C’è Tim Seeley, in qualità di sceneggiatore di Apocalypse and the X-Tracts, ai microfoni di Comic Book Resources. La miniserie in questione, in arrivo a marzo negli Stati Uniti, è uno dei titoli coinvolti del progetto Age of X-Man, di cui vi stiamo diffusamente riportando notizie da oltreoceano.

Nell’utopico mondo a misura di mutanti creato da Nate Grey, quale sarà il ruolo di Apocalisse, il suo peggior nemico? La risposta è proprio in questa serie limitata disegnata da Salvador Espin. A quanto pare, En Sabah Nur è diventato il guru di una band di mutanti con velleità rivoluzionarie in stile anni Settanta.

 

Age of X-Man: Apocalypse and the X-Tracts #1, copertina di Gerardo Sandoval

Quando Jordan D. White mi ha offerto di far parte del progetto, mi ha fatto leggere un soggetto di Lonnie Nadler e Zac Thompson in cui raccontavano in maniera dettagliata di un mondo rimasto fermo agli anni Sessanta. Erano idee ancora grezze, che potevano andar bene per tante storie diverse. Quella che Jordan mi proponeva vedeva come protagonisti Kitty, Dazzler e due personaggi che non conoscevo, Evan e Eyeboy. C’era questa descrizione affascinante della “resistenza”.

E io, improvvisamente, ho pensato a una squadra di X-Men militante anni Sessanta, una specie di Doom Patrol che incontra gli Weather Underground. Super eroi beat e hippie, rivoluzionari. Quando ho deciso che Apocalisse sarebbe stato un miscuglio tra il Professor X e Andy Warhol, sapevo di avere la storia in pugno e che finalmente i miei studi di Storia dell’Arte sarebbero tornati utili.

In questo mondo, i suoi molti anni di vita lo hanno reso una specie di vagabondo messianico non particolarmente ossessionato dalla sopravvivenza del più forte, ma interessato all’evoluzione della specie. Inoltre, essendo comunque incline a non rispettare lo status quo, questo lo rende un guru pacifista che ha sviluppato una sua filosofia, scritta in una serie di pergamene note come gli X-Tracts.

Volevo che ogni attivista della resistenza avesse una visione filosofica che rappresenta una branca della controcultura del mondo reale. Credono tutti in En Sabah Nur e nei suoi insegnamenti, ma ognuno viene da un percorso diverso, dinamica che si ritrova in ogni movimento di resistenza. La cosa mi avrebbe dato modo di creare un conflitto interessante e avrebbe reso più onesta la storia.

Genesis, il giovane Evan Sabah Nur, sarà un membro importantissimo del cast. Anche Unveil, personaggio che ho creato appositamente. Si tratta di una donna delle Barbados che ha l’aspetto di un poster a luce nera degli anni Settanta, con l’abilità di creare una nebbia coprente che mette in connessione coloro che la respirano. In pratica è una sostanza psicotropa vivente che aiuta la resistenza a comunicare.

Apoalypse and the X-Tracts segue Marvelous X-Men da vicino. Nel primo numero, vediamo En Sabah Nur dopo che ha dato vita a questo movimento di controcultura che si sta diffondendo a macchia d’olio nel sottobosco sociale di New York, ma si tratta soprattutto di una copertura. I suoi alleati stanno preparando qualcosa di grosso che li metterà in conflitto con gli X-Men. Se il cast principale è ispirato all’alternativismo anni Settanta, il villain sarà invece una versione alternativa di un famoso nemico degli X-Men ispirata a una spia della Guerra Fredda.

 

 

 

Fonte: Comic Book Resources

 

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