Se pensiamo a uno dei super gruppi più celebri della Marvel Comics, i Fantastici Quattro, e ci interroghiamo su chi ne abbia realizzato il maggior numero di storie come disegnatore, subito ci viene alla mente il nome di Jack Kirby. Una simile associazione mentale non sarebbe forse altrettanto immediata per uno dei team più celebri, anzi il più celebre, della DC Comics: la Justice League of America. Questa è la storia del più prolifico artista di questo gruppo, Dick Dillin.

 

GLI ARTIGIANI DEL FUMETTO

 

Blackhawk #108, copertina di Dick Dillin

Richard Allen Dillin nasce a New York nel 1928. Fin da piccolo si appassiona ai fumetti e all’arte di Milton Foster, che cerca di ricopiare con i suoi primi, acerbi disegni. Ancora minorenne, per acquisire più dimestichezza con l’arte grafica decide di acquistare una più professionale tavola da disegno e inizia dunque a lavorare presso un negozio di dolciumi, fino a quando non racimola il denaro necessario.

Dopo essersi diplomato presso il liceo del suo quartiere, Waterton, Dillin intende perseguire una carriera nel campo dell’illustrazione, ma decide prima di arruolarsi nell’esercito, e per circa un anno e mezzo viene trasferito sul fronte orientale, in special modo a Okinawa.

Congedatosi dall’esercito, Dillin si iscrive all’Università di Syracuse per studiare Arte, e nel 1948 sposa sua moglie Estella, dalla quale avrà tre figli. Per sbarcare il lunario e sostenere la sua famiglia, Dillin lavora per qualche tempo come operaio presso una fabbrica produttrice di freni pneumatici per treni, fino a quando – con il benestare di sua moglie – decide di tentare un ingresso nel mondo dei fumetti, cosa che lo costringe a stare lontano dalla sua famiglia.

Dillin ottiene i primi, sporadici incarichi presso la Fawcett Comics e la Fiction House, che comunque lo portano all’attenzione di un’altra casa editrice, la Quality Comics, con la quale inizia a collaborare dal 1951. Una consolidata stabilità economica gli permette di affittare un appartamento presso il quartiere di Peekskill, dove riesce a far trasferire la sua famiglia.

Justice League of America, copertina di Dick Dillin

La testata della Quality Comics a cui Dillin rimane più associato è Blackhawk, che disegna in maniera praticamente continua dal 1953 al 1956, fino a quando la casa editrice chiude i battenti, non riuscendo a sopravvivere al declino del genere supereroistico degli anni Cinquanta.

In cerca di un nuovo impiego, Dick Dillin si reca presso la sede della DC Comics. Il caso vuole che l’editore di Superman abbia appena acquisito buona parte dei diritti sui personaggi della Quality e che Blackhawk sia una delle poche serie di cui intende continuare la pubblicazione in maniera immediata. E il disegnatore di questa testata si è appena presentato alla sua porta.

Dillin realizza dunque una sequenza ininterrotta di Blackhawk che va dal numero #108 del gennaio 1957 al #241 del luglio 1968. In totale, compresi anche i numeri pubblicati dalla Quality Comics, di questa serie l’artista ha realizzato ben 178 albi.

Concluso questo incarico, e dopo una breve sequenza di Hawkman con la quale si conclude la prima serie dedicata all’eroe alato, Dick Dillin viene scelto da Carmine Infantino come nuovo artista, in sostituzione di Mike Sekowsky, di Justice League of America, a partire dal numero #64 dell’agosto 1968.

Dillin inizia da quel momento un ciclo durato dodici anni, fino al numero #183 dell’ottobre 1980, disegnando un totale di 115 albi. Gli unici numeri che non vedono il suo apporto sono tre albi contenenti ristampe e un fill-in realizzato da George Tuska.

World's Finest #215, copertina di Dick Dillin

Durante questo ciclo, Dillin realizza l’intera “Era del Satellite” e disegna gli episodi che vedono l’introduzione nell’Universo DC degli eroi di due case editrici per le quali ha collaborato in passato: Fawcett e Quality.

Dillin contribuisce nello stesso periodo anche a svariati episodi di World’s Finest Comics sceneggiati da Bob Haney, tra cui i numeri che vedono l’esordio dei Super-Sons e di Thomas Wayne Jr., il fratello perduto di Batman, personaggio focale di alcune storie di Scott Snyder, lo storyarc La Corte dei Gufi e la serie Batman Eternal.

Il primo marzo 1980, mentre sta disegnando le prime pagine del numero #184 di Justice League of America, Dick Dillin è vittima di un improvviso infarto, che causa purtroppo la sua morte. L’albo viene dunque disegnato da George Perez.

In un’era in cui un disegnatore che rimane più di un anno su una testata è una chimera, sembra quasi una leggenda di un tempo distante parlare di cicli ultradecennali e disegnatori che realizzano più di cento storie. Eppure, è accaduto e Dick Dillin ne è stato uno dei più straordinari rappresentanti.

 

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