mai a buon fine, fino a quando la ragazza non si renderà conto che l’oggetto del suo amore nasconde un segreto.

“Raccontato con la grande sensibilità che negli anni ha reso Shinkai tanto amato da pubblico e critica.”Nell’episodio che dà il titolo al film, Takai è ormai adulto e cammina per le strade di Tokyo continuando a pensare al suo primo amore. Davanti a un passaggio a livello, mentre scorrono davanti a lui i vagoni di un treno, il ragazzo ha l’impressione di rivedere Akari, e forse un nuovo incontro tra i due potrebbe cambiare ogni cosa…

Spazio e Tempo rappresentano i grandi ostacoli che impediscono ai protagonisti di raggiungere la felicità: questo viene raccontato con la grande sensibilità che negli anni ha reso Shinkai tanto amato da pubblico e critica. A livello tecnico, in questo secondo progetto è già possibile rilevare il grande realismo degli scenari, tratteggiati con un’enorme cura per il dettaglio, nei paesaggi e negli oggetti; lo stesso purtroppo non si può dire dele animazioni dei personaggi, limitate dallo staff ridotto con cui il regista ha lavorato nei primi anni della sua carriera e da un character design ancora immaturo, che rende meno immediato il processo di empatia con i protagonisti.

5 cm al secondo approda ai cinema italiani accompagnato da Crossroads, un cortometraggio di soli due minuti che può essere considerato a tutti gli effetti una “prova generale” di Your Name, per via della trama e di alcune soluzioni grafiche adottate. Non capiamo però perché sia stato proiettato in lingua originale con i sottotitoli: tenendo conto della brevità dell’opera e della distribuzione su scala nazionale, si sarebbe potuto affrontare il minimo sforzo produttivo di doppiarne i pochi dialoghi.

 

5 cm al secondo

 

 

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