Andy - I fatti e la favola, copertina di Typex

Ieri pomeriggio, presso la Feltrinelli di Largo Torre Argentina a Roma, BAO Publishing ha tenuto la prima presentazione italiana di Andy – I fatti e la favola (19 x 26 cm, 562 pp., col., 29 Euro), opera del fumettista olandese Typex pubblicata il mese scorso nel nostro Paese.

Il corposo brossurato racconta la vita di Andy Warhol affrontandola con il linguaggio del Fumetto e una modalità a metà via tra indagine di fatti realmente accaduti e finzione. All’incontro erano presenti l’autore e Michele Foschini, Chief Creative Officer della casa editrice milanese, il quale ha raccontato ai lettori che, nonostante i due si conoscono da tempo, quella era la prima occasione in cui parlavano di persona.

Foschini ha sottolineato che Andy non è un libro “pesante” sotto il profilo della lettura, a dispetto del numero di pagine; lo ha definito un lavoro ponderoso, che al primo impatto potrebbe sembrare un’immensa confusione visuale, a causa dei diversi stili utilizzati dall’autore, ma che in realtà permette al lettore di entrare facilmente nella narrazione. Successivamente, il pubblico ha posto qualche domanda a Typex, che, prima di occuparsi della vita di Warhol, ha realizzato su commissione la biografia del pittore Rembrandt:

 

Faccio fumetti da tutta la vita, ma per buona parte della mia carriera non ho riscosso molto successo in Olanda. Poi, il Rijksmuseum [il Museo di Amsterdam, che ha una particolare predilezione per il pittore olandese – NdR] mi ha chiesto di realizzare un fumetto su Rembrandt. Hanno detto di aver pensato a me perché non puntavano a fare un fumetto educativo. [ride]

Ho lavorato a quel volume per tre anni, e ho imparato molto dal processo di creazione. Quando ho finito, ho pensato che non mi sarei mai occupato di quel personaggio se non mi fosse stato proposto, e mi sono chiesto chi avrei scelto, invece. La risposta è stata Andy Warhol, perché la sua vita mortale è coincisa con un sacco di forme d’arte a cui sono interessato. È stato un processo logico. Ho sempre bisogno di sentire una grande empatia con i soggetti dei miei libri, perché volumi del genere mi portano via anni di lavoro.

 

Il corposo brossurato è suddiviso in dieci sezioni di una cinquantina di pagine, ognuna realizzata con uno stile differente che rispecchia il decennio trattato. Typex ha spiegato così il processo di lavorazione:

 

Innanzitutto, ho realizzato l’intero storyboard, dall’inizio alla fine. Vennero fuori circa cinquecento pagine, poco meno della lunghezza effettiva dell’opera definitiva. Questo processo mi è stato necessario perché sapevo che, verso la fine, avrei sicuramente aggiunto dei dettagli che avrebbero cambiato quanto realizzato in precedenza. Inoltre, personalmente ho bisogno di avere in mano un simulacro del libro, sono una material girl!

 

Typex presenta Andy - I fatti e la favola alla Feltrinelli di Roma

 

Typex ha poi parlato di cosa significhi indagare la psiche di personaggi come Warhol, figure poco lineari e con aspetti molto eccentrici:

 

Penso sia interessante scrivere e realizzare fumetti che riguardino personalità complesse. È facile affezionarsi a un personaggio perfetto, con solo pregi, ma dà più soddisfazione entrare nella mente di uno più fratturato e con diversi difetti.

 

Dal pubblico è poi giunta una domanda relativa all’inserimento delle drag queen nella storia, vista la loro presenza nella vita di Warhol:

 

Sì, mi sono assolutamente informato su di loro. È necessario farlo: non si fa un libro del genere senza una documentazione approfondita. Ero preparato a critiche sulle tematiche legate ai gay, ed è incredibile che nessuno ne abbia fatte! Fortunatamente, sembra che i tempi siano cambiati. Studiare quella scena, avvenuta tra gli anni Sessanta e Ottanta, mi ha fatto attendere una reazione simile a quella che le persone coinvolte ebbero all’epoca. Invece no, per fortuna!

Nel preparare il lavoro, ho compiuto diversi viaggi, in particolare a Pittsburgh – dov’è vissuto Warhol quando ancora non era famoso – e a New York. Ho potuto vedere praticamente tutto: la casa dov’è nato, i quartieri dove è cresciuto, la chiesa che ha frequentato… mentre a New York non ho potuto vedere nulla: dato che la vittà si rinnova di continuo, non era rimasto nulla. 

 

Foschini ha spiegato al pubblico che, essendo Warhol una figura vissuta recentemente, è stato mitizzato molto tardi. Per questo motivo, non c’è stata fisicamente la possibilità di preservare i suoi luoghi, soprattutto in una città come New York, in costante rinnovo.

Nel parlare di questo aspetto, il CCO ha portato l’esempio dei creatori di Superman, la cui vita è stata esplorata nel volume Joe Shuster (BAO Publishing, 2018). Solo recentemente è stata salvata l’abitazione di Cleveland in cui ha vissuto Jerry Siegel, la quale non era stata già abbattuta solo per puro caso.

Prima di passare alle dediche, l’autore ha risposto a un’ultima domanda riguardo ai suoi progetti futuri:

 

Sono arrivato “inciampando” alle biografie, e “Andy” rappresenta una mia personale reazione a “Rembrandt”. Ora vengo percepito come biografo, quindi intendo fare storie di finzione, non più biografie. Penso di aver detto tutto riguardo a questa tipologia di racconto, e non voglio ripetermi. Vorrei cominciare una nuova esperienza, da zero. 

Detto ciò, considero comunque “Andy” un lavoro di finzione. Il sottotitolo è infatti “I fatti e la favola”. Per arrivare a toccare la verità, è necessario dire una bugia. Se ci si rifà semplicemente alla vita del personaggio, è come ripetere un’intervista o un aneddoto specifico. Se non ci si distacca dalle fonti, si finisce semplicemente per ripetere le parole degli altri.

 

Typex presenta Andy - I fatti e la favola alla Feltrinelli di Roma

 

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