Roberta Pierpaoli

Diamo il via a una serie di interviste agli artisti che realizzeranno i due numeri inediti che concluderanno la prima stagione di Wondercity, fumetto nato a metà degli anni Duemila sotto il marchio Free Books e ora ripreso da Tatai Lab, come annunciato alla scorsa edizione di Lucca Comics & Games.

Oggi conosciamo Roberta Pierpaoli, disegnatrice de Il profumo della memoria, la storia lunga che sarà contenuta nel settimo numero, di cui potete trovare due tavole in esclusiva al termine dell’intervista.

Dopo aver realizzato i background per le serie animate Rat-Man e PopPixie, l’artista ha lavorato ad alcuni volumi di Geronimo Stilton, mentre in ambito fumettistico ha collaborato con le case editrici Cronaca di Topolinia, Soleil, Jungle e Papercutz.

Ma lasciamo che sia lei stessa a presentarsi e a raccontare qualcosa su Wondercity, in attesa di poter leggere l’albo completo, la cui uscita è prevista per il prossimo novembre.

 

Ciao, Roberta! Vuoi presentarti ai lettori di BadComics.it?

Ciao! Sono Roberta Pierpaoli, classe 1983. Fin da piccola ho sempre amato il disegno, ma solo dopo le superiori ho capito che quella era la strada che avrei voluto intraprendere. Ho frequentato così la Scuola Internazionale di Comics, e da lì ho iniziato il mio percorso nel mondo del disegno, tra animazione, libri per bambini e fumetti. E ora sono qui, come disegnatrice del numero 7 di “Wondercity”!

Conoscevi questo fumetto prima che Tatai Lab decidesse di ripubblicarlo? Ti è stato in qualche modo di ispirazione per trovare il tuo stile di disegno e di colorazione?

Sì, lo conoscevo, e mi è stato anche di grande ispirazione per il mio stile. Lo seguivo già ai tempi in cui frequentavo la scuola di Fumetto, soprattutto perché adoravo – e tuttora adoro – lo stile di Stefano Turconi.

Cosa rende, secondo te, “Wondercity” davvero “wonderful”?

I disegni, la colorazione, la storia? Non so, per me tutto di questo fumetto è davvero “wonderful”. Ma la cosa forse che lo rende ancora più “wonderful” è scoprire quanto studio e lavoro ci siano dietro la creazione di un mondo come quello di “Wondercity”.

Cos’hai pensato appena hai letto la sceneggiatura del tuo numero di “Wondercity”?

Bello, bello, bello!

Quale ambientazione ti risulta più facile e rilassante disegnare/colorare? E qual è quella che ti crea più difficoltà?

Non saprei, non ho un’ambientazione che prediligo.

C’è qualche personaggio a cui ti senti affine? Se sì, quale? 

Ritrovo un po’ di me in Thomas, per la sua timidezza… e in Aki, per la sua golosità.

Cosa pensi di questa nuova edizione? Temi il peso del confronto o, al contrario, ti emoziona?

Speravo tanto che “Wondercity” tornasse: fa sempre male vedere bloccata una serie che ami, e per ora mi sembra che si cerchi di rispettare quella che era la precedente edizione.
Di certo non mi aspettavo che sarei stata tra quelli che l’avrebbero riportato alla luce, sono felicissima di poter far parte del progetto e ringrazio Tatai Lab per questo. Sono contentissima, ma ammetto anche che c’è un po’ il timore di non essere all’altezza delle aspettative dei creatori.

 

 

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